La Treccani presenta la prima Enciclopedia dell'Arte Contemporanea: 3.600 lemmi in 4 volumi


La Treccani ha presentato la prima Enciclopedia dell’Arte Contemporanea, un’impresa da 3.600 lemmi in 4 volumi da 800 pagine ciascuno, per catalogare nel modo più completo possibile tutto il panorama dell’arte contemporanea mondiale. 

L’Istituto Treccani ha presentato, presso la Biblioteca dell’Archivio Storico della Biennale di Venezia, la prima Enciclopedia Treccani dell’Arte Contemporanea, un’impresa da oltre 3.600 lemmi con 4.000 immagini diretta da Vincenzo Trione e Valeria Della Valle con la condirezione di Jean-Loup Amselle e Boris Groys, che ha richiesto diversi anni di lavoro per essere portata a termine. Si tratta di un’opera in 4 volumi illustrati da 800 pagine ciascuno, in formato 23,5 x 31 cm, con copertina in pelle e lettere e fregi in oro. Il lavoro ha coinvolto 435 autori, tra studiosi di storia e critica d’arte internazionale, esperti di estetica, storici, scrittori italiani e stranieri. Tra gli autori figurano Jean-Loup Amselle, Luca Massimo Barbero, Renato Barilli, Stefano Bartezzaghi, Fabio Benzi, Marco Biraghi, Francesco Casetti, Lorenzo Casini, Maria Luisa Catoni, Antonio Costa, Danilo Eccher, Michele Emmer, Maurizio Ferraris, Massimo Fusillo, Paolo Giordano, Sofia Gnoli, Elio Grazioli, Franco La Cecla, Melania Mazzucco, William J.T. Mitchell, Tomaso Montanari, Pietro Montani, Bartolomeo Pietromarchi, Franco Purini, Barbara Rose, Pierluigi Sacco, Vittorio Sgarbi, Emanuele Trevi, Stefano Zecchi.

Muovendo da una ricognizione di tipo fenomenologico dell’arte del nostro tempo, l’opera si prefigge l’obiettivo di documentare, nella prospettiva più ampia e inclusiva possibile, le diverse componenti che entrano nel sistema dell’arte. Caratterizzata da un progetto grafico curato da Polystudio e accompagnata da una ricca selezione di immagini, l’Enciclopedia si propone di catalogare non solo gli artisti, ma anche gli storici dell’arte, i teorici dell’arte, i critici e i curatori, i galleristi e i mercanti d’arte. Infine, gli architetti, i designer, i registi, i fumettisti, gli stilisti, i poeti e gli scrittori che hanno avuto un significativo dialogo con l’arte. Accanto alle persone fisiche (disposte in ordine alfabetico) vi sono voci di carattere tematico, dedicate ai luoghi in cui si forma e si promuove l’arte (musei, gallerie, fondazioni), al contesto geopolitico (capitali antiche e nuove dell’arte), ma anche ai movimenti, alle tecniche, ad alcune tematiche “di confine” e categorie critiche ricorrenti. Tra i principali criteri che hanno guidato la selezione, la scelta di restringere il campo d’indagine alle figure attive nell’arco di tempo che va dal 1900 al 2021.

Il lemmario è suddiviso in voci monografiche, tematiche, in voci-contenitore e voci interdisciplinari e transnazionali. Per voci monografiche, si intendono artisti, gruppi (intesi come team che firmino i loro lavori con un’unica sigla), architetti, designer, registi, fumettisti, stilisti, poeti, scrittori, teorici, critici, storici, galleristi, direttori di museo, dealers, collezionisti, curatori, ma anche musei, mostre e riviste. Per voci tematiche, si intendono movimenti e tendenze (per es., Blaue Reiter, Dada, Futurismo, Transavanguardia), temi (per es., Installazione, Interattività, Google, Kitsch, Medium, Patrimonio), voci liminari (su ‘situazioni’ al confine tra l’arte e altri ambiti disciplinari: per es., Antropologia e arte, Architettura e arte, Ecologia e arte, Pandemia e arte, Religione e arte, Social e arte, Sport e arte, Tv e arte) e un numero limitato di città rilevanti nel dibattito artistico. Per voci contenitore, si intendono voci che radunano, in un unico lemma, esperienze, tecniche, tipologie espositive, gruppi legati a un’unica area geografica o tematica (per es., Gruppi avanguardisti in Cina; Capitali dell’architettura; Riviste d’arte contemporanea). Per voci interdisciplinari o transnazionali, si intendono voci articolate in sezioni geografiche o tematiche affidate a specialisti delle diverse aree (per es., Arte delle donne: Europa, Arte delle donne: Nord America ecc.; Primitivismo: Europa, Primitivismo: Africa ecc.).

Ogni volume è accompagnato da un’opera d’arte inedita, ispirata all’idea stessa di enciclopedia. Ne sono autori alcune tra le maggiori figure dell’arte contemporanea: Anish Kapoor, William Kentridge, Anselm Kiefer e Joseph Kosuth. Ogni artista è stato chiamato a rappresentare uno specifico continente: Kiefer, l’Europa; Kosuth, l’America; Kentridge, l’Africa; Kapoor, l’Asia. Quattro maestri dell’arte contemporanea i cui nomi iniziano sempre con la stessa lettera, la K, per comporre una sorta di “fattore K” dell’arte. L’Enciclopedia è poi introdotta, nel primo volume, da un portfolio di Shirin Neshat, un’artista che da sempre si muove tra mondi e linguaggi diversi (Oriente e Occidente, Iran e Stati Uniti, pittura e scrittura, fotografia e cinema, bianco e nero, impegno e astrazione). La consulenza scientifica è stata svolta da Giorgio Amitrano (Giappone), Jean-Loup Amselle (Africa), Luca Massimo Barbero (gallerie e mercato), Andrea Branzi (design), Silvia Burini (Russia e URSS), Lorenzo Casini (diritto), Mario Codognato (Nord America), Simone Ferrari (tecniche artistiche), Sasha Grishin (Oceania), Rossella Menegazzo (Giappone), Sara Mondini (India e Paesi islamici), Tomaso Montanari (critica d’arte in Italia), Enrica Morini (moda), Paola Nicolin (mostre), Alberto Pezzotta (cinema e fumetto), Maria Antonietta Picone Petrusa (storia dell’arte in Europa 1900- 1945), Andrea Pinotti (estetica, teoria e critica d’arte), Francesco Poli (museografia), Vipash Purichanont (Sud-Est asiatico), Sabrina Rastelli (Cina e Corea), Livio Sacchi (architettura), Pierluigi Sacco (economia dell’arte e della cultura), Mario Sartor (America Centrale e Sud America), Roberta Valtorta (fotografia, grafica, pubblicità).

Le dichiarazioni

“La Biennale”, ha dichiarato Roberto Cicutto, Presidente della Biennale di Venezia, “non può che accogliere con entusiasmo un nuovo strumento di conoscenza come quest’opera che ha l’ambizione di raccontare la produzione artistica di un intero secolo (il XX) e i primi 20 anni del XXI. Un periodo che coincide in gran parte con la storia della Biennale di Venezia (1895 la Prima Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia) che proprio in questi giorni lancia un nuovo Centro Internazionale per la Ricerca sulle Arti Contemporanee. Due iniziative strettamente legate a suggellare un nuovo rapporto fra Biennale e Treccani, eccellenze del mondo culturale del nostro Paese e non solo”.

“L’arte contemporanea del Novecento e del Duemila”, ha spiegato Massimo Bray, Direttore Generale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, “ha cambiato sostanzialmente i suoi mezzi di produzione e i suoi significati, adattandosi ai tempi e al nostro modo di vivere, per interpretare le istanze del presente, individuando spazi e momenti di riflessione e di confronto sulle grandi questioni del nostro tempo. La sua ‘liquidità’ e la fitta rete di relazioni che intesse con la nostra vita sociale, economica e culturale la rendono difficile da indagare in modo ordinato ed esaustivo. L’opera Arte contemporanea si propone, dunque, di restituire un’architettura possibile della materia, una raccolta ragionata e un racconto corale delle maggiori esperienze artistiche della nostra epoca”.

“Una visione senza confini”, spiega Valeria Della Valle, “una nuova idea dell’arte, come arte totale che mescola tutte le arti (arti visive, musica, teatro, letteratura, design, arti minori), secondo il vaticinio di Alberto Savinio («Non vi saranno più poeti, né pittori o compositori. Non vi saranno che uomini, di cui il genio sarà capace di afferrare nel tempo stesso tutte le possibilità di realizzazioni»)”.

“Quest’opera”, sottolinea Vincenzo Trione, “vuole farsi testimonianza, figura, metafora. Non conclude, né risolve. L’opera rimanda al tentativo di provare a destreggiarsi all’interno di quel parallelogramma di forze che sono gli eterogenei paesaggi visivi della tarda modernità. Si consegna, perciò, come mappa parziale, per orientarsi nell’infinita varietà delle creazioni artistiche del XX e del XXI secolo. Un regesto che non impone strade obbligate, masuggerisce piste, labirinti, sentieri spesso interrotti. Un catalogo possibile, pronto ad accogliere anche ‘altre’ presenze, ‘altri’ discorsi. Una cartografia problematica, che propone aree tematiche ed è segnata pure da linee centrifughe, da divagazioni inattese, da verità parziali”.

Nella foto, un momento della presentazione

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