Direttori musei, forse tutto da rifare: necessaria la cittadinanza italiana? Intanto Franceschini non ci sta


Il Consiglio di Stato pone di nuovo un freno ai direttori stranieri  alla gestione dei musei italiani. Secondo il Consiglio, le procedure scelte e adottate dal ministero dei Beni culturali nella selezione sarebbero corrette, ma ci sarebbe un problema sulla cittadinanza dei candidati che dovrebbe rimettere all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato la decisione sulla nomina di direttori stranieri. 

La decisione, presa dalla sesta sezione del Consiglio di Stato con sentenza del 2 febbraio (ma la camera si era riunita a ottobre) riguarda l’appello del MiBACT contro il ricorso di Giovanna Paolozzi Strozzi presentato nei mesi scorsi: da quello che si apprende, i giudici promuovono la procedura scelta dal Mibact per la valutazione a concorso dei direttori dei musei pubblici dotati di autonomia gestionale e amministrativa, ma rimettono la decisione sull’apertura agli stranieri all’adunanza plenaria. Questo perché ci sarebbe un contrasto tra la sentenza del Consiglio di Stato che apriva ai direttori stranieri e i regolamenti della pubblica amministrazione che prevedono la cittadinanza italiana per accedere a ruoli come quelli banditi dal MiBACT per i direttori dei musei.

“La questione sostanziale centrale”, si legge nella sentenza, “riguarda il se possano partecipare alla procedura di selezione in esame i cittadini di uno Stato membro dell’Unione, che non siano anche cittadini italiani (risultando il signor Peter Assmann, cittadino della Repubblica d’Austria)” (Peter Assmann è l’attuale direttore di Palazzo Ducale a Mantova) e che “va definito il quadro normativo di riferimento, sul rapporto che sussiste fra le disposizioni generali sull’ammissione ai pubblici impieghi, quanto al requisito della cittadinanza italiana, e le disposizioni che disciplinano l’incarico di direttore di un museo dello Stato”.

Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, si è espresso sui social network così: “I Direttori di Museo scelti con la selezione internazionale, italiani o stranieri che siano, in soli due anni hanno portato a risultati straordinari, dai 12 milioni di visitatori in più al miglioramento dei servizi e dell’attività scientifica. Il loro lavoro ha fatto il giro del mondo, suscitando consensi e ammirazione per l’Italia. Sin dall’inizio la riforma  ha incontrato resistenze di ogni tipo. Sono stati presentati decine di ricorsi, ci sono state 16 decisioni del Tar Lazio, 6 del Consiglio di Stato, l’ultima delle quali a favore della possibilità di nominare direttori stranieri. Ora invece lo stesso Consiglio di Stato cambia posizione e rimette la decisione che riguarda la nomina di Peter Assman, direttore del Palazzo Ducale di Mantova, all’Adunanza plenaria. Si ricomincia. E ci vorranno mesi per una decisione…”

Franceschini ha aggiunto: "Io rispetto tutte le sentenze della Magistratura e sono fiducioso della decisione finale, ma non posso che chiedermi: cosa penseranno nel mondo di un Paese in cui una riforma che ha funzionato viene rimessa continuamente in discussione? E cosa penseranno di noi quelle nazioni che da anni hanno direttori italiani a dirigere i loro musei più prestigiosi? E cosa penseranno quei cittadini che hanno visto il lavoro straordinario dei direttori degli Uffizi, di Brera, di Capodimonte, di Palazzo Ducale di Mantova, di Urbino, di Paestum?”

Per la decisione dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato occorrerà aspettare il mese di aprile.

Direttori musei, forse tutto da rifare: necessaria la cittadinanza italiana? Intanto Franceschini non ci sta
Direttori musei, forse tutto da rifare: necessaria la cittadinanza italiana? Intanto Franceschini non ci sta


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