Marmi Elgin, Mitsotakis incontra Johnson. Doccia fredda da Downing Street: “è materia del British”


Il premier greco Kyriakos Mitsotakis ha incontrato oggi l’omologo britannico Boris Johnson: la Grecia voleva sfruttare il vertice anche per parlare dei marmi del Partenone. Ma da Downing Street arriva una doccia fredda: “è materia del British Museum”

Si è scritto oggi un nuovo capitolo nella complicata storia della richiesta, da parte della Grecia, della restituzione dei marmi del Partenone conservati al British Museum. Com’è noto, i rilievi marmorei che decoravano il tempio di Atene furono asportati da Thomas Bruce, conte di Elgin, nel 1811: Elgin ottenne dalle autorità dell’Impero ottomano (dal quale all’epoca dipendeva la Grecia) l’autorizzazione per portare in Inghilterra i marmi, ma si tratta di un trasferimento che la Grecia ha sempre contestato. Oggi era in programma un vertice tra il primo ministro britannico, Boris Johnson, e il suo omologo greco Kyriakos Mitsotakis, e nei giorni scorsi il presidente greco aveva manifestato la sua volontà di portare all’attenzione di Johnson proprio la questione della restituzione dei marmi.

Le richieste da parte greca negli ultimi tempi si sono fatte particolarmente frequenti perché la Grecia vorrebbe festeggiare col ritorno dei marmi il bicentenario della guerra d’indipendenza, cominciata nel 1822. Nelle ultime ore, Mitsotakis ha anche fatto sapere che la Grecia è disposta a prestare suoi beni al British Museum come parte di un eventuale accordo per sbloccare la situazione attorno ai marmi. “La nostra posizione è molto chiara”, ha detto il premier greco al Daily Telegraph alla vigilia dell’incontro odierno. “I marmi sono stati rubati nel XIX secolo, appartengono al Museo dell’Acropoli e dobbiamo discutere seriamente di questo problema. Sono sicuro che, se ci sarà volontà da parte del governo, potremo trovare un accordo col British Museum che potrebbe prevedere l’invio in prestito, da parte nostra, di alcuni nostri tesori che non hanno mai lasciato il paese”.

Tuttavia, un portavoce del governo britannico ha riferito poco fa al Guardian che da Downing Street è arrivata una doccia fredda per la Grecia, dal momento che, per il governo britannico, un’eventuale restituzione è questione che riguarda il British Museum e non il governo. Il problema è che il British Museum ha un modo di vedere la questione opposto rispetto a quello della Grecia. Secondo l’istituto di Londra, lord Elgin agì in piena consapevolezza e con il permesso delle autorità legali dell’epoca, sia quelle di Atene sia quelle di Londra.

Boris Johnson era gièà intervenuto in passato sulla questione. In un’intervista rilasciata a marzo al quotidiano greco Ta Nea, il premier inglese aveva detto che “il governo del Regno Unito ha da tempo una posizione salda su queste sculture, che furono acquisite legalmente da lord Elgin nel quadro delle leggi del tempo e sono dunque legittima proprietà del British Museum fin dalla loro acquisizione”. Gli ultimi sviluppi della vicenda hanno coinvolto anche l’Unesco, che a ottobre ha adottato una Decisione per chiedere al Regno Unito di rivedere la propria posizione e dialogare con la Grecia. L’Unesco, nei documenti ufficiali, riconosce peraltro “che il caso ha un carattere intergovernativo e che, dunque, l’impegno di restituire le sculture del Partenone ricade sul governo del Regno Unito”.

Non la pensa però così il British Museum, che non ritiene che il caso si possa risolvere passando dall’Unesco. “Il British Museum”, ha dichiarato l’istituto in un comunicato, “ha una lunga storia di collaborazione con l’UNESCO e ne ammira e sostiene il lavoro. Tuttavia, il British Museum non è un ente governativo. Gli amministratori hanno la responsabilità legale e morale di preservare e mantenere tutte le collezioni a loro affidate e di renderle accessibili al pubblico mondiale. Gli amministratori vogliono rafforzare le buone relazioni esistenti con i colleghi e le istituzioni in Grecia ed esplorare iniziative di collaborazione direttamente tra le istituzioni, non sulla base dei rapporti tra governo e governo. Ecco perché crediamo che il coinvolgimento dell’UNESCO non sia il modo migliore per andare avanti”. Insomma, anche questa volta non ci sono molte ragioni di credere che la situazione verrà sbloccata, malgrado la fiducia del presidente Mitsotakis.

Nella foto: le sculture del frontone del Partenone, lato est, conservate al British Museum. Ph. Credit Andrew Dunn

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