Roma, dopo un anno riapre finalmente la Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte


Dopo un anno di chiusura incomprensibile e non giustificata, e dopo un’ultima e vigorosa petizione con oltre 7.000 firme, finalmente la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Palazzo Venezia riapre al pubblico. 

Riapre finalmente al pubblico, dopo più di un anno di chiusura, la BiASA, la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Palazzo Venezia a Roma. Il prezioso istituto rimaneva infatti chiuso dal primo lockdown, quello dello scorso marzo, nonostante la sua grande importanza, trattandosi di una delle biblioteche specializzate più significative del paese, nonché l’unica in Italia specializzata in arte e archeologia. Una chiusura inspiegabile, perché le disposizioni anti-Covid ne avrebbero consentito la riapertura (e la chiusura prolungata non è mai stata giustificata), tanto che erano partite diverse richieste e petizioni: solo la scorsa settimana, la Consulta Universitaria Nazionale per la Storia dell’Arte (che si era già impegnata molto nei mesi scorsi su questo fronte) aveva fatto partire anche una petizione online per chiederne la riapertura e che aveva fatto molto rumore (a oggi ha raccolto oltre 7.000 firme).

“Gli studenti di storia dell’arte, archeologia e beni culturali”, si legge nel testo della petizione, “hanno in questa Biblioteca lo strumento primario della loro formazione e in essa dovrebbero trovare gli strumenti della loro iniziale carriera: per esempio i dottorandi, sottoposti a ritmi e scadenze da osservare obbligatoriamente pena la perdita dell’obiettivo. Questi giovani studiosi sono costretti ad affollare le biblioteche straniere, che però sono di solito riservate solo a studiosi accreditati e che già stanno restringendo gli accessi ai più giovani. La chiusura della Biblioteca di Palazzo Venezia è dunque un danno grave, in particolare nei confronti delle giovani leve ma anche di tutti gli studiosi e coloro che curano il patrimonio artistico nel Ministero da Lei diretto e in generale nel mondo del lavoro; è un’incomprensibile dispersione di risorse che sottrae libri e fondi preziosi alla pubblica consultazione; un plateale spreco di denaro pubblico, considerando i costi di gestione e del personale”.

Venerdì è arrivato l’annuncio da parte della biblioteca: la BiASA riaprirà al pubblico martedì 13 aprile, con orario 8:30-14:30 il lunedì, il mercoledì e il venerdì, e 8:30-18:30 il martedì e il giovedì. Le regole saranno quelle del protocollo anti-Covid per le biblioteche: ingresso contingentato e su prenotazione (gli utenti dovranno scrivere una mail a vi-ve.biasa.prenotazioni@beniculturali.it indicando i volumi che si intendono consultare e allegando una copia del proprio documento d’identità e il modello di autocertificazione, e dovranno poi attendere la conferma entro le 15 dello stesso giorno), distanziamento di 1,5 metri, mascherina, igienizzazione, posto riservato.

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