Conte: “Nel nuovo dpcm prevediamo di chiudere in tutta Italia mostre e musei”


Il premier Conte ha confermato nell’intervento alla Camera di questa mattina che il nuovo Dpcm prevederà la chiusura in tutta Italia di mostre e musei.

Come anticipato dal ministro del MiBACT Dario Franceschini ieri sera in un’intervista al programma Che Tempo che fa su Rai3 condotto da Fabio Fazio, anche il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha affermato nell’intervento alla Camera di questa mattina che il nuovo Dpcm prevederà nuove misure restrittive su tutto il territorio nazionale: tra queste, anche la chiusura di mostre e musei.

Il presidente del consiglio ha illustrato stamani alla Camera le misure contenute nel nuovo dpcm la cui firma è prevista per domani o mercoledì: ci saranno misure differenziate, su base regionale, introdotte in ragione del rischio calcolato per la singola regione, e alcune misure nazionali.

“Alla luce dell’ultimo report che è stato elaborato venerdì scorso ed è stato anche illustrato in una conferenza stampa, e della situazione da esso certificata, che risulta diffusamente grave sul territorio nazionale e particolarmente critica in alcune regioni”, ha detto Conte, “siamo costretti a intervenire, in un’ottica di prudenza e massima precauzione, per attuare ulteriori misure perseguire una più stringente strategia contenitiva e mitigativa del contagio. Questa strategia va necessariamente modulata in base alle differenti criticità rilevate nei territori, graduando la severità delle misure in considerazione della più elevata circolazione del virus e del più elevato rischio di tenuta dei servizi sanitari. Riteniamo necessario pertanto assumere una decisione orientata ai principi di proporzionalità e adeguatezza, che contempli nuovi interventi restrittivi modulati e differenziati sulla base del livello di rischio concretamente rilevato nei territori”.

“Sulla base di criteri scientifici predefiniti, oggettivi, elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Ministero della Salute e dalla Conferenza delle Regioni e da veri centri universitari di ricerca”, ha precisato il premier, “sarà necessario introdurre un regime differenziato basato sui diversi scenari regionali. In coerenza con quanto prevede il piano il prossimo dpcm individuerà tre aree corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per ciascuno dei quali sono previste misure via via più restrittive. L’inserimento di una regione all’interno delle tre aree, con la conseguente automatica applicazione delle misure previste per quella specifica fascia avverrà con ordinanza del ministro della Salute e dipenderà oggettivamente dal coefficiente di rischio raggiunto dalla regione”.

Come detto, alcune misure riguarderanno tutto il territorio nazionale (“per l’intero territorio nazionale, dove non si segnalano livelli di rischio elevato”, ha spiegato Conte, “intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare quel piano di contenimento e la mitigazione del contagio che già stiamo perseguendo con i tre dpcm, in particolare con l’ultimo”): tra questi provvedimenti c’è anche la chiusura di musei e mostre (“chiuderanno, ahimé, anche mostre e musei”, ha dichiarato Conte). Le altre misure: chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi (a eccezione di farmacie, parafarmacie, negozi di generi alimentari, tabacchi ed edicole all’interno dei centri commerciali), “in ragione della maggior attrattività che questi spazi suscitano in particolare nei weekend”, chiusura degli angoli giochi e videogiochi, riduzione al 50% dei mezzi pubblici locali, limite agli spostamenti da e verso le regioni con elevati coefficienti di rischio (tranne che per motivi di necessità), limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda (anche in questo caso se non c’è comprovata necessità), didattica a distanza integrale per le scuole superiori (“sperando che questa misura sia ben temporanea”).

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