È polemica per la scultura della sexy spigolatrice di Sapri. “Sessista”


A Sapri (Salerno) è polemica per la scultura in bronzo che raffigura la Spigolatrice cantata da Luigi Mercantini: la lavoratrice dei campi è infatti seminuda e atteggiata in maniera provocante, così l’opera è stata giudicata sessista.

Scoppia la polemica per una scultura in bronzo inaugurata domenica 26 settembre a Sapri (Salerno), dedicata alla figura della spigolatrice, protagonista della celebre poesia La spigolatrice di Sapri di Luigi Mercantini (Ripatransone, 1821 - Palermo, 1872) dedicata alla spedizione di Carlo Pisacane del 1857: nella lirica lo sbarco di Sapri viene raccontato dal punto di vista della lavoratrice dei campi che assiste alla sfortunata impresa degli antiborbonici e al conseguente massacro (“Eran trecento, eran giovani e forti, / e sono morti”). La scultura, opera del giovane artista cilentano Emanuele Stifano, mostra infatti una giovane avvenente, abbigliata con una veste aderentissima, che pare quasi bagnata e fa intravedere le forme senza lasciar troppo spazio all’immaginazione (i glutei in particolare), ed è atteggiata in una posa che molti hanno interpretato come lasciva e ammiccante.

A lanciare la polemica è stata, domenica verso ora di pranzo, l’ex senatrice del gruppo misto, con un passato in Forza Italia, Manuela Repetti, che ha parlato di uno “schiaffo sessista” assestato da questa statua, suggerendo di “abbatterla”. “Nel 2021”, ha scritto Repetti, “siamo messi ancora così, inauguriamo cose di questo genere che sono uno schiaffo sessista a tutte le donne, specie quelle che ogni giorno cercano di combattere quel maschilismo subdolo che striscia in ogni angolo di vita quotidiana, specie nel nostro paese che vanta record di maltrattamenti e femminicidi, frutto anche di una visione della donna ancora come oggetto da possedere”. Peraltro, curiosamente, le foto dell’inaugurazione mostrano dinnanzi alla statua una platea di soli uomini (tra i quali spiccava l’ex premier Giuseppe Conte che in questi giorni sta girando l’Italia per la campagna elettorale delle prossime amministrative), circostanza che ha inasprito l’atmosfera maschilista della situazione. Forti critiche sono arrivate anche dalla deputata del Pd Laura Boldrini (“è un’offesa alle donne e alla storia che dovrebbe celebrare. Ma come possono perfino le istituzioni accettare la rappresentazione della donna come corpo sessualizzato? Il maschilismo è uno dei mali dell’Italia”) e dalla sua collega Monica Cirinnà, che come Repetti parla di “uno schiaffo alla storia e alle donne che ancora sono solo corpi sessualizzati”, e rileva come la figura di Stifano non abbia niente che rimandi alla figura della lavoratrice dei campi che “scelse di non andare a lavoro per schierarsi contro l’oppressore borbonico”.

A fare quadrato attorno alla statua sono... maschi, a cominciare dal senatore pentastellato Francesco Castiello, che si rivolge direttamente a Repetti: “Ad arrecare grave turbamento alla suddetta sembra siano stati l’abbigliamento leggero e le forme pronunciate. Alla ex senatrice, che appartiene ad un’area territoriale a molte centinaia di km al di sopra del parallelo di Sapri, sfugge quali siano le fattezze fisiche delle donne meridionali”. Castiello aggiunge che “lo sbarco avvenne a fine giugno in una rovente estate del sud Italia, quando chi nel duro lavoro della raccolta del grano non poteva certo indossare un pastrano con imbottitura”. L’operazione è stata difesa anche dal sindaco di Sapri, Antonio Gentile, che non comprende le polemiche: “È una statua molto bella, ben posizionata”, ha detto, “che rappresenta un istante della poesia di Luigi Mercantini, con la spigolatrice che volge lo sguardo verso il luogo dello sbarco e il vento che le muove le vesti. Non era un nudo. Oggi nel 2021 non possiamo continuare a far passare il messaggio che il sessismo è l’oggetto che stiamo guardando e non negli occhi del sessista. È lo sguardo di chi vede la cosa l’inno al sesso, non di certo l’oggetto a provocare il sessismo”.

Nella polemica è poi intervenuto anche l’autore, che si è dichiarato allibito: “Se fosse stato per me”, ha scritto Emanuele Stifano sul suo profilo Facebook, “avrei fatto una figura completamente nuda, lo stesso vale per il Palinuro di qualche anno fa e per le statue che farò in futuro, semplicemente perché sono amante del corpo umano in generale e mi piace lavorarci. Penso comunque che sia inutile dare spiegazioni a chi vuole assolutamente vederci depravazioni o cose varie. Quando realizzo una scultura tendo sempre a coprire il meno possibile il corpo umano, a prescindere dal sesso. Nel caso della Spigolatrice, poiché andava posizionata sul lungomare, ho approfittato della brezza marina che la investe per dare movimento alla lunga gonna, e mettere così in evidenza il corpo. Questo per sottolineare una anatomia che non doveva essere un’istantanea fedele di una contadina dell’Ottocento, bensì rappresentare un ideale di donna, evocarne la fierezza, il risveglio di una coscienza, il tutto in un attimo di grande pathos. Aggiungo che il bozzetto preparatorio è stato visionato e approvato dalla committenza. A chi non mi conosce personalmente dico che metto in discussione continuamente il mio operato, lavorando con umiltà e provando sempre a migliorarmi, lungi da me accostarmi ai grandi maestri del passato che rappresentano un faro che mi guida e mi ispira”.

Insomma, è una discussione che tocca diversi temi: i modelli ideali per la statuaria pubblica, la censura e la libertà d’espressione degli artisti, l’oggettivizzazione del corpo femminile. Temi tutt’altro che facili e che richiederebbero forse lunghe e pacate discussioni piuttosto che effimere fiammate sui social.

È polemica per la scultura della sexy spigolatrice di Sapri. “Sessista”
È polemica per la scultura della sexy spigolatrice di Sapri. “Sessista”


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