Slovacchia, revocati finanziamenti ministeriali alla Kunsthalle di Bratislava. Il direttore si dimette


In Slovacchia si teme per l’indipendenza della cultura. Il Ministero della Cultura ha revocato i finanziamenti al principale istituto d’arte contemporanea del paese, la Kunsthalle di Bratislava. E il direttore Jen Kratochvíl si è dimesso: “siamo seriamente preoccupati”.

Non tira una buona aria per la cultura in Slovacchia. Il governo di centro-sinistra di Robert Fico, noto per le sue posizioni nazionaliste e conservatrici, in carica da ottobre 2023, sta infatti intervenendo in maniera piuttosto pesante nel settore, e tra i primi soggetti istituzionali a farne le spese è la Kunsthalle di Bratislava, il cui direttore, Jen Kratochvíl, ha rassegnato le dimissioni questa settimana (la guida dell’istituto è andato alla direttrice amministrativa Denisa Zlata), poiché il Ministero della Cultura ha revocato, per tutto il 2024, il finanziamento che ogni anno concede al museo per sostenere il suo programma artistico ed educativo, che era peraltro già stato preparato dai curatori del museo e anche da professionisti esterni, ha fatto sapere l’istituto.

“Ci troviamo a un punto in cui”, si legge in una nota del museo, “professionisti d’esperienza e rispettati, studiosi, artisti, pedagoghi, curatori e lavoratori della cultura vengono accusati di diffondere valori che ‘mettono a repentaglio il futuro dei bambini della Slovacchia’. Siamo disturbati dai passi che il Ministero della Cultura sta seguendo, e abbiamo serie ragioni per preoccuparci dell’indipendenza e della libertà di questo istituto nazionale. Ciò nonostante, continueremo a sostenere con orgoglio i valori che promuoviamo e che erano stati presentati nel nostro programma, e tutti coloro coi quali abbiamo collaborato”.

La Kunsthalle di Bratislava è stata fondata nel 1958 ed è il principale istituto d’arte contemporanea del paese, noto per le sue politiche inclusive, il suo programma che concede largo spazio, per esempio, a tematiche legate al femminismo, alla cultura queer, all’alterità e alle migrazioni, e anche per il suo sostegno alla comunità LGBT (molti gli eventi pro-LGBT a cui il museo ha partecipato, o che ha organizzato). La stessa comunità LGBT è diventata oggetto delle attenzioni del governo, dato che è delle scorse ore la notizia della riduzione del sostegno del Ministero della Cultura della Slovacchia alla comunità stessa. “Le organizzazioni LGBTI+”, ha detto la ministra Martina Šimkovičová, “non sfrutteranno più come parassiti i fondi del dipartimento della cultura. Non lo permetterò di certo sotto la mia guida”. Le posizioni della ministra riflettono quelle della maggior parte degli slovacchi: secondo uno studio del 2023 del think tank Globsec, il 63% degli abitanti del paese non è d’accordo con l’affermazione che i diritti delle persone LGBT (per esempio il diritto al matrimonio) debbano essere garantiti.

Tornando alla Kunsthalle, il Ministero della Cultura risponde alle dimissioni del direttore Kratochvíl con una nota in cui si dice che la Kunsthalle di Bratislava è l’unica Kunsthalle statale dell’Europa centrale (una “Kunsthalle” è un istituto simile a un museo, in cui vengono organizzate mostre, eventi e progetti artistici, ma che non ha una propria collezione permanente) a “non aver sfruttato un’occasione storica in termini di contenuti del programma, aspettative pubbliche e anche di efficienza gestionale”, e di conseguenza la revoca dei finanziamenti è finalizzata a un cambio gestionale: l’istituto, infatti, verrà affidato alla gestione della Galleria Nazionale della Slovacchia. Al momento però non si sa ancora come avverrà la fusione tra i due istituti. L’argomento però è sufficiente a far discutere tutto il settore culturale del paese, preoccupato per la propria indipendenza.

Immagine: la Kunsthalle di Bratislava

Slovacchia, revocati finanziamenti ministeriali alla Kunsthalle di Bratislava. Il direttore si dimette
Slovacchia, revocati finanziamenti ministeriali alla Kunsthalle di Bratislava. Il direttore si dimette


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