Cosa succede ai musei di Milano? L'assessore spiega: “no microaperture, sì programmazione”


Perché i musei di Milano non hanno ancora riaperto? Lo spiega l'assessore alla cultura Filippo Del Corno, che non vuole microaperture, ma programmazione. E comunque non ci sarà da aspettare molto per tornare nei musei milanesi.

Ha fatto molto discutere la decisione presa dal Comune di Milano, che ha deciso di non riaprire subito i musei, nonostante da ieri la Lombardia sia di nuovo in zona gialla, il che significa che anche i luoghi della cultura possono aprire, nei giorni feriali. L’assessore alla cultura, Filippo Del Corno, è intervenuto ripetutamente per spiegare la posizione presa dal Comune: intanto, occorre specificare che, è vero, non ci sarà una riapertura immediata, ma non servirà neppure aspettare molto per rivedere aperti i luoghi della cultura cittadini.

“L’apertura dei luoghi della cultura, musei, biblioteche, cinema, teatri”, ha spiegato stamani Del Corno, “deve essere programmata con largo anticipo e irreversibile. Accontentarsi di microaperture burocratiche, provvisorie, discriminatorie, significa non capire che il nocciolo della questione è rivendicare il diritto inalienabile alla partecipazione culturale e assumere come priorità cruciale per il benessere della comunità il ritorno alla condivisione delle esperienze culturali. Continuo la mia battaglia: solo l’apertura programmata, non reversibile e autenticamente democratica dei luoghi di cultura, nel pieno rispetto delle prescrizioni mediche indicate dalla comunità scientifica, possono essere il miglior accompagnamento possibile alla campagna vaccinale, il segno di una ‘vaccinazione’ sociale agita dai presidi culturali indispensabili per la salute collettiva della comunità”.

Il Comune ha già trasmesso il calendario delle riaperture: dal 9 febbraio, da martedì a venerdì, riapriranno le mostre già allestite nelle diverse sedi, alcune inaugurate e poi chiuse al pubblico dal 4 novembre scorso, altre allestite durante il periodo di chiusura, mai aperte al pubblico e visitabili fino ad oggi solo in forma virtuale, raccontate attraverso video e immagini sul web. In particolare, sarà possibile visitare Divine e Avanguardie. Le donne nell’arte russa e Prima, donna. Margaret Bourke-White a Palazzo Reale (orario 10-19.30), Carla Accardi. Contesti al Museo del Novecento (orario 10-19.30), Giuseppe Bossi e Raffaello al Castello Sforzesco (orario 10-17.30), Sotto il Cielo di Nut. Egitto divino al Museo Archeologico (orario 10-17.30), Orticanoodles. Inside allo Studio Museo Francesco Messina, La prima stagione di Gianni Dova alla Casa Boschi di Stefano (orario 10-17.30), La grande strada Inca al Mudec (Sala Khaled Assad). La mostra Luisa Lambri. Autoritratto, allestita al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, aprirà invece martedì 16 (orario 10-19.30).

Ci saranno estese riaperture a partire dal 16 febbraio, quando sarà di nuovo possibile visitare o riscoprire le collezioni permanenti del Castello Sforzesco (orario 10-17.30), dell’Acquario Civico (orario 10-17.30), della GAM-Galleria d’Arte Moderna (orario 10-17.30), di Palazzo Moriggia - Museo del Risorgimento (orario 10-17.30) e di Palazzo Morando|Costume Moda Immagine (orario 10-17.30). Per accedere alle mostre e ai musei la prenotazione non è necessaria, ma sempre consigliata. Il 2 marzo, infine, si aprirà una settimana speciale dedicata all’apertura del sistema museale cittadino, in concomitanza con Milano Museo City, che vedrà protagonisti il Museo del Novecento e il Museo di Storia Naturale, con riallestimenti e nuove sezioni, e Palazzo Reale che inaugurerà la mostra Le signore dell’Arte. Storie di donne dal Cinquecento al Seicento, una grande produzione dedicata alle artiste vissute in quel periodo: Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Fede Galizia, Giovanna Garzoni, e molte altre ancora.

“Le politiche culturali del Comune di Milano”, ha detto ancora Del Corno, “sono improntate innanzitutto alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio civico, attività che è stata programmata e svolta con grande impegno e capacità di progettazione da parte di tutte le direzioni nel corso di questi lunghi mesi di chiusura forzata. Per questo occorre salvaguardare la programmazione delle attività tuttora in corso in alcuni musei, che restituiranno alla città percorsi rinnovati e nuovi servizi. Ma occorre anche essere consapevoli che le esposizioni, che siano permanenti o temporanee, accompagnano i visitatori in un percorso di conoscenza personale e di crescita collettiva, quindi svolgono un servizio pubblico di grande valore per l’intera comunità. Ritengo pertanto imprescindibile tenere aperte le porte dei musei e degli spazi espositivi anche nel fine settimana, quando lavoratori, studenti e famiglie hanno la concreta possibilità di accedervi”.

Il programma di apertura degli istituti culturali milanesi, ha fatto sapere il Comune, segue la pianificazione delle attività culturali, scientifiche e artistiche che non si sono mai interrotte durante i periodi di chiusura forzata causa Covid: progetti di restauro, riallestimento delle collezioni, programmazione di esposizioni temporanee, riorganizzazione di servizi e costante attività di formazione e didattica.

Nella foto: il Museo del Novecento

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Cosa succede ai musei di Milano? L'assessore spiega: “no microaperture, sì programmazione”


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