Ferrara ha da oggi un nuovo Parco archeologico: il Baluardo dell'Amore


Da oggi è stato ufficialmente aperto il nuovo Parco archeologico del Baluardo dell’Amore a Ferrara. 

Ferrara ha un nuovo Parco Archeologico: dopo quattrocento anni i visitatori potranno da oggi percorrere il Baluardo dell’Amore. È stato aperto ufficialmente un itinerario che segue fedelmente i percorsi tracciati originariamente dagli Estensi: il nuovo Parco si trova nel tratto sud delle mura della città, dove sorge l’antica Porta dell’Amore

Sarà dunque possibile ammirare le strutture originarie, tombate per disposizioni papali intorno al 1630 circa, e seguire le tracce degli Estensi del XV e XVI secolo, attraversando la piazza d’armi, passando sotto e all’interno del primo livello della Porta dell’Amore, oltre che salire sulle antiche cannoniere dove avvenivano le scene belliche difensive e ritrovare gli originari coni ottici delle guardie estensi.

L’apertura del Parco Archeologico del Baluardo dell’Amore si deve al Comune di Ferrara che l’ha reso possibile al costo complessivo di 420mila euro.

“Siamo soddisfatti per l’apertura alla fruizione di cittadini e turisti di un nuovo bene monumentale, uno spazio recuperato con grande cura che racconta la storia antica, le origini della nostra città. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questo importante risultato, aumentando il fascino e l’attrattività delle nostre Mura storiche”  ha commentato l’assessore ai lavori pubblici, Andrea Maggi

Il Baluardo dell’Amore, dalla tipica forma ad asso di picche, si trova lungo la cortina muraria fatta erigere dal duca Borso d’Este alla metà del XV secolo per inglobare nella città l’isola interrata di Sant’Antonio in Polesine. Il baluardo fu tuttavia realizzato un secolo più tardi, quando Alfonso II d’Este promosse tra il 1578 e il 1585 una significativa opera di potenziamento difensivo delle fortificazioni meridionali a ridosso del Po.

Sembra che il nome Porta dell’Amore sia legato a una storia: una fanciulla desiderata da molti pretendenti rimase orfana nella peste del 1520; un giovane, dopo la peste, la portò dal parroco e alla chiesa, giurando di rispettare per sempre la fanciulla. La sposò e, poiché il raro atto era stato compiuto solo per amore, la strada in cui abitava la fanciulla fu da allora chiamata dell’Amore o del Buon Amore.

Ph.Credit Ansa

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