Una mostra sui sogni: parte quest'estate la 58a Biennale di Belgrado


L’edizione numero 58 della Biennale di Belgrado è in programma quest’estate e sarà una mostra tutta dedicata al tema dei sogni: s’intitolerà ’The Dreamers’.

Si terrà quest’estate l’edizione numero 58 della Biennale di Belgrado: dal 4 giugno al 22 agosto 2021, l’October Salon (questo il nome ufficiale della manifestazione fondata nella capitale serba nel 1960), rinviata di un anno a causa della pandemia di Covid-19, accoglierà il pubblico mostrando le opere dei 64 artisti partecipanti. L’edizione di quest’anno s’intitola The Dreamers ed è curata da due italiani, Ilaria Marotta e Andrea Baccin. The Dreamers intende indagare lo spazio dei sogni come metaforico spazio di libertà in grado di rileggere categorie, regole e ruoli, e le più comuni certezze. Attraverso lo sguardo dei sognatori la mostra indaga la complessità del mondo attuale e “la capacità di creare Mondi (ora più che mai) non soltanto ereditare e vivere all’interno di quelli esistenti” (Ian Cheng).

Ripercorrendo il fondamentale ruolo dei sogni nella definizione dello spirito più autentico dell’essere umano, in ogni età e cultura, la mostra definisce il mondo onirico come uno spazio atemporale e universale, capace di oltrepassare le barriere culturali, di genere, di religione, di espressione e di lingua. La parte più corposa della mostra (che conta oltre 140 opere di cui 40 nuove produzioni, 20 interventi pubblici e diversi lavori realizzati site-specific) è ospitata al Museo della Jugoslavia col suo parco circostante, cui si affiancano le gallerie del Cultural Centre of Belgrade e il Film Program presentato al Movie Theatre.

“In uno slittamento di piani, tempi e di spazi”, scrivono i curatori, “The Dreamers incarna la presenza di mondi diversi che come sogni procedono per libere associazioni e per frammenti, in un rimbalzo di immagini e riferimenti tra dimensione sognata, immaginazione, proiezione onirica, sfera virtuale e realtà esistente”.

The Dreamers è arricchita da una Reading Room che comprende un ampio archivio di ricerca, di libri e film indicati dagli artisti, e alcune nuove produzioni editoriali realizzate appositamente per l’occasione; inoltre una libreria a cura di Alexis Zavialoff, fondatore di Motto Distribution, presenta una selezione di titoli tra magazine, libri d’artista, saggi e cataloghi. Completano The Dreamers un programma di performance e interventi realizzati in luoghi pubblici e privati della città, come l’edificio brutalista BIGZ building, il sottopassaggio pedonale di piazza Terazije, il Branko’s Bridge, la strada pedonale di Trg Republike, il DIM club, oltre ad altri luoghi individuati per interventi site-specific, tra cui un’installazione di Cyprien Gaillard, che l’artista ha donato alla città e resterà in modo permanente.

Il catalogo, pubblicato in doppia edizione serba e inglese dal Cultural Center of Belgrade in collaborazione con CURA.BOOKS, contiene testi di Ilaria Marotta e Andrea Baccin e contributi di curatori, ricercatori e filosofi, tra cui: Mahfuz Sultan, Melanie Chan, Giulia Bini, Ben Vickers, Anthony Huberman, Tarek Elhaik, Matthew Spellberg, Emanuele Coccia, Hans Ulrich Obrist e altri, oltre al contributo scritto di Ian Cheng. Il volume è arricchito da un ampio atlante iconografico di opere con schede di Costanza Paissan e da un’originale sezione dedicata ai sogni d’artista ispirata al libro Sogni/Dreams edito da Hans Ulrich Obrist e Francesco Bonami nel 1999, che raccoglie contributi testuali e visivi inediti e un ricco apparato di riferimenti bibliografici e cinematografici degli artisti. L’identità grafica, ripensata per questa edizione rinnovata della Biennale, è stata realizzata da CURA. in collaborazione con Giandomenico Carpentieri, mentre il progetto editoriale è stato affidato a Dan Solbach; una inedita produzione in tiratura limitata è stata attivata con König Souvenir; mentre gli allestimenti sono stati curati dallo studio romano di Massimo Adario.

Di seguito gli artisti partecipanti: Jean-Marie Appriou, 1986; Marija Avramović e Sam Twidale, 1989/1988; Trisha Baga, 1985; Davide Balula, 1978; Cecilia Bengolea, 1979; Will Benedict, 1978; James Bridle, 1980; Dora Budor, 1984; Elaine Cameron-Weir, 1985; Ian Cheng, 1984; Claudia Comte, 1983; Sanja Ćopić, 1992; Matt Copson, 1992; Vuk Ćosić, 1966; Vuk Ćuk, 1987; Alex Da Corte, 1980; Jeremy Deller e Cecilia Bengolea, 1966/1979; Simon Denny, 1982; Nicolas Deshayes, 1983; DIS (Lauren Boyle, Solomon Chase, Marco Roso, David Toro), 2010; Aleksandra Domanović, 1981; David Douard, 1983; Cécile B. Evans, 1983; Cao Fei, 1978; Cyprien Gaillard, 1980; Nenad Gajić, 1982; Camille Henrot, 1978; David Horvitz, 1974; Klára Hosnedlová, 1990; Marguerite Humeau, 1986; Than Hussein Clark, 1981; Pierre Huyghe, 1962; Invernomuto (Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi), 2003; Alex Israel, 1982; Melike Kara, 1985; Nadežda Kirćanski, 1992; Josh Kline, 1979; Oliver Laric, 1981; Mark Leckey, 1964; Hannah Levy, 1991; Hana Miletić, 1982; Ebecho Muslimova, 1984; Katja Novitskova, 1984; Precious Okoyomon, 1993; Wong Ping, 1984; Sonja Radaković, 1989; Jon Rafman, 1981; Anri Sala, 1974; Bojan Šarčević, 1974; Max Hooper Schneider, 1982; Augustas Serapinas, 1990; Igor Simić, 1988; Marianna Simnett, 1986; Emily Mae Smith, 1979; Colin Snapp con Mauro Hertig, 1982/1989; Daniel Steegmann Mangrané, 1977; Diamond Stingily, 1990; Jenna Sutela, 1983; Nora Turato, 1991; Nico Vascellari, 1976; Jordan Wolfson, 1980; Guan Xiao, 1983.

Una mostra sui sogni: parte quest'estate la 58a Biennale di Belgrado
Una mostra sui sogni: parte quest'estate la 58a Biennale di Belgrado


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