Lorenzo Lotto, una mostra a Macerata e sul territorio riunisce per la prima volta la sua produzione marchigiana


Dal 19 ottobre 2018 al 10 febbraio 2019, Palazzo Buonaccorsi a Macerata ospita la mostra Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche, una nuova mostra dedicata al grande pittore veneziano Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 - Loreto, 1557) dopo quella del Prado di Madrid (qui la nostra recensione) e la rassegna della National Gallery di Londra che hanno dato vita a una sorta di “anno lottesco” del tutto imprevisto. L’esposizione, curata da Enrico Maria Dal Pozzolo, nasce con l’obiettivo di riportare sul territorio, da varie parti del mondo, le opere dell’autore realizzate proprio per le terre marchigiane (dove l’artista fu a lungo attivo creando capolavori che hanno segnato la storia dell’arte) mettendole in rapporto con altre testimonianze in grado di illustrare le tappe della carriera dell’artista veneziano.

Così, il territorio marchigiano diventa nell’autunno-inverno 2018 teatro di un evento espositivo e di niziative collaterali di altissimo valore (promosse dalla Regione Marche con il Comune di Macerata), che permetteranno al pubblico di riscoprire lo straordinario patrimonio lottesco, in una regione che non ha eguali in Italia per quantità e qualità di opere dell’artista. E nel contempo il pubblico potrà anche cogliere il profondo legame che unì Lorenzo Lotto a queste terre, nelle quali ripetutamente tornava per creare e per ispirarsi. La grande e inusuale mostra di Palazzo Buonaccorsi, organizzata da Villaggio Globale International, riunirà per la prima volta le opere di Lotto create per il territorio e poi disperse nel mondo o quelle che, per storia e realizzazione, hanno avuto forti legami con le Marche. Un’esposizione di ricerca, che per certi versi intende essere sperimentale nel voler abbinare forza espositiva, supporti multimediali di approfondimento, grandi capolavori ma anche spunti di ricerca e discussione critica .

La rassegna, infatti, rivela al pubblico inediti materiali documentari sull’attività dell’artista e opere mai esposte in precedenti eventi (tra tutti una Venere adornata dalla Grazie di collezione privata, pubblicata nel 1957 da Pietro Zampetti e rimasta all’oscuro per sette decenni: si tratta dunque di una delle novità più eclatanti della mostra), ma che si completa necessariamente nel territorio marchigiano, ponendosi in stretto dialogo con i lavori lotteschi (venticinque opere) disseminanti nei diversi centri e volutamente lasciati nei siti di appartenenza. Le città di Ancona, Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Recanati e Urbino danno forma, con Macerata, a una sorta di mostra diffusa da vivere insieme alle bellezze artistiche e naturali delle Marche, regione ferita dall’ultimo drammatico sisma che ha colpito il Centro Italia, ma che tenacemente sta puntando a valorizzare il suo immenso patrimonio.

L’esposizione propone a Macerata oltre venti dipinti autografi di Lotto e cinque disegni di sua mano, nonché alcune straordinarie opere grafiche di grandi autori, quali Dürer e Mantegna, da cui Lorenzo trasse ispirazione. Ma in mostra ci sono anche preziosi manoscritti e volumi, globi e antiche mappe, per contestualizzare la sua attività in queste terre. Opere di Lotto provenienti da collezioni internazionali (come la Gemäldegalerie della Staatliche Museen di Berlino, il British Museum di Londra, il Louvre di Parigi, il Museo Nazionale Brukenthal di Sibiu, il Museo del Prado di Madrid o il Musée des Beaux Arts di Strasburgo, ma anche dal Museo Poldi Pezzoli di Milano, dal Museo Correr di Venezia e dalle Collezioni del Quirinale) saranno riunite per l’occasione a Palazzo Buonaccorsi, nel cuore della cittadina marchigiana. Sono esposte per la prima volta in Italia le tele da Berlino con il San Cristoforo e il San Sebastiano, due pannelli di un polittico disperso che Lotto aveva realizzato per la Chiesa di Castelplanio, piccolo centro nei dintorni di Jesi. Le opere, che lo stato di Prussia acquistò tra il 1819 e il 1821 dal mercante inglese Edward Solly, sono state restaurate nel 1998 presso il Getty Museum, rivelando parti nascoste dalla cornice ottocentesca e mostrando una resa pittorica del corpo nudo del san Sebastiano esemplare e minuziosa, assai rara nella produzione lottesca. Dall’Ermitage di San Pietroburgo giungono invece, eccezionalmente, due importanti opere marchigiane di Lotto, compreso il Cristo che conduce gli apostoli al Monte Tabor (1511-1512), predella della meravigliosa Pala di Recanati che il pubblico può ammirare nella vicina città di Leopardi, mentre dalle Gallerie degli Uffizi arriva a Macerata, esposta al pubblico per la prima volta dopo un eccezionale restauro, la Sacra Conversazione firmata e datata 1534, anno in cui certamente Lotto era nelle Marche. La cromia, bellissima e quasi inaspettata del dipinto, come la complessa costruzione iconografica, ci confermano la grandezza di questo artista, che sa incantare con le sue “vibrazioni magiche di luce”: pittore malinconico e inquieto, non adeguatamente apprezzato in vita, ma posto dalla critica, a partire dalla fine dell’Ottocento, tra i giganti della pittura del XVI secolo.

Inoltre, nelle sale del settecentesco Palazzo Buonaccorsi l’esperienza “marchigiana” di Lotto, ora ricomposta, viene integrata anche da alcune opere “di collegamento”, per le quali non è documentato ma neppure escluso il legame territoriale, in modo da delineare senza lacune l’evoluzione artistica del pittore veneziano. Ancora, i rimandi alle tante opere della regione sono suggeriti dalla didattica e da contributi video appositamemte realizzati da Land Comunicazioni, così come il documentario con la regia di Luca Criscenti (presentato anche a Madrid e Londra) che chiude l’esposizione maceratese, invitando i visitatori ad andare per borghi e colline, sempre sulle orme del grande artista. Unica eccezione: la presenza in mostra del grande affresco staccato e montato su tela del San Vicenzo Ferrer in Gloria (1510-1512 circa), l’unico ad oggi conosciuto nelle Marche, e non visibile ormai da tempo, a causa dell’inagibilità (a seguito del sisma) della chiesa di San Domenico a Recanati, ove l’opera era conservata, e dunque esposto al pubblico in questa occasione, grazie alla collaborazione della locale Diocesi.

Ancora, la rassegna riporta anche all’attenzione della critica e del pubblico una tela con San Girolamo nello Studio in passato ben presente nella letteratura scientifica e quindi acquistata, alla fine degli anni Settanta, per i Musei Civici di Bassano del Grappa: un’opera che in seguito fu però al centro di polemiche e di animate discussioni circa la paternità di Lorenzo Lotto e quindi relagata nei depositi museali e per lunghi anni completamente dimenticata. Ora, dopo che nel 2018 il dipinto è stato recuperato dai magazzini del museo e sottoposto ad analisi scientifiche (che hanno dimostrato la compatibilità con le tecniche esecutive lottesche, nonché la presenza di alcuni pentimenti), Enrico Maria Dal Pozzolo riapre la discussione, riconoscendo l’alta qualità del dipinto, nonostante le condizioni conservative, e la sua congruità con la fase lauretana del pittore e, infine, valutando il suo essere una “copia libera” da un’incisione di Dürer (artista amato da Lotto fin dalla giovinezza) elemento tutt’altro che contrario alla paternità lottesca. Il secondo focus è un vis-à-vis tra la bellissima Madonna con il bambino di Carlo Crivelli di proprietà del Museo di Macerata e la Madonna di Lotto, prestata dal Museo Correr di Venezia, di probabile origine marchigiana: un dialogo dunque tra due veneziani che lasciarono la loro terra d’origine per radicarsi entrambi nella regione adriatica. Infine una provocazione, per scuotere le nebbie intorno alla vicenda e gli animi di quanti potrebbero aiutare: l’ultima opera in mostra è infatti la cornice vuota della famosa Madonna di Osimo, realizzata da Lorenzo intorno agli anni trenta del Cinquecento e rubata dalla Chiesa dei minori osservanti nel 1911, lo stesso anno del celeberrimo furto della Gioconda. A differenza del capolavoro leonardesco, il dipinto di Lotto non fu mai recuperato, producendo una ferita aperta nel patrimonio della regione, ancora da sanare.

Il sindaco Romano Carancini commenta: “Con la mostra Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche coroniamo simbolicamente una  significativa fase storica per i musei di Macerata e per la città tutta. Non è casuale la scelta di un artista di tale fascino che intravide il potere moderno delle forme e dei colori, e che in un dialogo tra passato e presente ci conduce in un racconto a più temi che si rivolge a tutti: gli amanti dell’arte, i turisti, i cittadini, le famiglie, le comunità del territorio. La qualità delle opere provenienti da tanti prestigiosi musei e il legame ideale con i luoghi marchigiani che conservano i dipinti del Lotto, tutti da riscoprire nella loro bellezza - come la Crocifissione della piccola chiesa di Santa Maria della Pietà in Telusiano a Monte San  Giusto, di nuovo visibile dopo le ferite del sisma del 2016 - evocano infinite suggestioni e generano un rinnovato senso di appartenenza”.

“Sembra quasi che dal bel Museo della Carrozza ospitato a Palazzo Buonaccorsi”, dichiara invece l’assessore alla cultura Stefania Monteverde, “si debba salire su una carrozza per percorrere le strade della Marca e riempiere gli occhi di quel paesaggio da cui Lorenzo Lotto ha attinto tinte e morbidezze, per ammirare tra chiese e musei i capolavori dell’artista a Recanati, Monte San Giusto, Cingoli, Mogliano, Loreto, Osimo, Jesi, Ancona e per ringraziare le comunità che hanno ereditato un patrimonio unico, ne hanno saputo riconoscere la preziosità e nei secoli ne hanno avuto cura. Una mostra che è percorso di conoscenza, esperienza di riflessione, scoperta del territorio, piacere della vista: una esperienza immersiva nella Marca guidati dalla grazia di Lorenzo Lotto  per ritrovare un tempo innocente”.

La mostra apre tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10 alle 18. I biglietti: 10 euro intero, 8 euro ridotto (visitatori da 20 a 25 anni; possessori di tessera FAI, TOURING CLUB ITALIANO, COOP Alleanza 3.0, Italia Nostra; insegnanti), 5 euro ridotto gruppi (minimo 15 massimo 25 persone) e scolaresche (minimo 15 massimo 30 persone), 3 euro ridotto speciale per i residenti a Macerata e per i residenti nell’area del cratere del sisma, gratis per bambini e ragazzi da 0 a 14 anni, soci ICOM, giornalisti iscritti all’Odg, diversamente abili e accompagnatori, possessori card McCULT. Il biglietto vale 10 giorni dalal sua emissione. Per le informazioni e le prevendite potete visitare il sito ufficiale della mostra. Di seguito una rassegna di immagini di opere di Lorenzo Lotto che potete trovare a Macerata.

Lorenzo Lotto, Giuditta con la testa di Oloferne (1512; olio su tavola, 28,8 x 23,4 cm; Roma, Collezione BNL Gruppo BNP Paribas)
Lorenzo Lotto, Giuditta con la testa di Oloferne (1512; olio su tavola, 28,8 x 23,4 cm; Roma, Collezione BNL Gruppo BNP Paribas)



Lorenzo Lotto, Natività in notturno (Madonna che lava il Bambino) (1526; olio su tavola, 55,5 x 45 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale di Siena)
Lorenzo Lotto, Natività in notturno (Madonna che lava il Bambino) (1526; olio su tavola, 55,5 x 45 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale di Siena)



Lorenzo Lotto, Sacra Famiglia con Sant’Anna e San Gerolamo (1534; olio su tela, 67,2 x 85 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi)
Lorenzo Lotto, Sacra Famiglia con Sant’Anna e San Gerolamo (1534; olio su tela, 67,2 x 85 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi)



Lorenzo Lotto, San Sebastiano e San Cristoforo (entrambi 1538-1539; olio su tela, 162 x 56,8 cm; Berlino, Staatliche Museen su Berlin, Gemäldegalerie)
Lorenzo Lotto, San Sebastiano e San Cristoforo (entrambi 1538-1539; olio su tela, 162 x 56,8 cm; Berlino, Staatliche Museen su Berlin, Gemäldegalerie)



Lorenzo Lotto, Ritratto di gentiluomo con guanti (1540-1545 circa; olio su tela, 74,5 x 59,5 cm; Collezione privata)
Lorenzo Lotto, Ritratto di gentiluomo con guanti (1540-1545 circa; olio su tela, 74,5 x 59,5 cm; Collezione privata)



Lorenzo Lotto, San Gerolamo penitente (1540-1546 circa; olio su tela, 99 x 90 cm; Madrid, Prado)
Lorenzo Lotto, San Gerolamo penitente (1540-1546 circa; olio su tela, 99 x 90 cm; Madrid, Prado)



Lorenzo Lotto, Svenimento della Vergine durante il trasporto di Cristo al sepolcro (1541; olio su tela, 142 x 212 cm; Strasburgo, Musée des Beaux-Arts)
Lorenzo Lotto, Svenimento della Vergine durante il trasporto di Cristo al sepolcro (1541; olio su tela, 142 x 212 cm; Strasburgo, Musée des Beaux-Arts)



Lorenzo Lotto, Madonna delle Grazie (1542-46 circa; tavola, 39,5 x 32 cm; San Pietroburgo, Ermitage)
Lorenzo Lotto, Madonna delle Grazie (1542-46 circa; tavola, 39,5 x 32 cm; San Pietroburgo, Ermitage)



Lorenzo Lotto, Studio per il San Mattia (San Simone) della pala di Ancona (1550; disegno, 40,6 x 28,1 cm; Londra, The British Museum)
Lorenzo Lotto, Studio per il San Mattia (San Simone) della pala di Ancona (1550; disegno, 40,6 x 28,1 cm; Londra, The British Museum)

Lorenzo Lotto, una mostra a Macerata e sul territorio riunisce per la prima volta la sua produzione marchigiana
Lorenzo Lotto, una mostra a Macerata e sul territorio riunisce per la prima volta la sua produzione marchigiana

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