Spunta ipotesi tunnel sotto le Apuane, ma l'assessore frena: “idea tutta da valutare”


Un consigliere regionale della Toscana lancia l’idea di un tunnel sotto le Apuane per collegare la Versilia alla Valle del Serchio. Ma l’assessore alle infrastrutture frena. 

La Regione Toscana sta lavorando al progetto di un tunnel sotto le Alpi Apuane per collegare la Valle del Serchio alla Versilia. A svelare l’idea è stato il consigliere regionale Mario Puppa con un post sulla sua pagina Facebook, nel quale sono state rivelate anche le due ipotesi: la prima è un traforo che parte da Cardoso, appena sopra Seravezza, passa sotto il monte Forato e sbuca a Fornovolasco sulla strada che porta a Gallicano, mentre la seconda ipotesi è un tunnel nella zona del Matanna, che parte da Casoli, sopra Camaiore, e arrivi o alla strada che porta a Fabbriche di Vergemoli, o a quella per Pescaglia. Il tunnel sarebbe riservato soltanto ai turisti e quindi chiuso al traffico pesante.

“Il progetto è ambizioso, oneroso e complesso”, ha spiegato Puppa, “ma unire due comprensori così importanti con una strada turistica vietata ai mezzi pesanti, non è solo affascinante, ma sarebbe una svolta per l’economia dei territori. Prudenza e piedi per terra sono d’obbligo considerando che in Garfagnana nel recente passato siamo già stati impegnati in una lunga discussione su un’altro leggendario traforo, quello della Tambura. In quel caso l’unico buco è stato quello nell’acqua. Ci sono già alcune ipotesi progettuali che potrebbero beneficiare dei prossimi fondi europei... intendiamoci bene... siamo solo allo stato embrionale del percorso”.

Raggiunto dal quotidiano La Nazione, Puppa ha poi affermato che “stiamo valutando effettivamente la possibilità di aprire a opportunità del genere che avrebbero ricadute importanti sull’intera Valle del Serchio. Si tratta di progetti allo stato embrionale e da valutare in ogni risvolto possibile. Inutile nascondere, che sarei il primo ad oppormi a percorsi esenti dalla massima attenzione a territorio e ambiente, ma certo non vorrei neppure trovarmi nella parte di chi si oppone a priori anche solo alla valutazione di ipotesi di sviluppo, compatibile e sostenibile. Questo, permetterebbe una viabilità scorrevole con due aree della stessa provincia e sarebbe totalmente estraneo al vecchio progetto che riguardava il Monte Tambura e il comune di Vagli Sotto. Niente a che vedere, neppure con la manutenzione ordinaria e gli investimenti da proseguire sulle nostre strade. Si tratta di ulteriori percorsi progettuali, non sovrapponibili né alternativi al resto, che resterebbe garantito”.

Naturalmente il progetto di bucare una delle aree più incontaminate della Toscana ha fatto storcere il naso a molti, a cominciare dall’organizzazione di volontariato Apuane Libere che si occupa di tutelare questa terra. “Crediamo che sia soltanto una boutade partitica per distogliere l’attenzione sui veri problemi che stanno ammazzando gli ecosistemi apuani e cioè da quei siti estrattivi che stiamo iniziando a contrastare e a far chiudere per palesi violazioni alle pochissime leggi rimaste in materia di tutela ambientale; ciononostante saremo pronti a legarci al monte pur di non far passare questo ennesimo scempio”, hanno detto. “La nostra organizzazione di volontariato è per statuto totalmente apartitica, ma, pur non parteggiando per nessuna fazione, alle ultime elezioni regionali aveva messo in guardia gli elettori sul pericolo neoliberista incarnato da quel Partito Distruzione che con il Piano Regionale Cave, aveva già di fatto regalato le Alpi Apuane agli avidi impresari del marmo. È noto ormai anche al più piccolo endemismo floreale, che questa giunta regionale (con in testa il governatore Giani) odia l’ambiente a tal punto da asservirlo alle peggiori lobby che traggono profitto dalla distruzione dai beni comuni di tutti e continuando di questo passo, anche al Parco Naturale Regionale sarà purtroppo tolto il riconoscimento di Geoparco mondiale Unesco”.

Sui social si è inevitabilmente prodotta una discussione, dai toni per lo più critici, e in giornata è poi arrivato l’assessore alle infrastrutture, Stefano Baccelli, a smorzare i toni: si tratterebbe solo di uno studio accademico, basato su due tesi di laurea, e al momento sarebbe solamente un’idea all’attenzione della Regione, ma comunque da valutare. Per Baccelli, intervenuto a Noi Tv, “credo che sia serio poter approfondire quest’ipotesi, ma occorrono studi di fattibilità economica, ingegneristica, trasportistica, dell’aspetto idraulico, dell’aspetto paesaggistico e ambientale. Credo che non si debba, per un verso, né incentivare aspettative eccessive, né preoccupazioni sotto un profilo ambientale. Credo che possa essere un’opportunità di approfondire questo tema e fare un’analisi più accurata”. Baccelli ha poi dichiarato che per la valle del Serchio la priorità rimangono comunque gli assi viari per garantire collegamenti più veloci con l’autostrada A11 Firenze-Mare e con la Versilia.

Nell’immagine, il monte Forato. Foto Francesco Bini

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