Tania Bruguera arrestata e poi rilasciata per impedirle di manifestare. Avrebbe subito violenze psicologiche


Tania Bruguera, artista tra i maggiori a livello mondiale, è stata ieri trattenuta per diverse ore dalla polizia cubana, per poi essere rilasciata. L’artista, nata all’Avana nel 1968 e autrice di alcune delle performance più significative degli ultimi anni (come Tatlin’s Whisper #5 alla Tate nel 2008: il museo londinese ha poi tenuto una sua importante retrospettiva nel 2018), aveva espresso l’intenzione di partecipare a una manifestazione contro la violenza e il razzismo nella capitale cubana: la sollevazione seguiva l’uccisione di Hansel Ernesto Hernández Galiano, un cubano di colore ucciso dalla polizia il 26 giugno. Bruguera aveva scritto un post su Facebook alle 23 del 29 giugno, per affermare che, in caso di violenze alla manifestazione, la responsabilità sarebbe stata del governo.

La mattina dopo, verso le 6, Tania Bruguera è stata prelevata da casa sua: secondo lei, intento delle forze dell’ordine era quello di impedirle di manifestare. L’artista è stata poi rilasciata dopo dieci ore di fermo. “Questa violenza, quotidiana e arbitraria”, si legge nella pagina Facebook dell’artista, “è stata ormai assimilata dai cubani, ma non da Tania Bruguera né dalle decine di coraggiosi che oggi, 30 giugno, sono scesi per strada per manifestare contro il governo per la brutalità della polizia che si è presa la vita di un giovane la scorsa settimana”. Sempre attraverso Facebook, il suo entourage fa sapere che, per tutto il tempo in cui è stata tenuta in stato di fermo, Tania Bruguera non ha parlato: pare inoltre che, in cella, l’artista abbia subito violenze psicologiche (si legge che, mentre era detenuta, avrebbe ascoltato persone umiliarla dicendo che “nessuno la segue, nessuno la difende e lei non vale niente”, e anche velate minacce trasversali: qualcuno, si legge, avrebbe “citato sua sorella Deborah e suo cognato Marcel, ricordando che si trovano nello stesso luogo dove di recente è morta in strane circostanze sua madre Argelia”).

La sorella ha fatto sapere che le forze dell’ordine avrebbero trattenuto Tania Bruguera col pretesto che avrebbe contribuito alla diffusione del contagio da Covid-19. L’artista si è difesa, sempre attraverso il suo staff, facendo sapere che tutti i pacifici manifestanti si erano preparati in modo da attenersi scrupolosamente alle regole anti-contagio: igiene personale, mascherine, distanziamento fisico. Tania Bruguera non è stata peraltro l’unica artista arrestata: sono stati fermati o messi ai domiciliari anche altri artisti, tra i quali anche l’artista dissidente Luis Manuel Otero Alcántara, già fermato a marzo. Anche per Bruguera non si tratta del primo arresto: le era già accaduto nel dicembre del 2014 e nel dicembre del 2018.

Il mondo dell’arte ha già espresso ferma condanna per il trattamento a cui l’artista è stata sottoposta. “Quando un’artista che usa la propria voce per chiedere giustizia e cambiamenti sociali viene arbitrariamente arrestata sulla porta di casa”, ha detto Julie Trébault, direttrice del progetto Artists at Risk Connection di PEN America, un importante progetto di sostegno agli artisti la cui libertà d’espressione è minacciata, “è ovvio che si è verificata un’ingiustizia sociale. Chiediamo l’immediata libertà per Tania Bruguera e la fine delle continue molestie e degli arresti degli artisti e degli attivisti in tutto il paese che esercitano soltanto il loro fondamentale diritto alla libertà d’espressione”.

Tania Bruguera arrestata e poi rilasciata per impedirle di manifestare. Avrebbe subito violenze psicologiche
Tania Bruguera arrestata e poi rilasciata per impedirle di manifestare. Avrebbe subito violenze psicologiche


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