Il Museum of Fine Arts di Boston avrà 113 dipendenti in meno per la pandemia, tra licenziamenti e pensioni anticipate


A causa della pandemia, il Museum of Fine Arts di Boston licenzia 57 dipendenti e altri 56 sono andati in pensione anticipata. Prima dell’emergenza vi lavoravano 550 dipendenti

Il Museum of Fine Arts di Boston ha licenziato cinquantasette dipendenti e ha annunciato che altri cinquantasei hanno scelto di andare in pensione anticipata. La pandemia influirà per molto tempo sulle entrate della sede museale. Prima della chiusura forzata del 12 marzo, lavoravano nell’istituzione 550 dipendenti. “Dopo aver attentamente considerato il ruolo impiegato da ciascun dipendente” ha sapere il museo, "abbiamo ridefinito l’organizzazione per adeguarla al nostro nuovo modello di business". 

“È stato un processo estremamente doloroso” ha dichiarato il direttore Matthew Teitelbaum. "Di fronte alla sfida di un significativo cambiamento nel panorama economico, abbiamo preso questa difficile decisione in base alla necessità di creare stabilità e sostenibilità al museo". 

La sede museale spera di riaprire al pubblico all’inizio di quest’autunno, secondo le disposizioni del governo per la sicurezza e l’abilità di quest’ultimo nel proteggere dal contagio sia i membri dello staff che i visitatori. 

Ph.Credit

 

Il Museum of Fine Arts di Boston avrà 113 dipendenti in meno per la pandemia, tra licenziamenti e pensioni anticipate
Il Museum of Fine Arts di Boston avrà 113 dipendenti in meno per la pandemia, tra licenziamenti e pensioni anticipate


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