Venere del Giambologna, continua la disputa tra gli studiosi


A proposito del caso della Venere al bagno esposta a Palazzo Pitti, di cui scrivevamo la settimana scorsa proponendo un sunto delle posizioni pro e contro l’attribuzione dell’opera al Giambologna, riceviamo e pubblichiamo una nota di Dorothea Diemer, storica dell’arte contraria all’assegnazione al maestro fiammingo. Diemer contesta il passaggio in cui gli Uffizi sostengono che “lo scambio degli argomenti disponibili è stato portato a termine nel Burlington Magazine in favore all’attribuzione al Giambologna”. La studiosa, in particolare, si oppone a quanto affermato dagli Uffizi dal momento che, ci scrive Diemer, "nel nostro articolo del Burlington Magazine abbiamo contestato decisamente l’asserzione del Rudigier che il bronzo sia una scultura autografa di Giambologna; a nostro avviso è una copia fusa cento anni dopo (Dorothea Diemer, Linda Hinners, ’Gerhardt Meyer made me in Stockholm’: A bronze‚ Bathing woman after Giambologna, The Burlington Magazine, luglio 2018, pp. 545-553)".

Il museo, di rimando, ci fa sapere che dopo l’articolo di Dorothea Diemer è stata pubblicata nello stesso Burlington Magazine, nell’ottobre 2018, una replica con accluso un suo intervento, al termine del quale “la stessa studiosa si augura una pubblicazione piena di tutti i risultati scientifici, riservandosi eventualmente di intervenire di nuovo” (“a positive approach to the question”, si legge nell’articolo dell’ottobre 2018, “would perhaps be given if Mr. Rudigier published the relevant documents in extenso. They might help to decide whether the St. Germain or the Stockholm scenario is the more probable”). Sempre gli Uffizi informano che “questa pubblicazione è uscita nel 2019 nel volume di Rudigier su Giambologna”, e che nella nota inviata alla stampa a fine novembre dove si parlava del dibattito sul Burlington Magazine, “l’articolo a cui si faceva riferimento è quello di Charles Avery a pag. 1044 nel numero 1401 di dicembre 2019”). In quest’ultimo articolo Avery sostiene che la Venere “was cast – surprisingly – by a member of a distinguished Swedish dynasty of cannon-founders, Gerhardt Meyer”.

Venere del Giambologna, continua la disputa tra gli studiosi
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