Sicilia, il neo assessore alla cultura si autoepura: via da Facebook i suoi roboanti post “incendiari”


La svolta moderata-istituzionale del nuovo assessore alla cultura della regione Sicilia.

Ha fatto molto discutere la nomina del nuovo assessore ai beni culturali e all’identità siciliana della Regione Sicilia, Alberto Samonà, in quota Lega (già aderente al Fronte della Gioventù e al Movimento 5 Stelle): anzi se ne è discusso ancor prima che si conoscesse il suo nome, poiché si tratta della prima volta che il partito di Matteo Salvini entra nella giunta dell’isola. Dunque, fin dal 12 maggio, ovvero da quando si è saputo che il nuovo assessore sarebbe stato assegnato al Carroccio, in Sicilia si litiga, dal momento che molti hanno considerato, e continuano a considerare, inopportuna l’assegnazione di un assessorato che nel suo stesso nome fa leva sull’“identità siciliana” a un partito che, come si sa, non ha mai avuto un grande feeling con il Meridione.

Ma non è solo l’appartenenza politica di Alberto Samonà il motivo del dibattere. Il neo assessore, giornalista e scrittore, aveva un profilo Facebook non proprio... istituzionale: fino a stamattina, scorrendo la sua bacheca, si potevano infatti trovare post decisamente “incendiari”, ovvero celebri citazioni di Sciascia con allegata foto del presidente del consiglio Giuseppe Conte accompagnato dal portavoce Rocco Casalino, vignette attraverso cui Samonà esprimeva la propria preferenza per l’inno fascista Giovinezza a scapito di Bella ciao, le condoglianze al neofascista Stefano Delle Chiaie salutato con un “buon viaggio comandante”, fino a più recenti post con complimenti ironici al presidente della repubblica Sergio Mattarella per non aver speso parole sui decessi per coronavirus (24 febbraio) oppure dove il nuovo assessore, pur dichiarandosi “non complottista”, si faceva domande sull’eventuale origine artificiale del coronavirus (21 marzo), o ancora dove il nostro dichiarava apertamente di non celebrare il 25 aprile perché “divide gli italiani” (il 23 aprile).

Ora è tutto sparito, in nome di un’operazione di sanificazione che ha rimosso dalla bacheca il virus dei contenuti considerati forse poco appropriati per un assessore alla cultura: sono rimasti solo approfondimenti culturali, citazioni di autori (come Carmelo Bene), elogi bipartisan (per esempio a Calenda o a Leoluca Orlando), oppure tranquilli post quotidiani che esaltano la pratica dello yoga, con tanto di selfie nella posizione dell’albero (evidentemente le pratiche ascetiche indiane sono ritenute accettabili per chi gestisce la cultura di una regione). All’auto-epurazione comunque è sfuggito qualcosa, dal momento che certi rimasugli si possono ancora trovare: per esempio, un post del 15 settembre in cui Samonà pubblicava la foto della fiamma tricolore ricordando che il suo status professionale di giornalista non gli impediva di esprimere le proprie idee (e coerentemente concludeva con la frase “la rivoluzione è come il vento”, titolo di un successo degli Intolleranza, gruppo rock di estrema destra).

Il web però ha la memoria lunga e soprattutto lo screenshot facile: gli utenti di Facebook sono stati dunque più lesti di Samonà e hanno salvato delle copiose raccolte di post che l’assessore non ha fatto in tempo a rimuovere dalla sua bacheca. Di seguito, una piccola gallery dei post che non troverete più sul profilo del nuovo assessore ai beni culturali e all’identità siciliana della Regione Sicilia.

Aggiornamento: questa mattina (19 maggio), anche il post con la fiamma tricolore e la citazione degli Intolleranza è sparito dalla bacheca di Samonà. Aggiungiamo lo screenshot nella galleria.














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