Francia, la città di Perpignano va contro il governo e riapre i musei di propria iniziativa


In Francia i musei sono ancora chiusi da ottobre ma il sindaco di Perpignano agisce per conto proprio e riapre i musei della città con un’ordinanza: è scontro istituzionale.

È scontro in Francia tra la città di Perpignano e il governo sul tema della riapertura dei musei. Il sindaco Louis Aliot (di Rassemblement National, il partito di Marine Le Pen) ha infatti deciso in autonomia di riaprire i musei dell’antica città del Rossiglione (124mila abitanti, vicino al confine con la Spagna): “visitare i musei di Perpignano”, ha dichiarato ieri Aliot all’emittente Europe 1, “non è più pericoloso che fare la spesa al supermercato”. I musei in Francia sono chiusi dalla fine di ottobre e il governo francese non ha ancora stabilito una data per la riapertura (la ministra della cultura Roselyne Bachelot si è limitata a dire che potranno riaprire “nelle prossime settimane”): il sindaco di Perpignano ha dunque agito per conto proprio e ha firmato un’ordinanza che di fatto scavalca l’autorità del governo sulla materia.

È però subito nato uno scontro istituzionale: il prefetto dei Pirenei Orientali, Étienne Stoskopf, si è infatti rivolto al tribunale amministrativo di Montpellier per far annullare l’ordinanza di Aliot. Tuttavia il ricorso al tribunale non ha il potere di sospendere l’ordinanza del sindaco: di fatto, dunque, il pubblico può recarsi nei musei. Sono quattro i musei interessati dal provvedimento, che prevede la riapertura a partire dalle 11 di stamani: il Musée Hyacinthe Rigaud, dedicato al grande ritrattista settecentesco originario proprio di Perpignano, la Casa Pairal, il Musée Puig e il Musée d’Histoire Naturelle. Secondo Aliot, i musei possono riaprire perché sono in grado di osservare strettamente i protocolli sanitari: inoltre, il primo cittadino rivendica il “diritto di sperimentare le riaperture su scala locale”.

Per Aliot non si tratta di una novità, perché già a ottobre aveva emesso un’ordinanza per riaprire i negozi di tipo non alimentare, chiusi per il secondo lockdown francese: in quel caso, l’iter era stato identico, e il sindaco era stato fermato dal tribunale amministrativo. Si prevede dunque che l’esito sarà simile anche per la riapertura dei musei. La voglia di riaprire i musei non è neppure una prerogativa dei politici di destra in Francia: le proposte di riaprire sono infatti bipartisan e giungono da tutto l’arco costituzionale. Nessun sindaco però si era spinto fino al punto di agire da sé con un’ordinanza.

Foto: una sala del Musée Hyacinthe Rigaud di Perpignano.

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