Polemica a Sora: il Comune cerca un direttore di museo pensionato e che lavori gratis


È polemica a Sora: il Comune cerca infatti, per il Museo Civico, un direttore pensionato e che lavori gratis. Per l’ex direttrice l'avviso è “immorale”. La vicesindaco giustifica la decisione: è per riaprire il museo e non lasciarlo “chiuso a marcire”.

Ha dell’incredibile l’avviso pubblicato dal Comune di Sora (Frosinone), che è alla ricerca del nuovo direttore scientifico del Museo Civico della Media Valle del Liri, istituto nato nel 1979, con sede nel trecentesco ex convento dei frati minori conventuali, e che racchiude al suo interno diverse testimonianze che raccontano la storia del territorio, dalla preistoria fino all’età contemporanea (di notevole rilievo sono le statue romane che il museo custodisce, provenienti dal tempio romano inglobato nella cattedrale di Santa Maria Assunta). Il punto è che l’incarico, si legge nell’avviso, è “riservato a soggetti in quiescenza”. Ovvero, a pensionati. E poiché non si può domandare a un pensionato di lavorare troppo a lungo, il contratto avrà la durata di un anno.

Non solo: il direttore, oltre a essere un pensionato, dovrà anche lavorare gratuitamente, senza neppure rimborsi spesa. Si legge infatti nel bando: “L’incarico, essendo riservato a soggetti in quiescenza, non prevederà alcun compenso professionale e retributivo per l’attività svolta. Non sarà prevista la corresponsione di alcun tipo di rimborso spese per l’espletamento dell’incarico”. Eppure il profilo richiesto è alto: tra i requisiti figurano provata esperienza in ricerche archeologiche, documentata conoscenza dei sistemi di conservazione dei reperti, incarichi e certificazioni (per esempio collaborazioni con soprintendenze, università, musei), pubblicazioni scientifiche, laurea. E poi, solo pochi giorni di tempo per candidarsi: la finestra è aperta dal 13 al 24 gennaio.

Così sui social è subito nata una vivace polemica, con l’associazione Mi Riconosci, da sempre attiva in difesa dei diritti dei lavoratori dei beni culturali, che parla di un “bando sconcertante” e con utenti che, nel migliore dei casi, definiscono “grottesco” l’avviso pubblicato dal Comune di Sora.

Sui social ha scritto anche l’ex direttrice del museo, Manuela Cerqua, con un articolato intervento. “Offrire lavoro intellettuale a compenso zero è una storia che si ripete periodicamente”, scrive sul suo profilo Facebook. “Questa volta non si tratta di tipologie di professioni sotto i riflettori, ma di un ruolo di primo piano e di alto profilo come il direttore scientifico di un museo. Quel museo che fino al 2016 era uno dei fiori all’occhiello dell’Organizzazione Museale Regionale e del Sistema museale archeologico Proust. Una richiesta insolita che ha già messo in allarme il mondo degli archeologi, esperti di valorizzazione, direttori di musei, operatori e curatori museali, che ritengono inconcepibile la diffusione di simili bandi che, offrendo lavoro gratuito, sviliscono e ledono la dignità dei professionisti dei beni culturali. È profondamente immorale che tale richiesta parta proprio da un’amministrazione pubblica. Alla gratuità si aggiunge la quiescenza. Chiunque sia l’aspirante direttore, fosse anche un luminare, è del tutto anomalo che un bando pubblico escluda giovani qualificati e non già in pensione. Inoltre il fatto che nell’Avviso non sia specificata la composizione della Commissione valutatrice, come invece è previsto, e il limite di pubblicazione dell’atto di soli 8 giorni, lasciano dubbi circa la poca trasparenza della procedura”.

L’unico commento da parte del Comune di Sora giunto al momento porta la firma di Maria Paola Gemmiti, vicesindaco e assessora alla cultura e alle pari opportunità. “Abbiamo fatto un bando pubblico (regolarissimo) perché ci sembrava giusto essere equi! Non abbiamo tempo, non abbiamo soldi e abbiamo trovato uno sfacelo”, ha scritto sul suo profilo Facebook. “Come abbiamo fatto finora in modo vincente abbiamo fatto appello alla buona volontà delle persone addirittura con un avviso pubblico per prima di tutto riaprire, rispondere alla vicina scadenza del bando per rientrare nel circuito dei musei della Regione Lazio in scadenza il 31 gennaio (e cercare finanziamenti in piena era PNRR) e avere in un anno il tempo e la copertura economica per fare un bando per un Direttore Scientifico retribuito. La scelta è aprire, rinascere, crescere o non aprire e lasciare il Museo chiuso a marcire”.

Nella foto: una sala del Museo della Media Valle del Liri di Sora

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