Il caso della censura di Facebook sulla mostra di Marina Abramović a Firenze approda in Parlamento


Mentre a Firenze, a Palazzo Strozzi, è in corso la grande mostra di Marina Abramović, su Facebook infuria la censura contro gli utenti che pubblicano le foto dei remake delle performance dell’artista serba: com’è noto, la mostra prevede infatti momenti in cui le azioni di Marina Abramović vengono ricreate da artisti e attori, e dal momento che molte di queste azioni prevedono nudità, la scure della censura social si è abbattuta e continua ad abbattersi su chiunque si azzardi a postare online queste immagini.

Il caso è adesso approdato in Parlamento: l’onorevole Gabriele Toccafondi, deputato del Gruppo Misto, ha presentato il 30 ottobre un’interrogazione parlamentare a risposta scritta rivolta al ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli, per chiedergli se è al corrente della vicenda. Riportiamo di seguito il testo integrale dell’interrogazione:

"Al Ministro per i beni e le attività culturali. — Per sapere – premesso che:

Palazzo Strozzi, straordinaria dimora signorile rinascimentale del 1500, è oggi sede della Fondazione Strozzi: città di Firenze, provincia, camera di commercio e partner privati, sono uniti per creare una società pubblico-privata per gestire e valorizzare al meglio Palazzo Strozzi attraverso l’organizzazione di mostre ed eventi culturali;

270 mila visitatori annui nel 2017 ed un impatto di 33 milioni di euro, un vero e proprio record, confermano l’importanza di tale location per Firenze;

dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019, sotto forte spinta del sindaco Nardella, Palazzo Strozzi ospita una grande mostra dedicata a Marina Abramović, una delle personalità più celebri dell’arte contemporanea, che con le sue opere ha rivoluzionato l’idea di performance mettendo alla prova il proprio corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione;

la Abramović, artista serba, nel corso della sua vita ha ricevuto importanti onorificenze, tra cui la «Medaglia per le scienze e per le arti» (Austria, 2008), il leone d’oro, XLVII Biennale di Venezia (1997), il Niedersächsischer Kunstpreis (2003), il New York Dance and Performance Award (The Bessies, 2003), l’International Association of Art Critics, Best Show in a Commercial Gallery Award (2003), e il Premio alla Carriera «Lorenzo il Magnifico», VIII Biennale di Firenze (2009);

l’evento a Palazzo Strozzi, dal titolo «The Cleaner», si pone come una straordinaria retrospettiva che riunisce oltre 100 opere dell’artista, offrendo una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, attraverso video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e la riesecuzione dal vivo di sue celebri performance attraverso un gruppo di performer specificatamente formati e selezionati;

naturalmente, l’interrogante valuta anche «Imponderabilia», come una delle performance più celebri della storia dell’arte contemporanea: attraverso la nudità, la Abramović desidera sondare il comportamento umano;

«Imponderabilia» vede il pubblico costretto a entrare nel museo, oltrepassando i corpi nudi di due artisti, lo spazio è strettissimo e i visitatori non hanno la possibilità di passare, guardando dritti davanti a loro, ma devono per forza scegliere se rivolgersi verso l’uomo o la donna: pertanto, il visitatore è posto di fronte a un dilemma, e non immagina di diventare esso stesso, improvvisamente, attore principale dell’evento. Questo «disagio», questo mettere a nudo i propri istinti e le proprie emozioni, e quindi diventare protagonista esso stesso della performance è per l’interrogante esattamente l’obiettivo della Abramović;

grande plauso esprime l’interrogante, pertanto, all’amministrazione comunale fiorentina, che dopo altri grandi artisti contemporanei come Bill Viola e Ai Weiwei, decide oggi di scommettere sulla Abramović: una città straordinaria come Firenze, legata al passato in modo unico attraverso le sue opere e i suoi palazzi, che desidera dialogare col presente e attraverso artisti di fama mondiale come la Abramović;

desta sgomento, pertanto, la decisione che risulta esser stata assunta da alcuni social network, tra cui Instagram e Facebook, di bloccare i video e le foto postate da appassionati di arte riguardanti proprio la mostra di Palazzo Strozzi appena inaugurata;

rappresenta un interesse collettivo chiedere con urgenza risposte dai social network chiamati in questione che, di fatto, rappresentano un ostacolo alla divulgazione dell’arte, della comunicazione e quindi anche dei flussi turistici legati a tali performance; oltre a porsi l’accento sulla difesa della libertà di espressione artistica, a prescindere dai gusti personali su tali performance, che deve essere sempre tutelata –:

se il Ministro interrogato sia al corrente dei fatti suesposti e se ritenga opportuno assumere ogni iniziativa di competenza, anche attraverso campagna informativa, volta a promuovere e tutelare la libertà di espressione artistica".

Il caso della censura di Facebook sulla mostra di Marina Abramović a Firenze approda in Parlamento
Il caso della censura di Facebook sulla mostra di Marina Abramović a Firenze approda in Parlamento

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