I luoghi ultimi di Andrea Chiesi, a Ravenna la produzione dell'artista dai primi anni Duemila a oggi


A Ravenna fino al 24 marzo 2019 Andrea Chiesi è protagonista con la sua personale ’I luoghi ultimi’.

Ultima settimana per la mostra I luoghi ultimi, personale con cui Andrea Chiesi (Modena, 1966), tra i più apprezzati pittori italiani contemporanei, vincitore del Premio Cairo nel 2004, porta a Ravenna, a Palazzo Rasponi dalle Teste, una parte significativa della sua produzione, dai disegni dei primi anni Duemila fino ai lavori più recenti, come quelli che popolano la serie Eschatos. Quasi tutti hanno al centro i “luoghi ultimi” del titolo: “luoghi dipinti alla fine di un’era”, come evidenzia la presentazione della mostra, “sospesi nel tempo, in attesa di rinascere in una nuova forma e vita”, e ancora luoghi che “smettono di essere parte del paesaggio, rinascono in un mondo silenzioso, una astrazione mentale fuori dal tempo”. La rassegna, accompagnata dalla musica industrial di Tomat Petrella selezionata come sottofondo, si apre con una prima sala che espone alcuni dipinti del 2018, tratti proprio dalla serie Eschatos: opere caratterizzate dalla stessa meticolosità che contraddistingue la produzione matura di Chiesi, e in cui questa volta la natura si riappropria degli spazî abbandonati dall’uomo (che non compare mai nelle opere più recenti dell’artista modenese). Nella sala successiva il pubblico potrà soffermarsi a vedere un video documentario realizzato da Andrea Nocetti e Giulia Caverni e dedicato alla vita e al lavoro dell’artista, che consentirà al pubblico di immergersi anche nel suo studio e comprendere il processo che porta alla nascita dei dipinti di Chiesi.

La terza sala, la più grande dell’esposizione, è quella che mostra i visitatori le opere della serie Chaos oltre ad alcuni lavori degli esordî. Chiesi, la cui pittura si concentra soprattutto sui paesaggi contemporanei e in particolare sui luoghi abbandonati (grandi capannoni industriali in disuso, fabbriche, stazioni di servizio, periferie urbane), ha cominciato la propria carriera disegnando fogli a inchiostro che erano un riflesso della cultura punk nella quale si è formato (una produzione simile sopravvive nei suoi taccuini, alcuni dei quali sono esposti in mostra). Per rievocare le prime fasi della produzione dell’artista, a Ravenna figurano anche le copertine dei dischi da lui disegnate negli anni Novanta, che occupano un’intera vetrina: si tratta di opere realizzate per album di artisti come i CSI - Consorzio Suonatori Indipendenti, le Officine Schwartz, Andrea Chimenti. Nella sala è presente anche un raro Autoritratto del 2004 dipinto a olio su lino.

Nelle ultime due sale sono esposti altri lavori più recenti, da serie come Eschatos (che quindi torna anche nel finale dell’esposizione), Karma e Ucronie. Compaiono anche i lavori dedicati agli interni, riflessioni di Andrea Chiesi sulla memoria e la sua conservazione: si tratta di opere che raffigurano biblioteche e archivi abbandonati. Chiudono la rassegna i lavori dedicati ai sanatorî, altro soggetto ricorrente nella produzione di Chiesi. La mostra tuttavia non si conclude con le sue opere: Chiesi, da docente di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, ha infatti ritenuto opportuno dedicare due sale alle opere dei suoi allievi. La città è poi omaggiata anche con alcuni nuovi lavori, esposti nelle prime sale, dedicati alla Darsena di Ravenna, un altro dei “luoghi ultimi” raffigurati dal pittore nelle sue opere: vicino alla Darsena, peraltro, ha sede l’Accademia.

La rassegna è stata presentata lo scorso 24 febbraio da Giovanni Lindo Ferretti, storica voce dei CCCP prima e dei CSI e dei PGR poi, nonché amico di Andrea Chiesi. “Del tuo essere artista, della tua arte”, ha scritto Ferretti nella presentazione del volume Eschatos, l’ultima monografia di Andrea Chiesi, appena pubblicata con Silvana Editoriale, “trovo encomiabile la disciplina quotidiana a cui hai costretto il tuo talento. Limiti ben definiti nella scelta dei soggetti, della tecnica, fino allo spettro dei colori utilizzati. Una dedizione assoluta che ti ha permesso di padroneggiare lo sguardo e la mano. Il tuo occhio scompone e la mano ricompone ciò che contempli. Sveli e riveli. Non guardi a caso, contempli il tuo indagare. Ci vuole predisposizione ma non basta, bisogna allenarsi, fortificarsi, una dedizione in quotidiana disciplina per tutto il tempo di una vita”.

Di seguito, alcune immagini dalla mostra.

Immagini dalla mostra 'I luoghi ultimi' di Andrea Chiesi
Immagini dalla mostra I luoghi ultimi di Andrea Chiesi



Immagini dalla mostra 'I luoghi ultimi' di Andrea Chiesi
Immagini dalla mostra I luoghi ultimi di Andrea Chiesi



Immagini dalla mostra 'I luoghi ultimi' di Andrea Chiesi
Immagini dalla mostra I luoghi ultimi di Andrea Chiesi



Immagini dalla mostra 'I luoghi ultimi' di Andrea Chiesi
Immagini dalla mostra I luoghi ultimi di Andrea Chiesi



Immagini dalla mostra 'I luoghi ultimi' di Andrea Chiesi
Immagini dalla mostra I luoghi ultimi di Andrea Chiesi



Immagini dalla mostra 'I luoghi ultimi' di Andrea Chiesi
Immagini dalla mostra I luoghi ultimi di Andrea Chiesi



Immagini dalla mostra 'I luoghi ultimi' di Andrea Chiesi
Immagini dalla mostra I luoghi ultimi di Andrea Chiesi



Immagini dalla mostra 'I luoghi ultimi' di Andrea Chiesi
Immagini dalla mostra I luoghi ultimi di Andrea Chiesi



Immagini dalla mostra 'I luoghi ultimi' di Andrea Chiesi
Immagini dalla mostra I luoghi ultimi di Andrea Chiesi



Immagini dalla mostra 'I luoghi ultimi' di Andrea Chiesi
Immagini dalla mostra I luoghi ultimi di Andrea Chiesi

I luoghi ultimi di Andrea Chiesi, a Ravenna la produzione dell'artista dai primi anni Duemila a oggi
I luoghi ultimi di Andrea Chiesi, a Ravenna la produzione dell'artista dai primi anni Duemila a oggi


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