Olanda, un mese di lockdown duro sotto le feste. Chiusi di nuovo musei: “è un duro colpo”


I Paesi Bassi sanciscono un mese di lockdown duro per i timori legati alla variante omicron del virus Sars-Cov-2. Chiude la cultura: stop a musei, teatri, concerti e altro.

I Paesi Bassi entrano da oggi, 19 dicembre 2021, e fino al 14 gennaio 2022, in regime di lockdown duro: tutto chiuso in Olanda per i timori legati alla variante omicron del virus Sars-Cov-2. Il governo, ammettendo che “la variente Omicron è relativamente nuova e molti elementi sono quindi incerti”, afferma che “le misure in atto non sono sufficienti a garantire che la pressione su ospedali e case di cura rimanga gestibile”. Al momento, i Paesi Bassi registrano una media a 7 giorni di circa 14.000 nuovi casi di infezioni da Covid-19 (in calo rispetto a fine novembre, quando era salita a oltre 20.000), ma il problema è la pressione sugli ospedali, perché a oggi l’occupazione dei reparti di terapia intensiva nel paese è al 57,8% della capienza totale, e nonostante i numeri siano anche in questo caso la curva sia segnando un ribasso (così come quell dei ricoveri ospedalieri), il governo vuole evitare rischi. Di conseguenza, tutte le attività, tranne quelle essenziali, rimarranno chiuse per quasi un mese.

Il governo ha prescritto alla popolazione di stare in casa il più possibile, di evitare luoghi affollati e di mantenere il distanziamento di 1,5 metri di distanza. Inoltre, per tutto il periodo di lockdown è fatto obbligo di non ricevere in casa più di due persone (il limite sale a quattro per il 24, il 25, il 26 e il 31 dicembre e il 1° gennaio) e di non visitare più di una famiglia al giorno. Inoltre, sarà vietato andare in giro all’aperto in più di due persone (fatta eccezione per i nuclei che vivono sotto lo stesso tetto). Chiuse le scuole fino al 9 gennaio, chiusi i ristoranti e i bar (che potranno fare solo asporto), i negozi tranne quelli essenziali (e quelli essenziali, come supermercati e farmacie, possono aprire solo fino alle 20), i parrucchieri, i centri estetici, gli impianti sportivi indoor (si potrà fare solo sport ad aria aperta, con un’unica eccezione: i corsi di nuoto, che potranno continuare a operare). Gli eventi sportivi professionali si terranno senza pubblico. E ovviamente chiusura per tutto il comparto culturale: stop a musei, cinema, teatri, sale da concerto. Rimarranno aperte solo le biblioteche.

Per il settore dei teatri e del cinema è un altro problema che si aggiunge a quelli causati due settimane fa dal blocco serale (ovvero, chiusura alle 17 per il comparto dellio spettacolo). “Per noi”, ha detto alla testata AD Boris van der Ham, presidente della Vereniging van Vrije Theaterproducenten (Associazione dei Produttori del Teatro Indipendente), “il colpo più grande è stato quello di due settimane fa quando è stato annunciato il blocco serale. La maggior parte degli spettacoli si tiene la sera, quindi il settore teatrale è già chiuso, con poche eccezioni”. Gli spettacoli non possono essere spostati al pomeriggio “perché, ovviamente, la maggior parte delle persone lavora”, e quindi, molto semplicemente, i teatri rinunciano alla loro programmazione.

Sul fronte dei musei, la prima reazione è quella della Museum Vereniging, l’associazione che riunisce i musei olandesi. “Naturalmente riconosciamo la gravità della situazione e conosciamo la posizione del nostro settore in questa pandemia”, afferma l’associazione in una nota. “Tuttavia, attribuiamo grande importanza alla prospettiva di riaprire e eliminare gradualmente queste misure restrittive sul coronavirus il prima possibile. Il Ministro dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza ha promesso oggi, dialogando con noi, che le misure di sostegno ci consentiranno di ’respirare’ durante questa chiusura obbligatoria di tutti i musei. Nella prossima settimana saranno annunciate le informazioni precise sul nuovo sostegno di emergenza, compreso un programma di integrazione. Rimaniamo impegnati a fornire pacchetti di supporto adeguati per tutti i musei, indipendentemente dalle dimensioni, dal tipo di raccolta, dall’ubicazione o dal metodo di finanziamento”.

Tuttavia, ammette la Museum Vereniging, il nuovo lockdown “è un duro colpo per tutti noi: i musei sono stati costretti a chiudere per la quarta volta dall’inizio della pandemia nel 2020. Allo stesso tempo, dobbiamo prepararci al momento in cui i musei potranno riaprire. Per poter offrire nuovamente alle persone una visita sicura e rilassata. Dovremo anche superare questo periodo insieme. Pertanto, soprattutto nel periodo che precede le vacanze, prenditi cura di te stesso e degli altri. E intanto ispiriamo e distraiamo il pubblico con tutte le meravigliose offerte online. Per sperare di poterli ricevere presto di nuovo fisicamente al museo”.

Nell’immagine: il Van Gogh Museum di Amsterdam. Foto di Jan Kees Steenman

Olanda, un mese di lockdown duro sotto le feste. Chiusi di nuovo musei: “è un duro colpo”
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