Da Anish Kapoor a Martin Parr, i grandi artisti britannici si schierano contro Boris Johnson e i tories


Anish Kapoor, Martin Parr, Cécile B. Evans, Mark Leckey e altri: i grandi artisti britannici si schierano contro Boris Johnson e i tories.

L’opposizione a Boris Johnson e ai tories britannici, che hanno vinto nettamente le elezioni politiche del Regno Unito di domenica scorsa (ai conservatori è andato il 43,6% delle preferenze, contro il 32,2% dei laburisti di Jeremy Corbyn), passa anche attraverso le opere e le prese di posizioni dei principali artisti d’Oltremanica, che nelle ore che hanno preceduto e seguito la tornata elettorale si sono scatenati sui social postando opere realizzate ad hoc, messaggi e videomessaggi, dichiarazioni di voto. Non solo: molti artisti hanno anche comunicato la loro preoccupazione per la vittoria di Johnson. Tra i primi a esporsi, Peter Liversidge, noto per le sue opere su cartone, ha utilizzato il suo medium preferito per creare dei cartelli “No Brexit” spedendoli ripetutamente al 10 di Downing Street (e ha già fatto sapere che non si fermerà). Liversidge è stato anche tra i primi a parlare alla stampa: “è peggio della vittoria di Trump negli Stati Uniti”, ha detto a Artnet News, “perché i conservatori hanno avuto, per generazioni, una storia orribile. Sembra di tornare alla metà degli anni Ottanta”.

A esprimere preoccupazione è anche Anish Kapoor, uno degli artisti più celebrati al mondo, che ha affidato a Instagram le proprie considerazioni. Kapoor si era già distinto quest’estate per aver creato un’opera, Oh to be in England now my Johnson’s in a twist, esplicita e apertamente polemica nei confronti del primo ministro britannico: nelle ore precedenti alle elezioni ha postato sul suo account un videomessaggio con dichiarazione di voto (“il regime dei tories sotto al quale abbiamo vissuto negli ultimi dieci anni ci ha consegnato la società più iniqua. Malgrado io sia uno dei pochi privilegiati, voterò i laburisti alle elezioni... unitevi a me”), mentre dopo i risultati ha lasciato un messaggio dove, riprendendo le parole di Johnson appena dopo la vittoria (“adesso dobbiamo fare la Brexit, ma prima dobbiamo fare colazione”), si è limitato a insultarlo (“Boris, l’imbecille della upper class. Che tristezza”).

Commentano laconicamente i risultati anche l’americana (residente a Londra) Cécile B. Evans, vincitrice del Premio Illy per i giovani ad Artissima 2016 (“where do we riot?”, si chiede l’artista su Twitter, ovvero “dove andiamo a insorgere?”), il duo Ackroyd and Harvey, formato da Heather Ackroyd e Dan Harvey, che si limita a postare su Instagram l’immagine di una Union Jack calpestata, e il pittore Nick Waplington, che si dimostra molto pessimista (“perderemo le nostre libertà e i nostri diritti”, scrive su Instagram). Parla invece con The Art Newspaper uno dei membri degli Young British Artists, Gavin Turk, secondo il quale “il programma dei laburisti aveva le migliori politiche ambientali: sembra però che l’individualismo, l’avidità e il consumismo siano al centro dei problemi e che gli elettori del Regno Unito non siano ancora pronti a riconoscere l’importanza dei temi ambientali. I giovani che si affacciano ora alla vita politica sembrano offrire una strada da percorrere e vanno supportati”. Helen Cammock, finalista quest’anno al Turner Prize (il più prestigioso premio artistico conferito nel Regno Unito e tra i maggiori al mondo), si è invece limitata a postare sui suoi social un invito al voto accompagnato da un grande quadrato rosso.

Rispondono al clima politico con opere d’arte il grande fotografo Martin Parr, che diffonde sue immagini di attivisti anti-Brexit, il collage artist Coldwar Steve, che ha creato un collage satirico intitolato Polling Day dove Boris Johnson in bicicletta viene spinto dal suo spin doctor Dominic Cummings, e ancora l’artista e illustratore David Shrigley, che ha creato un disegno con un agnello che si rivolge al pubblico (“l’agnellino è molto, molto deluso da tutti voi”), e Mark Leckey, vincitore del Turner Prize del 2008, che ha fatto un appello al voto per i labour aggiungendo la rosa rossa, simbolo del partito laburista, ad alcuni frame del suo celebre video Fiorucci made me hard core del 1999. Non si registrano invece prese di posizione da parte di Damien Hirst e Tracey Emin (che aveva votato i tories nel 2011, ma di recente si è più volte schierata contro la Brexit).

Di seguito, le immagini di come gli artisti britannici hanno reagito al voto e ai suoi risultati.

Peter Liversidge
Peter Liversidge



Ackroyd and Harvey
Ackroyd and Harvey



Martin Parr
Martin Parr



Coldwar Steve
Coldwar Steve



Mark Leckey
Mark Leckey



David Shrigley
David Shrigley

Da Anish Kapoor a Martin Parr, i grandi artisti britannici si schierano contro Boris Johnson e i tories
Da Anish Kapoor a Martin Parr, i grandi artisti britannici si schierano contro Boris Johnson e i tories


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Ottocento     Novecento     Cinquecento     Firenze     Quattrocento     Barocco     Genova     Roma    

NEWSLETTER