Egitto, l'archeologo Zahi Hawass: “il British Museum ci restituisca la Stele di Rosetta”


L’archeologo-star Zahi Hawass, già ministro dell’antichità dell’Egitto, lancia una richiesta al British Museum: restituire all’Egitto la Stele di Rosetta, la pietra che ha consentito a Jean-François Champollion di decifrare per la prima volta i geroglifici.

Un’altra richiesta di restituzione potrebbe presto arrivare sul banco del British Museum di Londra. Dopo i marmi del Partenone, dopo il moaï dell’Isola di Pasqua e dopo i bronzi del Benin, la lista potrebbe allungarsi a includere la Stele di Rosetta, la stele egizia del 196 a.C. scoperta nel 1799 da Pierre-François Bouchard durante la campagna d’Egitto di Napoleone Bonaparte, e famosissima in quanto consentì all’egittologo francese Jean-François Champollion di decifrare per la prima volta i geroglifici, dal momento che la Stele presenta lo stesso testo in tre grafie diverse (geroglifici, demotico e greco antico). Dopo la sconfitta dei francesi in Egitto, i britannici tennero la Stele come bottino di guerra e dal 1802 è esposta al British Museum.

Tuttavia, il più famoso archeologo egiziano, Zahi Hawass, già ministro delle antichità nel suo paese, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano mediorientale The National che la Stele dovrebbe tornare in Egitto. Hawass la vorrebbe indietro assieme al famoso busto della regina Nefertiti che si trova a Berlino e allo Zodiaco del Louvre di Parigi (“Credo che questi tre oggetti siano unici e la loro casa dovrebbe essere in Egitto. Abbiamo raccolto tutte le prove che dimostrano che questi tre oggetti sono stati rubati dall’Egitto”, ha detto a The National).

Ma è soprattutto la stele, secondo Hawass, a essere “l’icona dell’identità egiziana”: il British Museum, a suo avviso, “non ha il diritto di mostrare questo manufatto al pubblico”. Il museo ha già fatto sapere che non ci sono mai state richieste formali di restituzione, e inoltre non tutti gli archeologi condividono l’idea di Zahi Hawass. L’ex ministro ritiene che la Stele di Rosetta abbia lasciato il suo paese illegalmente e ha condotto una campagna sull’argomento sin dai suoi tempi come ministro delle antichità. Il caso comunque non è nuovo: già nel 2003 aveva informato l’allora direttore del British, Neil MacGregor, che avrebbe dato battaglia al museo londinese se questo non avesse restituito la stele di sua spontanea volontà.

Poi il caso si è congelato, e adesso però, anche sull’onda delle tante restituzioni internazionali, Hawass ha deciso di riaprirlo. La stele, conclude “ha lasciato l’Egitto in maniera del tutto illegale e dovrebbe tornare”.

Egitto, l'archeologo Zahi Hawass: “il British Museum ci restituisca la Stele di Rosetta”
Egitto, l'archeologo Zahi Hawass: “il British Museum ci restituisca la Stele di Rosetta”


Se ti è piaciuto questo articolo
abbonati al magazine di Finestre sull'Arte.
176 pagine da sfogliare, leggere, sottolineare e collezionare.
176 pagine di articoli ed approfondimenti inediti ed esclusivi.
Lo riceverai direttamente a casa tua. Non lo troverai in edicola!

176 pagine, 4 numeri all'anno, al prezzo di 29,90 €

ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE


Sta per aprire a Gorizia la prima arena permanente per show multimediali. Il primo su Van Gogh
Sta per aprire a Gorizia la prima arena permanente per show multimediali. Il primo su Van Gogh
Casa Pasolini sarà donata a Roma Capitale: è stata acquistata da un noto produttore cinematografico
Casa Pasolini sarà donata a Roma Capitale: è stata acquistata da un noto produttore cinematografico
Film d'artista gratuiti in streaming sulla piattaforma Mymovies
Film d'artista gratuiti in streaming sulla piattaforma Mymovies
Sissi realizza le sue sculture-abito da casa. Il diario sul profilo Instagram di Palazzo Bentivoglio
Sissi realizza le sue sculture-abito da casa. Il diario sul profilo Instagram di Palazzo Bentivoglio
Mose di Venezia, buona anche la seconda, fermata la marea da 135 cm
Mose di Venezia, buona anche la seconda, fermata la marea da 135 cm
Francia, i lavoratori della cultura, stanchi del lockdown, hanno occupato decine di teatri
Francia, i lavoratori della cultura, stanchi del lockdown, hanno occupato decine di teatri