Abolizione domeniche gratis, quasi tutti i direttori sono d'accordo. Facciamo un riassunto della situazione


Attorno alla decisione del ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli di abolire le domeniche gratis nei musei si è generata molta confusione. Non ha infatti giovato la poca chiarezza del ministro, che non ha indicato una data certa e ha lasciato ai singoli direttori l’incombenza di decidere se far continuare o meno la #domenicalmuseo (ma, a meno di improbabili ripensamenti dell’ultima ora, è certo che l’iniziativa non esisterà più a livello nazionale), e non hanno giovato neppure certi sconsiderati interventi di alcuni esponenti della maggioranza, come il sottosegretario alla pubblica amministrazione Mattia Fantinati del Movimento 5 Stelle che, firmando un articolo su Il Fatto Quotidiano, ha bollato come “fake news” la notizia dell’abolizione delle domeniche gratuite. In realtà non si tratta di una fake news, dal momento che è stato lo stesso Bonisoli a dichiarare, con una nota pubblicata sul sito del MiBAC, che ministro e direttori dei musei si stanno “orientando nella decisione di andare oltre le domeniche gratuite, che di fatto verranno abolite”.

Data dunque la poca chiarezza e il divampare di feroci polemiche, il ministro è stato costretto a fornire ulteriori precisazioni, sostenendo che ci saranno iniziative volte a far aumentare le gratuità, differenziate “per giorni della settimana, per stagione, per tipologia, per fascia di orario” (ma al momento non esiste un programma in merito), e in suo aiuto è intervenuto anche il sottosegretario ai beni culturali, Gianluca Vacca (M5S), che ha specificato che “il Ministero sta lavorando su nuove formule volte ad aumentare il numero dei giorni gratuiti in cui poter visitare i musei e i siti culturali in tutta Italia. Lo scopo è quello di restituire a tutti i cittadini la bellezza del nostro patrimonio artistico e archeologico. Un intervento che sarà studiato sulla base degli interessi del territorio e della stagionalità così da garantire la miglior fruizione possibile”.

Questo, finora, è tutto ciò che è dato sapere. Riassumendo: le domeniche gratuite il primo del mese, per tutti i musei statali, non esisteranno più. Sono state abolite a livello nazionale. Spetterà però ai direttori stabilire se, nei singoli musei, l’iniziativa potrà continuare, la prima domenica del mese o in altri giorni. Tuttavia, moltissimi direttori hanno accolto con favore l’idea di Bonisoli. Eike D. Schmidt (Uffizi, Firenze) ha dichiarato a Repubblica: “Credo che questa iniziativa abbia perso, gradualmente, di senso. Nel primo biennio, è servita effettivamente a riportare nei musei persone, cittadini specialmente, che non li frequentavano da anni. Col passare del tempo, però, ci siamo resi conto che a usufruirne sono ormai gli stessi turisti che pagherebbero comunque il biglietto”. L’idea di Schmidt è quella di sostituire le domeniche gratuite con “iniziative diverse e più modulate che possano recuperarne lo spirito iniziale, favorendo la partecipazione dei cittadini”. Favorevole all’abolizione anche Mauro Felicori (Reggia di Caserta), che parlando con Il Fatto Quotidiano si è dichiarato “contento che ci sia un adattamento alle diverse situazioni proprio partendo dall’esperienza di Caserta, dove abbiamo un’alta stagione che è in primavera, quando raggiungiamo il tetto di saturazione del numero di visitatori, oltre il quale si mette a repentaglio la sicurezza delle persone e del bene architettonico”, e ha poi aggiunto: “questo tetto lo raggiungiamo già durante le domeniche in cui si paga, per cui, in occasione delle giornate a ingresso gratuito, invitare alla Reggia altre persone significa richiamarle in un luogo che probabilmente non riusciranno a vedere”.

Posizioni simili, per una rimodulazione dell’offerta gratuita senza l’obbligo di garantire la gratuità la prima domenica del mese, sono state espresse da Anna Coliva (Galleria Borghese, Roma), che ha definito “sensata” la proposta del ministro, Serena Bertolucci (Palazzo Reale, Genova), che invece propone “l’ora gratuita ogni giorno”, Peter Aufreiter (Galleria Nazionale delle Marche, Urbino), secondo il quale la proposta di Bonisoli apre a una “maggiore flessibilità”, Cecilie Hollberg (Galleria dell’Accademia, Firenze), dichiaratasi favorevole all’abolizione della #domenicalmuseo specialmente nei musei più gettonati, dove i flussi diventano molto difficili da gestire, Gabriel Zuchtriegel (Parco Archeologico di Paestum), secondo il quale l’abolizione delle domeniche gratuite è un vantaggio per i singoli musei. Per adesso, l’unico direttore che ha confermato la prosecuzione delle domeniche gratuite è Paolo Giulierini del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che parlando con Repubblica ha affermato che “a settembre certamente ci sarà la domenica a ingresso gratuito, che sarà ripetuta anche nei prossimi mesi: riteniamo che l’idea sia stata efficace, tanto che oggi è un appuntamento inderogabile per molti visitatori”.

Ma non ci sono soltanto i direttori dei musei a sostenere la scelta di Bonisoli. Si sono dichiarate favorevoli anche le guide turistiche dell’ANGT, che hanno valutato “molto positiva” l’idea di sospendere gli ingressi gratuiti fissati alla prima domenica del mese. Anche il sindacato autonomo CONFSAL-UNSA approva l’abolizione delle domeniche gratis. Adesso occorrerà attendere per capire quando la cancellazione avrà effetto, e se ci saranno nuove iniziative, per le quali tuttavia, al momento, non è stata data alcuna comunicazione.

Nell’immagine: Giacomo Zaganelli, Grand Tourismo (2018), progetto girato in una domenica d’apertura ordinaria agli Uffizi.

Abolizione domeniche gratis, quasi tutti i direttori sono d'accordo. Facciamo un riassunto della situazione
Abolizione domeniche gratis, quasi tutti i direttori sono d'accordo. Facciamo un riassunto della situazione

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