Ucraina, museo d'arte contemporanea di Leopoli si trasforma in centro per sfollati


A Leopoli, il Lviv Art Center, un museo di arte contemporanea, si è volontariamente trasformato in un centro d’accoglienza per gli sfollati della guerra in Ucraina, offrendo sostegno psicologico e mettendosi a disposizione per trovare sistemazioni. 

Un museo di Leopoli, in Ucraina, il Lviv Art Center, diventa temporaneamente un centro di accoglienza per sfollati e profughi in arrivo dalle città dove in queste ore si sta combattendo, e fornisce anche sostegno psicologico a chiunque ne abbia bisogno. Il museo (in ucraino L’vivskyj Municipal’nyi Mistec’kyj Centr) è stato aperto nel 2020 dall’amministrazione comunale come sede di progetti d’arte contemporanea, in un edificio di fine Ottocento, ed è dotato di una biblioteca, sale lettura, un bookshop, una caffetteria.

“Il Lviv Art Center”, ha scritto il museo in un post su Instagram, “è stato trasformato in un centro di accoglienza temporanea per sfollati interni e per tutti coloro che necessitano di conforto psicologico. Lavoreremo dalle 10:00 alle 21:00 tutti i giorni fino a quando disponibile. Abbiamo biscotti, tè, pace, gatti e Alterkava [una marca di caffè, ndr]. Cercheremo di fornirti le informazioni più qualificate in modo che non ti senta abbandonato a Leopoli. L’importante è non dimenticare che tutti abbiamo bisogno di mantenere la calma e l’amore reciproco per una parte della tua giornata”. Il museo offre poi giocattoli e passatempi ai bambini oltre che giochi di società per tutti in modo da far passare meglio il tempo, per quanto sia possibile in una situazione così drammatica.

Il museo si è messo anche a disposizione per trovare agli sfollati luoghi in cui pernottare a Leopoli, città a un’ora di viaggio dal confine con la Polonia, finora toccata marginalmente dalla guerra e dove si sono trasferite le sedi di diverse ambasciate che hanno lasciato la capitale Kiev. Occorre registrarsi (sui canali social il Lviv Art Center sta diffondendo indirizzi mail e numeri utili) e il museo prenderà in carico la richiesta.

Ancora, il museo ha pubblicato una “guida psicologica” per i genitori che devono fornire supporto ai bambini: tra i punti elencati dal museo, trovare un luogo e una forma per alleviare lo stress (“durante un’emergenza si accumula molta aggressività, che può essere rilasciata sotto forma di lacrime o urla”, spiega il Lviv Art Center: “questo è perfettamente normale! Ma assicurati che queste emozioni non vengano rilasciate al bambino”), invitare il bambino a rilasciare le proprie emozioni controllando il suo stress, non vietare a un figlio stressato di correre o piangere (“tutti i rifugiati ora sono vittime, questo è normale. L’unico modo per uscire psicologicamente da questo stato è l’aggressività attiva e produttiva. I bambini non possono ancora controllare la loro aggressività ed energia. Puoi aiutare tuo figlio a dirigerlo in una direzione sicura”), parlare onestamente ai bambini. Pubblicata anche una breve guida per gli adulti: evitare di cercare di tirarsi su di morale artificialmente (“è come costringere una persona a correre una maratona subito dopo un incidente: tratta la tua condizione con rispetto e compassione”), concedersi tempo quando non si è più nelle zone di guerra, chiedere aiuto, rilasciare il cortisolo accumulato.

L’invito, infine, è quello di tornare a Leopoli quando la guerra finirà per conoscere il museo in modo più rilassato.

Ucraina, museo d'arte contemporanea di Leopoli si trasforma in centro per sfollati
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