Un marmo del Partenone conservato in Italia tornerà in Grecia


Si sta delineando l’accordo tra Sicilia e Grecia per la restituzione (temporanea) dell’unico marmo del Partenone conservato in Italia, il Frammento di Palermo: anch’esso fu asportato da Lord Elgin. L’opera rimarrà otto anni in Grecia.

Anche l’Italia ha un piccolo British Museum: come il grande museo inglese, infatti, anche il Museo Archeologico Antonio Salinas di Palermo è in possesso di un frammento dei marmi del Partenone asportati nel 1811 da lord Elgin. Niente a che vedere con la mole dei marmi ateniesi conservati nell’istituto di Londra, ma si tratta comunque di un frammento molto significativo, che Thomas Bruce, conte di Elgin, nel 1816 consegnò al console britannico in Sicilia, Robert Fagan. E da allora non si è più mosso dall’isola. Però, a differenza di quanto accade al British Museum, la Sicilia sta negoziando con la Grecia un temporaneo ritorno dell’opera ad Atene.

Dell’argomento si è parlato martedì, 30 novembre, nel corso di una riunione del Kentrikó Archaiologikó Symboulio (KAS), il Consiglio Centrale per l’Archeologia, ente del Ministero della Cultura della Grecia che ha competenza su tutto ciò che riguarda l’archeologia. Al punto 27 dell’ordine del giorno si è parlato di un prestito a lungo termine di quello che è noto come il “Frammento di Palermo”, ovvero il frammento lapideo VI del fregio orientale del Partenone. Secondo quanto si rileva dalla stampa greca, è infatti in corso di discussione (ma dai più è dato per vicino all’ufficialità) un accordo in base al quale il Museo Salinas concederà il frammento per un prestito a lungo termine, della durata di otto anni, e in cambio riceverà due oggetti, che resteranno in Sicilia per quattro anni ciascuno: una statua acefala di Atena e un vaso protogeometrico, entrambi conservati al Museo dell’Acropoli di Atene, al quale sarà destinato il Frammento di Palermo. Gli abboccamenti tra la Regione Sicilia e il ministro greco della cultura, Lina Mendoni, sono cominciati nel gennaio 2021. Secondo fonti greche è probabile che il Frammento di Palermo raggiunga il Museo dell’Acropoli già entro la fine dell’anno.

La durata di otto anni è il limite massimo per un prestito di un’opera appartenente alle raccolte pubbliche italiane previsto dal Codice dei Beni Culturali, nella sezione riguardante l’uscita dal territorio nazionale e ingresso nel territorio nazionale (l’equivalente greco è invece di cinquant’anni). Il Codice stabilisce, all’art. 71, che l’uscita temporanea di un bene italiano non possa durare più di diciotto mesi, fatta eccezione, spiega l’art. 67, per le uscite richieste “in attuazione di accordi culturali con istituzioni museali straniere, in regime di reciprocità e per la durata stabilita negli accordi medesimi”. In quest’ultimo caso, la durata massima dell’uscita di un bene dall’Italia può essere estesa a un massimo di quattro anni, rinnovabili una volta sola: in tutto, dunque, otto anni.

Sarebbe questa la seconda volta che il Frammento di Palermo torna in Grecia. Era già accaduto nel 2008, per un prestito di due anni: l’opera era all’epoca tornata in Grecia accompagnata dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: si trattava della prima volta che uno dei marmi asportati da lord Elgin faceva ritorno in Grecia. “Abbiamo ottemperato ad una richiesta del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, condividendone le ragioni culturali”, dichiarava l’assessore alla cultura siciliano del’epoca, Antonello Antinoro: “il ricongiungimento, sia pure ideale e temporaneo, del frammento al monumento cui appartiene, rappresenta la metafora del legame culturale e storico che unisce la Sicilia al mondo dell’antica Grecia”.

Il Frammento di Palermo, come detto, è uno dei resti del fregio orientale, che raffigura la processione delle Panatenee, la più importante festa dell’Atene antica, con l’offerta del peplo sacro ad Atena davanti agli dèi dell’Olimpo. Nel Frammento di Palermo si vede il piede di una figura femminile, probabilmente Artemide, ed è un’importante testimonianza della scultura ateniese di età classica. Lord Elgin lo consegnò a Robert Fagan, che era grande collezionista di antichità: a seguito della sua scomparsa, la raccolta entrò a far parte, nel 1820, del Museo della Regia Università di Palermo, e quindi al Museo Salinas, erede del più antico museo universitario.

Sul fronte inglese, invece, al momento non si smuove alcunché. La Grecia preme da tempo sul Regno Unito per un ritorno dei marmi del Partenone conservati al British Museum. Ma anche l’ultimo vertice, tra il presidente greco Kyriakos Mitsotakis e l’omologo britannico Boris Johnson, si è concluso con un niente di fatto.

Nella foto: il Frammento di Palermo.

Un marmo del Partenone conservato in Italia tornerà in Grecia
Un marmo del Partenone conservato in Italia tornerà in Grecia


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