Vittorio Sgarbi è stato assolto dal Tribunale di Reggio Emilia, in abbreviato, dall’accusa di riciclaggio legata alla vicenda del dipinto di Rutilio Manetti La cattura di San Pietro, di proprietà della Fondazione Cavallini Sgarbi, che venne esposto tra il 2021 e il 2022 alla mostra I pittori della luce tenutasi alla Cavallerizza di Lucca.
Il dipinto era stato posto sotto sequestro probatorio per disposizione dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, a seguito di un provvedimento che è stato preso nell’ambito dell’indagine della Procura di Macerata relativa all’ipotesi di reato di riciclaggio a carico del critico d’arte. L’indagine era volta ad accertare la provenienza del dipinto, a seguito della denuncia di furto presentata il 14 febbraio 2013 da Margherita Buzio, proprietaria del Castello di Buriasco, dal quale, nel 2013, fu rubato un dipinto di Rutilio Manetti che, secondo l’inchiesta giornalistica di Report e del Fatto Quotidiano che ha sollevato il caso, presentava forti somiglianze e molti elementi in comune con il dipinto di proprietà di Sgarbi (qui un sunto della vicenda e i successivi sviluppi).
“Dopo un giudizio regolare, innanzi agli organi giudiziari, il Prof. Vittorio Sgarbi è stato assolto perché il fatto non costituisce reato anche dall’imputazione residua; dopo l’archiviazione, per altri due reati originariamente contestati, già conseguita all’esito delle indagini preliminari”, hanno commentato così la sentenza di assoluzione i difensori di Vittorio Sgarbi, gli avvocati Alfonso Furgiuele e Giampaolo Cicconi. “Ciò dimostra - ancora una volta - come la macchina del fango attivata con gli strumenti mediatici provochi ingiusti - e difficilmente riparabili - danni morali e materiali, per un cittadino innocente”.
Nella foto sotto, Sgarbi alla mostra di Lucca.
![]() |
| Il Tribunale di Reggio Emilia assolve Sgarbi dall'accusa di riciclaggio per il quadro di Rutilio Manetti |
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.