Ferrara, il sindaco: “pronti a sperimentare concerto senza distanziamento”


Il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, ha fatto oggi sapere che Ferrara è pronta a sperimentare concerti senza distanziamento fisico, come è stato fatto a Barcellona. Ecco cosa intende fare. 

La città di Ferrara si dice pronta a sperimentare un concerto senza distanziamento, come quello del gruppo pop-rock catalano Love of Lesbian che si è tenuto lo scorso 27 marzo al Palau de Sant Jordi di Barcellona dove, come già riportavamo su queste pagine, cinquemila spettatori hanno seguito l’evento senza distanziamento fisico e con mascherina FFP2 obbligatoria, seguiti da un’équipe medica dell’Ospedale Germans Trias i Pujol, e testati prima e dopo il concerto: nei 15 giorni successivi, solo 6 spettatori sono risultati positivi e, hanno fatto sapere gli organizzatori, secondo i medici dell’ospedale 4 di questi 6 sono contagi non riconducibili al concerto. Tuttavia, secondo Josep Maria Llibre, infettivologo del Germans Trias i Pujol, “non ci sono evidenze che suggeriscono una trasmissione durante l’evento”: secondo gli organizzatori del concerto potrebbe dunque essere una luce in fondo al tunnel.

E adesso, in Italia, è proprio Ferrara che vuole imitare l’esempio del capoluogo catalano: lo ha detto poco fa il sindaco, Alan Fabbri (Lega). “Siamo pronti a candidarci per la sperimentazione di eventi e concerti in presenza e senza distanziamenti, con tutte le misure di sicurezza sanitaria necessarie e su modello di quanto già fatto a Barcellona, con riscontri positivi”, afferma Fabbri, che fa sapere di essere in contatto in questi giorni con la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, che ha la delega del ministero alle imprese creative, alla promozione di quelle giovanili nel mondo della cultura, al Comint e all’Unesco.

“L’anno scorso con ’Movida sicura’ abbiamo studiato e attuato un protocollo per la tutela sanitaria, il monitoraggio degli accessi e la sicurezza preso a riferimento anche da altre realtà a livello nazionale”, prosegue Fabbri. “Abbiamo le professionalità, le competenze e l’esperienza per poter aprire la strada a una nuova sperimentazione, facendo tesoro di quanto già realizzato in ambito internazionale, come il concerto al Palau Sant Jordi di Barcellona del 27 marzo (quasi 5mila persone senza distanziamenti a un concerto) o quello, precedente, ad Amsterdam con 1.500 persone (evento finanziato dallo stesso governo olandese)”. Il sindaco fa sapere che verrà anche coinvolta l’Università di Ferrara e verranno messe a sistema professionalità e competenze “ferraresi”, grazie anche alle esperienze maturate in questi mesi negli eventi in presenza (quando è stat possibile farlo), in sicurezza.

L’idea è di... copiare quanto fatto in Spagna: test antigenico per i partecipanti poche ore prima dell’evento, consegna ai presenti di mascherine FFP2 nuove da indossare per tutta la durata del concerto dal vivo, richiesta di non partecipare a persone con problemi cardiaci, tumori e a coloro che erano stati in contatto con infetti nelle ultime settimane): “l’obiettivo”, conclude il primo cittadino, “è arrivare a un nuovo protocollo da sottoporre all’Istituto superiore di Sanità. Il procedere della campagna vaccinale, lo studio di nuove forme (come il green pass) per aprire al turismo estero, l’approssimarsi della stagione estiva, sono elementi che, a mio modo di vedere, possono consentire di studiare nuove forme di aperture che ’avvicinino’ (nel vero senso della parola) le persone, secondo il criterio, rimarcato dal Presidente Draghi, del ’rischio ragionato’”.

Nella foto: il concerto di Barcellona

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