Venezia, la città traccia i movimenti dei turisti per prevenire l'overtourism


Venezia mette a punto un sistema per tracciare i movimenti dei turisti, attraverso telecamere e raccolta di dati dai cellulari, per prevenire l’overtourism. È quanto riporta il New York Times.

A Venezia è in funzione un sistema di tracciatura dei movimenti dei turisti per prevenire i problemi legati all’overtourism. È quanto ha spiegatolunedì il New York Times. Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, “sta portando il controllo delle masse su di un altro livello”, si legge nel pezzo firmato da Emma Bubola, “spingendo per soluzioni hi-tech che allarmano anche tanti di coloro che hanno fatto a lungo campagne per una ’Venezia ai veneziani’. Gli amministratori della città stanno acquisendo i dati dei cellulari di turisti inconsapevoli e utilizzano centinaia di telecamere di sorveglianza per monitorare i visitatori e prevenire l’affollamento”.

Secondo l’articolo, che parla anche dei tornelli che verranno installati nel 2022 per controllare gli accessi al centro storico del capoluogo lagunare, l’obiettivo di questo sistema di controllo è creare una città più vivibile. “O siamo pragmatici, o viviamo nel mondo delle favole”, ha dichiarato al quotidiano statunitense Paolo Bettio, amministratore di Venis Spa Venezia Informatica e Sistemi, la partecipata che gestisce i sistemi informativi della città. L’articolo riporta però anche il parere di chi vede questo sistema di controllo come uno strumento invadente e distopico. “È come dichiarare una volta per tutte che Venezia non è una città, ma un museo”, ha detto alla giornalista il fotografo Giorgio Santuzzo, che vive e lavora in città.

Il sistema di telecamere, secondo l’articolo, è progettato per raccogliere dati come l’età, il sesso, la nazione d’origine e i luoghi visitati dalle persone: si tratta del sistema di sorveglianza che era stato inizialmente installato per contrastare il crimine in città, ma adesso funziona anche per monitorare gli spostamenti per i turisti, al fine di capire dove si concentrano i flussi, dove si ammassano di più le persone, e di conseguenza quali azioni intraprendere per mitigare l’affollamento. “Possiamo conoscere minuto per minuto quante persone stanno passando e dove stanno andando”, ha detto Simone Venturini, assessore al turismo. “Abbiamo il totale controllo della città”. L’amministrazione, si legge anche nell’articolo, “dice che i dati della geolocalizzazione dei telefoni cellulari serviranno anche per impedire che la città si riempia di quelle folle che rendono una lotta quotidiana l’attraversamento dei ponti più famosi di Venezia. In più, si sta cercando di trovare il metodo per capire quanti sono i visitatori mordi e fuggi che spendono poco tempo (e pochi soldi) a Venezia. Quando l’amministrazione avrà messo a punto questi metodi, le informazioni saranno usate per guidare l’utilizzo dei tornelli e dei sistemi di prenotazione. Se in alcuni giorni sono attese folle importanti, il sistema suggerirà itinerari alternativi o altre date. Inoltre, verrà applicato un ricarico sul biglietto d’ingresso, fino a 10 euro, nei giorni di maggior traffico”.

Rimane il problema della privacy, ma secondo l’articolo la questione è risolta dal fatto che i dati sono raccolti in forma anonima, grazie a un accordo con la TIM. “Non possono essere utilizzati per tracciare le persone a livello individuale”, fanno sapere gli amministratori. “Tutti noi lasciamo tracce”, afferma Marco Bettini, manager di Venis, “e anche se tu non lo comunichi, il tuo operatore telefonico sa anche dove dormi”. E sa anche dove lavori, dove ti trovi in un dato giorno, e se il posto in cui ti trovi è la tua città o no. Ci sono però problematiche di natura etica, sollevate nell’articolo dal data manager Luca Corsato: gli utenti infatti potrebbero non avere alcuna idea del fatto che i dati rilasciati dai loro cellulari sono acquistati da un Comune. E se ci sono città che si avvalgono di sistemi di tracciatura per monitorare le folle in occasione di precisi eventi, sottolinea Corsato, probabilmente non esistono altre città che fanno uso di questi sistemi in maniera così massiccia e costante per monitorare i turisti. “È vero che Venezia è sotto attacco”, spiega, “ma dare l’idea che chiunque entri viene etichettato e radunato è pericolosa”.

Venezia, la città traccia i movimenti dei turisti per prevenire l'overtourism
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