Il Guggenheim di Bilbao pubblica un video rap per raccogliere fondi per un restauro


Si può finanziare il restauro di una scultura con un video rap? Il Guggenheim di Bilbao pensa di sì e collabora con un rapper locale, M.C. Gransan, per invitare il pubblico ad aiutare il museo a restaurare un’enorme opera di Jeff Koons.

Restaurare grazie alla musica rap: secondo il Guggenheim Museum di Bilbao si può. Il museo spagnolo ha infatti dato il via a una campagna di crowdfunding per finanziare il restauro della struttura interna di Puppy di Jeff Koons, enorme scultura che raffigura un cagnolino fatto di fiori. Obiettivo della campagna: raccogliere centomila euro (in due mesi il museo è riuscito a radunarne ben 28.000) da destinare all’intervento. E adesso per spronare i donatori, il museo si è anche inventato un video rap che dovrebbe invitare gli interessati a dare il loro contributo. Le risorse serviranno per restaurare la struttura in acciaio, l’impianto di irrigazione e i diversi strati interni che dànno forma a Puppy.

A cantare di fronte al museo è un rapper locale, M.C. Gransan, che canta in inglese e in spagnolo la sua canzone P.U.P.P.Y. (questo il titolo). Registrato in giro per il museo, il rap di M.C. Gransan è stato ideato per “dare voce” a Puppy attraverso lo stile musicale del musicista basco, con numerosi riferimenti e cenni al mondo del rap, odi alla scultura (“manos en cielo celebrando con la gente, grandes y pequeños que quieron venir a verme”), ma anche facendo riferimento alle... necessità della scultura (a un certo punto il rapper canta anche “Me renuevo y necesito algo de dinero”, e anche “necesito de cash”, se qualcuno non capisse lo spagnolo, “hay que llegar a 100.000” e così via). E poi, il ritornello, per memorizzare il nome della scultura: “It’s the ‘P’ with the ‘U’ with the ‘P’ with the ‘P’ with the ‘Y’, so please don’t kill my vibe”.

Puppy, il mega-cagnolino di Koons (per la precisione è un West Highland Terrier), è un’opera che risale al 1997, e secondo il direttore del Guggenheim di Bilbao, Juan Ignacio Vidarte, è una delle principali icone della città basca. Si compone di 38mila piante, tra begonie, petunie e calendule, e cambia colore a ogni stagione, a seconda dei toni che assumono le fioriture. Per chi volesse aiutare la scultura, la campagna è disponibile sul sito del Guggenheim Bilbao. Il video di P.U.P.P.Y. è invece disponibile su Vimeo. Vi ha convinto?

Nell’immagine: M.C. Gransan in un fotogramma del video.

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