L'Africa di Sebastião Salgado è in mostra a Reggio Emilia


Dal 10 febbraio al 24 marzo apre la mostra Africa, una rassegna che raccoglie le fotografie di Sebastião Salgado (Amoires, Brasile, 1944). Curata da Lélia Wanick Salgado, la mostra ripercorrerà i 30 anni di carriera di Salgado, definito il “fotografo umanitario” in quanto ha dedicato la sua vita a realizzare reportage sui popoli più poveri del mondo tra cui, appunto, quelli africani, immortalati nelle immagini in bianco e nero che il fotografo brasiliano ha voluto scattare per diffondere il suo messaggio umanitario. La mostra avrà due sedi, entrambe a Reggio Emilia: Binario49 e Spazio Gerra. La prima esporrà le foto che Salgado ha scattato in paesi come Congo, Burundi, Tanzania, Zaire, Kenya Ruanda, mentre la seconda mostrerà le immagini del fotografo scattate nelle regioni di sub-sahariane di Mali, Sudan, Somalia, Chad, Mauritania, Senegal, Etiopia.

“Il nostro grazie”, ha dichiarato il sindaco della città emiliana, Luca Vecchi, “va a Sebastião Salgado per questo suo grande omaggio alla nostra città; con la sua sensibilità di umanista nella contemporaneità egli ha colto il senso dell’impegno e dell’esperienza reggiani nella coesione sociale, nella multiculturalità e nel quartiere della Stazione in particolare. La nostra gratitudine va a Casa d’altri, associazione vincitrice del bando per la gestione dello spazio Binario49, oggi riqualificato sulla base delle scelte politiche di coesione e partecipazione dell’Amministrazione comunale: un’associazione che ha ideato e messo mano con coraggio e grande slancio al progetto, ora realizzato, di portare le opere di Salgado a Reggio Emilia”.

Il primo cittadino ha poi aggiunto: “l’allestimento di Africa nella nostra città e in particolare nel quartiere della Stazione smentisce la narrazione non di rado univoca e nel segno della sola problematicità, che riguarda questo quartiere. La Zona stazione è ricca di propositività e dimostra di saper generare e accogliere bellezza, quella bellezza che l’arte porta con sé assieme alla riflessione e alla provocazione, e che è in grado di rigenerare le persone e i luoghi. Credo sia il posto giusto per ospitare l’umanesimo e il grande amore per le persone del mondo che Salgado testimonia nella sua opera”.

La curatrice della mostra ha dichiarato: “l’Africa è un continente noto per violenze e guerre tribali, povertà e disastri naturali. Ma è anche una regione di sconfinati paesaggi, montagne mozzafiato, pianure e deserti, ognuno dei quali presenta la più straordinaria biodiversità, da animali selvaggi e antiche specie vegetali a insediamenti umani ancora completamente isolati dalla vita moderna. Magica e misteriosa, l’Africa ha a lungo risvegliato la curiosità e l’avidità degli stranieri che vi sono arrivati. Soprattutto dall’Europa, che ha diviso il continente, sfruttandone le risorse e lasciando la popolazione senza mezzi di sussistenza. Successive guerre senza fine hanno poi prostrato le popolazioni e compromesso l’ambiente africano. Sebastião Salgado ha lavorato in questo continente fin dall’inizio della sua carriera. Il suo primo reportage fotografico lo ha portato nel Niger negli anni ’70. Subito dopo ha seguito le guerre d’indipendenza di Angola, Mozambico e Sahara spagnolo. Successivamente ha fotografato numerose catastrofi, alcune naturali altre provocate dall’uomo, che hanno sfinito le popolazioni africane, dalla siccità e carestia in Etiopia, Sudan e Ciad al genocidio del Ruanda, che ha costretto decine di migliaia di profughi in campi improvvisati lungo i margini delle strade, dove molti hanno perso la vita per disidratazione, fame, malattia. Salgado ha anche documentato il lavoro degli africani, contadini e pescatori, e di coloro che sono ritornati a casa dopo lunghi anni di esilio. Di recente Sebastião Salgado è ritornato per fotografare un’altra Africa, quella dei suoi orgogliosi popoli e della sua incantevole flora e fauna. Ha visitato il deserto e le popolazioni Himba della Namibia; le tribù Dinkas del Sudan meridionale, i gorilla di montagna del Ruanda e i vulcani Virungas che si distendono lungo la dorsale di Ruanda, Repubblica democratica del Congo e Uganda. Queste immagini fanno parte di un progetto a lungo termine e attualmente ancora in corso dal titolo Genesis e comprendono immagini in bianco e nero di paesaggi, piante, animali e comunità umane. Salgado ha concepito questo lavoro come una forma di ricerca all’interno di una natura ripresa nel suo stato più puro e intatto. La mostra, che rappresenta un assaggio di quanto Sebastião Salgado ha visto e vissuto in Africa, copre tre regioni: l’Africa meridionale, i Grandi laghi della zona orientale e il Sahel”.

Per saperne di più, potete visitare il sito ufficiale di Binario49.

L'Africa di Sebastião Salgado è in mostra a Reggio Emilia
L'Africa di Sebastião Salgado è in mostra a Reggio Emilia

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