Comitato Stragi, Draghi rimuove De Pasquale (e boccia Franceschini)


Il premier Mario Draghi rimuove il contestatissimo Andrea De Pasquale dalla guida del comitato per le stragi. Bocciando di fatto il ministro della cultura Franceschini che aveva invece rassicurato i familiari delle vittime.

C’è una svolta importante sul caso della nomina di Andrea De Pasquale all’Archivio Centrale dello Stato. Il primo ministro Mario Draghi ha infatti affidato alla presidenza del Consiglio dei Ministri la guida del comitato per la desecretazione degli atti riguardanti le stragi, sottraendo dunque la competenza al sovrintendente dell’Archivio Centrale dello Stato. La nomina di De Pasquale era stata duramente contestata dalle associazioni delle vittime delle stragi oltre che da una larga parte del mondo della cultura a causa di un suo precedente: la gestione del fondo Rauti, acquisito quando De Pasquale era direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. La guida del comitato è stata affidata al segretario generale di Palazzo Chigi, Roberto Chieppa.

Riassumendo, De Pasquale, nel novembre 2020, decise per l’acquisizione dell’archivio appartenuto a Pino Rauti, uno dei principali esponenti della destra radicale internazionale, con modalità che furono molto discusse: la presentazione fu infatti affidata alla figlia di Rauti, Isabella (dirigente di Fratelli d’Italia), e le note per comunicare l’evento, che poi non si tenne causa Covid, furono anch’esse gestite dalla famiglia (Rauti era stato definito “statista” e presentato come “uno dei personaggi chiave della Storia della Destra in Italia: organizzatore, pensatore, studioso, giornalista, deputato dal 1972 al 1992. Tanto attivo e creativo, quanto riflessivo e critico”, senza alcuna menzione ai suoi trascorsi nella Repubblica Sociale Italiana o in Ordine Nuovo, il movimento di estrema destra divenuto poi eversivo e sciolto dal governo).

La svolta, annunciata ieri da Draghi durante un incontro a Palazzo Chigi con le ssociazioni dei familiari delle vittime delle stragi di Piazza Fontana a Milano, di Piazza della Loggia a Brescia, della Stazione di Bologna e di Ustica, è rilevante perché la rimozione di De Pasquale dalla guida del comitato da un lato accoglie le richieste dei familiari delle vittime, che avevano scritto sia a Draghi sia al presidente della repubblica Sergio Mattarella sia al ministro della cultura Dario Franceschini per protestare: secondo Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980, la nomina di De Pasquale lasciava intendere che “nei fatti non c’è nessuna volontà di fare chiarezza sui retroscena della strage e delle stragi in generale, sulle collusioni degli apparati, di chi erano i gladiatori, delle loro ‘imprese’ e tantomeno delle varie implicazioni politico terroristiche della famigerata loggia P2”.

Il ministro Franceschini aveva risposto ai comitati delle vittime confermando De Pasquale e affermando, sostanzialmente, che non avrebbero avuto nulla da temere: “le preoccupazioni”, aveva scritto in una lettera per replicare alle associazioni, “non hanno ragione di esistere. Lo dimostrano anche le parole di pochi giorni fa con cui il neo direttore ha dissipato ogni dubbio sul suo totale impegno sull’assicurare la fruizione dei documenti oggetto di declassificazione in base alle direttive. Parole importanti per fugare dubbi, ma forse nemmeno necessarie, perché i dirigenti devono sempre e comunque applicare le norme, e così sarà, anche grazie alla vostra civica vigilanza e alle sollecitazioni che ci rivolgete e di cui vi ringrazio”. Adesso però il provvedimento di Draghi si configura di fatto come una bocciatura nei confronti delle parole di Franceschini, che avevano provocato ulteriori discussioni nell’ambiente, arrivando anche a portare Tomaso Montanari, membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, a rassegnare le sue dimissioni dall’organo per “denunciare l’arroganza del ministro Dario Franceschini nella nomina del soprintendente dell’Archivio Centrale dello Stato, apologeta di Rauti”.

La notizia della rimozione di De Pasquale è stata accolta con favore da Paolo Bolognesi, che dichiara all’ADN Kronos: “Siamo molto soddisfatti. È stato fatto un passo in avanti. Ringraziamo il coraggio di Draghi di prendere in mano la situazione. De Pasquale non poteva ricoprire un ruolo così importante, non si può parlare di Rauti in un certo modo. Abbiamo ora fatto richiesta di accesso agli atti sulla sua nomina a direttore dell’Archivio di Stato”. Soddisfazione anche da parte dell’ANPI: “Il Comitato per la desecretazione degli atti riguardanti le stragi”, scrive l’associazione in una nota, “non sarà presieduto dal direttore dell’Archivio centrale dello Stato Andrea De Pasquale ma direttamente dalla Presidenza del Consiglio. Prendiamo atto con soddisfazione della decisione del Presidente Draghi, che accoglie così la sacrosanta richiesta delle associazioni dei parenti delle vittime delle stragi. Tale decisione è un significativo passo avanti affinché si possano ricostruire con obiettività e rigore i fatti di quella drammatica stagione ed accertare finalmente le responsabilità che a tutt’oggi, dopo tanti insabbiamenti e depistaggi, rimangono in parte rilevantissima oscure”.

Nella foto: Andrea De Pasquale

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Comitato Stragi, Draghi rimuove De Pasquale (e boccia Franceschini)


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