Crisi energetica, a Strasburgo i musei riducono gli orari d'apertura


Strasburgo è la prima città in Francia a ridurre gli orari d’apertura dei musei a causa della crisi energetica. Si passa dalle 42 ore settimanali a 35, con abolizione dell’orario continuato e chiusura di un giorno in più alla settimana.

La crisi energetica inizia a farsi sentire anche sui musei. Poco dopo Ferragosto su queste pagine avevamo raccontato quello che stanno facendo i musei tedeschi per fronteggiare la situazione, sottolineando che in Germania la priorità è quella di non chiudere gli istituti, che hanno già fatto sacrifici durante la pandemia di Covid. Adesso anche in Francia si pone il problema, e Strasburgo è la prima città a prendere provvedimenti: la sindaca Jeanne Barseghian, del partito Europe Écologie Les Verts, ha annunciato che i dieci musei cittadini subiranno riduzioni degli orari d’apertura. Il restringimento degli orari riguarda tutti i musei, che sono nove: il Musée d’Art Moderne et Contemporain, il Musée Tomi Ungerer - Centre International de l’Illustration, il Musée Historique, il Musée de l’Oeuvre Notre Dame, il Musée des Beaux-Arts, il Musée Archéologique, il Musée des Arts Décoratifs, il Musée Alsacien, il Palazzo dell’Aubette.

Attualmente i musei hanno orari d’apertura piuttosto larghi. Il Musée d’Art Moderne e Contemporain, il Musée Historique e il Musée de l’Oeuvre Notre Dame aprono dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 (tranne il mercoledì e il giovedì, dalle 13 alle 18). Stessi orari per il Musée Alsacien, Musée Archéologique, il Musée des Arts Decoratifs, il Musée des Beaux-Arts e il Musée Tomi Ungerer che però hanno il giorno di chiusura il martedì invece del lunedì. Il Palazzo dell’Aubette invece chiude il lunedì, il martedì e la domenica e apre dalle 13 alle 18 il mercoledì e il giovedì e dalle 14 alle 18 il venerdì e il sabato.

Con i nuovi orari, che entreranno in vigore dal 3 ottobre 2022, cambia tutto: viene infatti abolito l’orario continuato 10-18, e alcuni musei chiuderanno al pubblico un giorno in più. Il Musée d’Art Moderne et Contemporain, il Musée Tomi Ungerer, il Musée Historique e il Musée de l’Oeuvre Notre Dame apriranno tutti i giorni tranne il lunedì e il mercoledì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, il Musée des Beaux-Arts, il Musée Archéologique, il Musée des Arts Décoratifs e il Musée Alsacien avranno gli stessi orari ma chiuderanno il martedì e il giovedì, e infine il Palazzo dell’Aubette aprirà dal mercoledì al sabato dalle 14 alle 18. Per i primi otto musei si passa dunque da 42 ore d’apertura settimanali a 35, mentre per l’Aubette da 18 si passa a 16.

“È una misura per adeguare il servizio pubblico locale” dinnanzi alla crisi energetica, ha spiegato la sindaca Barseghian. Ci sarà “una chiusura di due giorni alla settimana anziché di un giorno, con anche fasce orarie adeguate alle presenze”. La chiusura dalle 13 alle 14 è infatti motivata dal fatto che in questi orari l’afflusso di pubblico è basso. Non ci saranno però aumenti sui biglietti: “voglio che i nostri musei rimangano accessibili”, ha dichiarato la sindaca. Inoltre, i musei rimarranno aperti sei giorni su sette durante le grandi mostre e onoreranno gli appuntamenti presi con le scuole.

Non tutti però sono d’accordo: l’ex sindaca Fabienne Keller, in carica dal 2001 al 2008, ha già lanciato una petizione su change.org contro la decisione dell’attuale amministrazione. “Strasburgo, che è la settima destinazione turistica in Francia”, si legge nella petizione, “sarebbe la prima metropoli francese a prendere una decisione del genere. Città d’arte e di storia, accoglie quasi 4 milioni di visitatori ogni anno. Una decisione del genere sarebbe sciocca! Per molto tempo, il Comune ha investito un quarto del suo budget nello sviluppo culturale in tutte le sue forme: musei, opera, teatro, musica, danza, creazione artistica, libri e media, ecc. Inoltre, Strasburgo è stata designata dall’UNESCO Capitale Mondiale del Libro nel 2024. Quale credibilità per l’immagine e l’influenza della nostra città nel prendere una decisione del genere in questo contesto? Con i nostri vicini europei e il bacino del Reno, Strasburgo costituisce un cuore culturale europeo particolarmente dinamico [...]. Infine, le scuole vedrebbero ridotta di un terzo la propria offerta di accesso ai musei (da 3 a 2 giorni di scuola a settimana), anche se il servizio educativo dei Musei di Strasburgo è uno dei più dinamici ed estesi della Francia. Si tratta di una perdita considerevole per l’accesso dei bambini in età scolare alla cultura e per l’apertura dei più giovani alla conoscenza”. La richiesta è dunque quella di riconsiderare la decisione.

Immagine: Palais Rohan, sede del Musée des Beaux-Arts di Strasburgo

Crisi energetica, a Strasburgo i musei riducono gli orari d'apertura
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