La Metropolitana di Napoli diventerà un museo aperto e diffuso


In progetto il MAM - Museo Aperto della Metropolitana di Napoli: ogni anno le stazioni dell’arte sono visitate da migliaia di turisti.

MAM - Museo Aperto della Metropolitana: così si chiamerà il nuovo museo di Napoli che interesserà uno dei più celebri luoghi della città partenopea, ovvero la Metropolitana con le sue stazioni progettate da architetti e artisti famosi. Solo nel 2017, secondo un’indagine condotta dall’Università Vanvitelli, le stazioni dell’arte son state visitate da 176mila persone e sono ormai un patrimonio riconosciuto nel mondo.

Obiettivo del MAM sarà quello di garantire un servizio di fruizione culturale gratuito, continuativo e innovativo; verranno realizzate nuove installazioni anche in periferia e verranno organizzati e ospitati programmi culturali promossi dal territorio. In questo modo la cultura diventerà sempre più motore di crescita e sviluppo attraverso la cura e la valorizzazione del patrimonio della Metropolitana delle tre “A” (archeologia, architettura, arte). 

A promuovere il progetto saranno otto grandi imprese italiane: Metropolitana di Napoli con  CoopCulture, Gesac Aeroporto internazionale di Napoli, Ansaldo STS, Ferrarelle, Laminazione sottile, Metropolitana Milanese S.p.A., MSC crociere. Per l’implementazione del progetto è stato già stimato un investimento di circa 800.000 euro da realizzare tra il 2019 e il 2021 soprattutto in tecnologie innovative e nuove opere; i partner operativi saranno Coopculture per le attività culturali e Metropolitana di Napoli S.p.A. per le manutenzioni. Il modello di sostenibilità prevede una gestione imprenditoriale delle attività di valorizzazione culturale, la creazione di una struttura di gestione molto snella, un sistema di fundrasing. 

Il nuovo museo porterà molti vantaggi: la creazione di un nuovo grande attrattore per il turismo culturale, il miglioramento della salvaguardia e tutela del patrimonio artistico, nuova occupazione nel settore culturale, il coinvolgimento delle stazioni di periferia nel progetto delle stazioni dell’arte, il coinvolgimento della realtà culturali associative della città. Anche l’azienda di trasporto, inoltre, potrà migliorare l’esperienza di viaggio dei propri viaggiatori e gli sponsor e i donatori avranno grande visibilità su un progetto culturale di vastissima eco in Italia e nel mondo.

La presidente di CoopCulture, Giovanna Barni, ha dichirato: “Il MAM, dal nostro punto di vista, è una rete culturale parallela alla rete di trasporti, utile a guidare turisti e utenti lungo itinerari di fruizione del patrimonio culturale cittadino, sia contemporaneo che storico, sia sotterraneo che diffuso nella città, nei tanti itinerari a partire dalle porte di accesso delle stazioni della Metro. Una grande infrastruttura della conoscenza che si affianca a una grande infrastruttura dei trasporti all’interno del modello di smart city. Alla base del nostro contributo, oltre alle competenze specialistiche relative alla messa a valore del patrimonio culturale e alla didattica inclusiva, ci sarà una innovativa infrastruttura digitale aperta e multicanale, un vero e proprio network per una fruizione consapevole e partecipata”. E ha aggiunto: “Le bellissime stazioni già aperte e quelle che via via saranno completate saranno luoghi all’interno dei quali condurre visite guidate, offrire supporti innovativi di comprensione e conoscenza da leggere attraverso smartphone e tablet, dotare le moltissime opere di un apparato che le renda leggibili e ne faccia intuire il contesto artistico, luoghi di formazione, spazi di produzione e di eventi artistico- culturali. Il tutto in un dialogo tra contemporaneo e antico. Un museo aperto che conduce i napoletani, i turisti dentro la città, all’interno dei grandi luoghi dell’arte e della cultura”.

Ph.Credit

La Metropolitana di Napoli diventerà un museo aperto e diffuso
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