Due dipinti di Gauguin nelle collezioni di musei statunitensi potrebbero essere falsi


La National Gallery of Art di Washington e il Museum of Fine Arts di Boston stanno indagando sulla paternità di due dipinti attribuiti a Gauguin. 

La National Gallery of Art di Washington e il Museum of Fine Arts di Boston stanno esaminando due dipinti di Paul Gauguin esposti nelle loro collezioni permanenti: le due opere, L’Invocazione e Donne e un cavallo bianco potrebbero essere infatti dei falsi.

Sostenitore di questa idea è un esperto dell’artista francese, Fabrice Fourmanoir; quest’ultimo era già tra coloro che avevano dimostrato che la scultura lignea Testa con le corna appartenente al Getty Museum e fino a quel momento attribuita a Gauguin, in realtà non era opera dello stesso, bensì di un artista sconosciuto. I dubbi sull’attribuzione della scultura si erano sollevati vista la presenza di un piedistallo (estraneo a qualsiasi altra opera dell’artista francese) e l’assenza della firma

Fourmanoir ritiene che anche L’Invocazione sia un falso perché la figura femminile principale non sempra parte della scena, non appare in maniera naturale e sembra “volgare”. Si potrebbe accostare all’opera tahitiana dal titolo Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? ma, rispetto alla donna qui rappresentata, la figura femminile de L’Invocazione manca della forma voluminosa, del viso espressivo e il suo pube è scoperto.

Riguardo a Donne e un cavallo bianco, l’esperto ritiene che la firma di Gauguin sia troppo “leggera” per essere a lui attribuita e che il paesaggio assomigli a Tahiti più che alle Isole Marchesi, dove il pittore viveva all’epoca della realizzazione del dipinto (1903).

Gauguin visse gli ultimi anni della sua esistenza sulle Isole Marchesi, nella Polinesia francese: vi giunse nel settembre 1901 e vi rimase fino alla sua scomparsa, nel maggio 1903. Si pensa che entrambe le opere citate siano state compiute in quel luogo mesi prima della sua morte. 

Un fatto da non sottovalutare e che va a favore delle teorie di Fourmanoir è che non esiste alcun documento o alcuna traccia di queste opere e neanche della loro spedizione nel 1903 a Vollard. Forse l’artista non si è preoccupato, nei ultimi giorni di vita, di registrare le spedizioni?

A seguito di tutte queste ipotesi, le sedi museali di Washington e di Boston stanno verificando, attraverso analisi scientifica, la paternità di Gauguin. 

Immagine: Paul Gauguin (?), L’Invocazione (1903; Washington, National Gallery of Art)

Due dipinti di Gauguin nelle collezioni di musei statunitensi potrebbero essere falsi
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