Bergamo, sequestrate preziosissime opere a un imprenditore: c'è anche una delle versioni del Bacio di Hayez


Un’indagine della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di opere d’arte per 25 milioni a un imprenditore bergamasco: c’è anche una delle versioni del Bacio di Hayez.

La Guardia di Finanza di Bergamo ha compiuto un imponente sequestro di opere d’arte a un imprenditore nell’ambito di un’indagine su presunte irregolarità fiscali. L’imprenditore, un cinquantasettenne bergamasco, è un noto collezionista d’arte, e nel 2015 aveva fatto ricorso alla cosiddetta voluntary disclosure (una procedura che permetteva di regolarizzare la propria posizione col fisco a chi deteneva capitali all’estero): secondo l’inchiesta, l’uomo si sarebbe dichiarato collezionista per pagare meno tasse, ma in realtà avrebbe esercitato attività di natura imprenditoriale nell’ambito del commercio di opere d’arte in Italia e all’estero. All’imprenditore viene contestato anche il reato di auto riciclaggio, dal momento che avrebbe ceduto a una sua cliente opere per 11 milioni di euro col fine di ostacolare eventuali accertamenti sulla loro provenienza.

Le opere che la GdF ha sequestrato all’imprenditore sono 77 e il loro valore supera i 25 milioni di euro. Ci sono opere dell’Arcimboldo, di Evaristo Baschenis, del Canaletto, di Amedeo Modigliani, Alberto Burri, Lucio Fontana, Piero Manzoni. Su tutte però spicca una delle tre versioni principali del Bacio di Hayez (qui un approfondimento), quella del 1861, celebre perché l’unica in cui la ragazza indossa un abito bianco (e secondo alcuni storici dell’arte, potrebbe essere un omaggio dell’artista all’Italia, dal momento che il giovane raffigurato nell’opera indossa un mantello verde e una calzamaglia rossa). L’opera, una variante dell’originale conservato alla Pinacoteca di Brera, era stata esposta tra il 2015 e il 2016 alla grande mostra su Francesco Hayez (Venezia, 1791 - 1882) alle Gallerie d’Italia di Piazza Scala a Milano.

Il quotidiano Il Giorno ha diffuso l’identità dell’imprenditore: si tratta di Gianfranco Cerea, particolarmente noto nell’ambiente. È anche incluso nell’albo dei donatori dell’Accademia Carrara di Bergamo, alla quale, nel 2015, ha garantito alcune donazioni di opere d’arte con le quali è stato possibile il completamento del percorso espositivo del museo: anche queste donazioni sono adesso al vaglio degli inquirenti. L’uomo è difeso dall’avvocato Enrico Mastropietro, che ha annunciato il ricorso ai riesami: “abbiamo ragione di dubitare della fondatezza dell’ipotesi accusatoria”, ha dichiarato al Corriere della Sera, “posto che tutte le tesi vanno rispettate”.

Bergamo, sequestrate preziosissime opere a un imprenditore: c'è anche una delle versioni del Bacio di Hayez
Bergamo, sequestrate preziosissime opere a un imprenditore: c'è anche una delle versioni del Bacio di Hayez


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