Per Antonio Fontanesi, protagonista dell'Ottocento tra Morbelli e Pellizza da Volpedo, una grande mostra a Reggio Emilia


Dal 6 aprile al 14 luglio 2019 i Musei Civici di Reggio Emilia ospitano la mostra ’Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza da Volpedo a Burri’

Il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia ospita, dal 6 aprile al 14 luglio 2019, una grande mostra dedicata a uno dei più importanti protagonisti dell’arte dell’Ottocento, Antonio Fontanesi (Reggio Emilia, 1818 - Torino, 1882). La rassegna intende celebrare il duecentesimo anniversario della nascita dell’artista reggiano, interprete del paesaggio romantico, artista sperimentatore e uomo inquieto.

La mostra, intitolata Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza da Volpedo a Burri e curata da Virginia Bertone, Elisabetta Farioli e Claudio Spadoni non soltanto ricostruisce il suo percorso artistico attraverso le opere più importanti, ma offre anche un inedito contributo critico alla conoscenza della sua arte insistendo sull’influenza che la sua arte ha avuto sugli artisti delle generazioni più giovani: molti infatti si riconobbero nel suo particolare approccio alla natura e al paesaggio, sospeso tra l’esigenza di rappresentazione del vero e l’urgenza di esprimerne le più intime emozioni.

Il pubblico avrà la possibilità di ammirare alcune delle più significative opere di Fontanesi, in arrivo da musei e collezioni private, ma non solo, perché le sue opere saranno poste a confronto con gli artisti che la critica ha collegato alla sua produzione, individuando possibili motivi di ispirazione in un lungo arco di tempo, che dagli anni Ottanta dell’Ottocento arriva fino agli anni sessanta del Novecento. Saranno documentati i rapporti con la cultura simbolista e divisionista attraverso opere di Vittore Grubicy, Leonardo Bistolfi, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli ma anche l’interesse per Fontanesi negli anni Venti, nelle opere di artisti come Carlo Carrà, Felice Casorati, Arturo Tosi, per arrivare, nell’ultima sezione, alle interessanti interpretazioni critiche degli anni Cinquanta di due dei più importanti storici dell’arte italiani di sempre, Roberto Longhi e Francesco Arcangeli. Lo stesso Arcangeli, nell’individuare una continuità tra la concezione moderna dell’arte e la grande tradizione ottocentesca, inserisce Fontanesi nell’evoluzione di un naturalismo che nel dopoguerra arriva a Ennio Morlotti, Mattia Moreni, Pompilio Mandelli spingendosi fino alle ricerche materiche di Alberto Burri.

Promossa dai Musei Civici di Reggio Emilia, in collaborazione con la Fondazione Torino Musei-Galleria d’arte moderna e la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, la mostra è realizzata in partnerariato con la Regione Emilia Romagna – Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali, la Fondazione Cassa di Risparmio P. Manodori di Reggio Emilia, Destinazione Emilia, Unioncamere Emilia Romagna, Camera di Commercio di Reggio Emilia, APT Servizi, col contributo art bonus di CAR SERVER, CREDEM, IREN.

Per ulteriori informazioni sulla mostra è possibile contattare i Musei Civici di Reggio Emilia ai numeri 0522 456477 o 0522 456805, inviare una mail a musei@municipio.re.it, o visitare il sito www.musei.comune.re.it.

Nella foto: Antonio Fontanesi, La Solitudine (1875; Musei Civici di Reggio Emilia)

Per Antonio Fontanesi, protagonista dell'Ottocento tra Morbelli e Pellizza da Volpedo, una grande mostra a Reggio Emilia
Per Antonio Fontanesi, protagonista dell'Ottocento tra Morbelli e Pellizza da Volpedo, una grande mostra a Reggio Emilia


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