Verrà rimosso il monumento a Robert E. Lee di Richmond, simbolo delle proteste BLM


La Suprema Corte della Virginia ha stabilito che lo Stato potrà decidere di rimuovere il monumento a Robert E. Lee di Richmond, simbolo delle proteste Black Lives Matter. La Virginia ha subito deciso per la rimozione, e le operazioni sono imminenti.

Negli Stati Uniti, lo Stato della Virginia può decidere di rimuovere il contestato memoriale di Robert E. Lee della capitale Richmond, il monumento che è divenuto celebre in tutto il mondo come simbolo più iconico delle proteste del movimento Black Lives Matter. A stabilirlo è una sentenza unanime della Corte Suprema della Virginia, che ha stabilito l’autorità, da parte del Commonwealth (cioè lo Stato) della Virginia, di poter decidere se rimuovere la statua, che è anche il più grande e importante monumento confederato degli Stati Uniti. La sentenza è arrivata in seguito a due procedimenti avviati da altrettanti cittadini che desideravano la rimozione della gigantesca statua di sei metri d’altezza in cui il generale confederato è ritratto a cavallo, con la sua uniforme, sopra un piedistallo che è alto dodici metri.

“La decisione odierna”, ha dichiarato in una nota il governatore della Virginia, Ralph Northam, “è una vittoria grandiosa per il popolo della Virginia. I nostri monumenti sono simboli di chi siamo e di quali sono i nostri valori. Quando celebriamo i leader che hanno combattuto per preservare un sistema basato sulla schiavitù degli esseri umani, stiamo celebrando una causa persa che ha gravato sulla Virginia per troppi anni”. Questa sentenza, ha poi concluso Northam, “è un importante passo in avanti dello Stato della Virginia e della città di Richmond verso un futuro più inclusivo e più giusto. Oggi è chiaro: il più grande monumento confederato del Sud verrà rimosso”.

Il Commonwealth della Virginia ha dichiarato di essersi preparato da mesi per questa decisione storica, e la sentenza ha consentito al Dipartimento dei servizi generali di cominciare a muovere i primi passi verso la rimozione del monumento, cominciando con l’esecuzione di un piano per dare priorità alla sicurezza pubblica. La rimozione del monumento a Robert E. Lee, infatti, non è cosa semplice: sussistono infatti diversi problemi logistici e di sicurezza, comprese le chiusure delle strade e le attrezzature necessarie per garantire la rimozione sicura della statua, che pensa ben 12 tonnellate. Si tratterà di un lavoro che durerà più giorni e potrebbe cominciare a breve: la rimozione è infatti stata definita “imminente” e sono già stati aperti canali social per aggiornare la cittadinanza su tutte le operazioni.

Il monumento a Robert E. Lee (generale dell’Armata della Virginia Settentrionale e in seguito generale comandante in capo di tutte le forze confederate, fu tra le maggiori figure dell’esercito sudista durante la guerra civile americana) verrà dunque rimosso a 131 anni dalla sua installazione: opera dello scultore francese Antonin Mercié (Tolosa, 1845 - Parigi, 1916) che lo realizzò in patria (ed è considerato una delle sue realizzazioni più note e importanti), si trova in Monument Avenue dal 1890 ed era stato registrato tra i “Landmark” (ovvero i monumenti più importanti) della Virginia nel 2006, mentre nel 2007 era stato inserito nel National Register of Historic Places. La sua presenza non era mai stata contestata fino al 2017, quando ne venne richiesta la rimozione in seguito alle violenze scatenatesi dopo i disordini di Charlottesville, causati da un comizio dell’estrema destra. Tuttavia è soltanto dal 2020 che la statua è diventata oggetto di insistenti proteste per chiederne la rimozione: il basamento, durante le agitazioni del movimento Black Lives Matter dell’estate 2020, è stato ricoperto di scritte e graffiti diventando una delle immagini simbolo delle proteste.

Nella foto: il monumento a Robert E. Lee dopo le proteste. Foto Mobilus In Mobili

Verrà rimosso il monumento a Robert E. Lee di Richmond, simbolo delle proteste BLM
Verrà rimosso il monumento a Robert E. Lee di Richmond, simbolo delle proteste BLM


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