Sora, sospeso il bando che cercava il direttore di museo pensionato e gratis


A Sora è stato ritirato l’avviso delle polemiche, quello con cui il Comune cercava un direttore pensionato, e che lavorasse gratis, per il Museo della Media Valle del Liri. 

Nella mattinata di stamani, il Comune di Sora ha ritirato l’avviso pubblico delle polemiche, che ormai era diventato un caso nazionale: quello con cui il Comune cercava, per il Museo della Media Valle del Liri, un direttore pensionato e che lavorasse gratuitamente. Si erano mosse tutte le associazioni di categoria per chiederne il ritiro, e anche la Soprintendenza di Frosinone e Latina aveva chiesto al Comune di ripensarci. E oggi finalmente ecco la sospensione. “Pur costatando che l’iter approntato dai competenti uffici Comunali è rispettoso della vigente normativa sul reclutamento del personale direttivo nella pubblica amministrazione e ne rispetta anche i più recenti pareri interpretativi”, hanno dichiarato il sindaco Luca Di Stefano e il vicesindaco con delega alla cultura Maria Paola Gemmiti, “prendiamo atto della nota della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Frosinone e Latina e nella giornata di oggi, 24 gennaio, gli uffici provvederanno a revisionare il suddetto avviso pubblico. Quest’Amministrazione non vuole intraprendere un braccio di ferro con la Soprintendenza, infatti, ha l’intenzione di operare nel pieno rispetto delle funzioni e delle competenze degli enti sovra-comunali. Accogliamo l’invito a collaborare che ci è pervenuto lo scorso 20 gennaio da parte della Soprintendente Arch. Maria Grazia Filetici. Questa amministrazione intende operare in un clima di rispetto dei rapporti istituzionali, accettando il contributo degli organi preposti”.

Nell’ambiente c’è adesso sollievo, anche se l’atmosfera non è di quelle che possono portare a esultanze. È questa la posizione dell’associazione Mi Riconosci, che si era espressa fin da subito contro l’avviso. “Si tratta di un avvenimento importante”, spiega Cecilia de Laurentiis, referente per il Lazio dell’associazione, “perché dimostra che la lotta contro iniquità e sfruttamento paga, soprattutto se partecipata: il lavoro nel comparto culturale è composto da professionalità non sostituibili da appassionati o da hobbisti non retribuiti. E anche il Comune di Sora infine ha dovuto riconoscerlo. Non basta, la cultura ha bisogno di investimenti e pianificazione, e il fatto che Sora abbia reclutato 16 volontari del servizio civile pur non avendo ancora il direttore del museo, è segno che la strada è ancora lunga”.

L’associazione aveva notato da subito come le mansioni previste fossero propriamente professionali (svolgimento delle funzioni di referente scientifico del museo previste dalla vigente normativa regionale e nazionale, proposizione di azioni di promozione dell’immagine della struttura museale, collaborazione con gli Enti sovraordinati preposti alla tutela delle attività museali) richiedendo infatti la laurea in archeologia o equivalente, mentre erano requisiti preferenziali la provata esperienza in ricerche archeologiche e documentata conoscenza dei sistemi di conservazione dei reperti, incarichi e certificazioni che documentassero esperienze maturate nel campo dell’archeologia nonché rapporti di collaborazione con Istituzioni quali Soprintendenze, Università, Musei ecc. per attività di studio, catalogazione, allestimenti museali, nonché studi specifici o pubblicazioni scientifiche inerenti argomenti di archeologia. Mi Riconosci sottolinea anche il contributo di quanti (dall’ex direttrice e consigliera comunale Manuela Cerqua che ha segnalato il bando fino all’ICOM, alle associazioni di categoria e ai giornali che lo hanno fatto diventare un caso) hanno contribuito al risultato rilanciando la denuncia. “Speriamo che questa vicenda contribuisca a diffondere una maggiore consapevolezza non solo sul lavoro gratuito, sempre da condannare, ma sul riconoscimento, anche economico, delle professioni del settore dei beni culturali”, concludono le attiviste e gli attivisti di Mi Riconosci, aggiungendo che monitoreranno gli sviluppi della vicenda ed il nuovo bando.

Sul caso si è espressa oggi anche l’Associazione Nazionale Archeologi. “La nostra attenzione costante su questo tipo di problematiche”, afferma il presidente nazionale Alessandro Garrisi, “è volta alla massima tutela sia del professionismo che del patrimonio culturale. Il monitoraggio continuo attraverso l’Osservatorio Bandi e Gare dell’ANA è da intendersi sempre propositivo e finalizzato a ai principi che ci ispirano e mai punitivo. La nostra azione di dialogo tra le parti è essenziale anche come supporto agli enti. Non medieremo mai sui principi fondamentali di tutela dei lavori culturali e sull’equo compenso per il professionista”.

Immagine: il Museo della Media Valle del Liri di Sora

Sora, sospeso il bando che cercava il direttore di museo pensionato e gratis
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