I tessuti di luce di Daniel Buren illuminano Bergamo, per la prima volta in Italia


Si è aperta il 9 luglio, e dura fino al 1° ottobre, la mostra Daniel Buren. Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati, che porta al Palazzo della Ragione di Bergamo, nella Sala delle Capriate, le opere dell’artista francese Daniel Buren (Boulogne-Billancourt, 1938). Organizzata per iniziativa della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e curata dal direttore di quest’ultima, Lorenzo Giusti, la mostra intende presentare il lavoro di Buren all’interno di un luogo simbolo di una delle città italiane più colpite dalla recente pandemia: un gesto dalla forte valenza simbolica inteso come segno di rinascita.

Nel contesto della Sala delle Capriate, i tessuti luminosi di Buren, presentati per la prima volta in un museo italiano, ridefiniscono gli ambienti storicamente destinati all’amministrazione e all’esercizio della giustizia cittadina, gettando “nuova luce” sulle antiche forme del Palazzo e sugli affreschi che vi sono conservati, staccati dalle facciate delle case e dalle chiese dell’antico borgo urbano e qui collocati negli anni Ottanta del Novecento. I teli in fibra luminosa sono l’esito ultimo della ricerca di Buren, la parte recente e aggiornata del suo percorso creativo: non vogliono rappresentare soltanto l’evoluzione tecnologica di concetti e principi compositivi consolidati, ma intendono rappresentare una nuova condizione costruttiva, un nuovo modo di esistere nello spazio, in ragione delle loro qualità intrinseche, del loro essere portatori interni di sostanza raggiante e, allo stesso tempo, fonte di luce per gli ambienti.

Dall’incontro tra un gruppo di interventi “in situ”, immaginati appositamente per lo spazio della sala, e una serie di lavori “situati”, adattati cioè agli spazi del grande salone ma idealmente trasferibili in altri contesti, nasce il progetto di Buren per la città Bergamo, che per la prima volta apre le porte al pensiero e alla creatività del celebre artista francese affidandogli la rilettura di uno dei suoi luoghi storici più rappresentativi.

Quello di Buren vuole essere un lavoro “per” e “nello” spazio, un unicum scultoreo con un forte connotato plastico, indipendente e anti-decorativo, e, allo stesso tempo, con una predisposizione all’interpretazione e alla valorizzazione degli elementi artistici e architettonici preesistenti.

“L’apertura della mostra di Daniel Buren a Palazzo della Ragione è il segno più visibile della volontà della GAMeC di essere vicina alla comunità di Bergamo anche in questa delicata fase di ripartenza”, afferma Lorenzo Giusti. “L’appuntamento si affianca infatti alle attività promosse dalla Galleria nelle ultime settimane e pensate per le diverse fasce di pubblico, tra le quali il Campus per ragazzi (The Museum is Present) negli ambienti del museo e gli spettacoli di Radio GAMeC Real Live ospitati nel cortile”.

“In un momento così difficile per l’economia e per la cultura”, aggiunge Alberto Barcella, Presidente della GAMeC, “il museo ha potuto contare sul continuo supporto dei propri Soci Fondatori – il Comune di Bergamo e TenarisDalmine – oltre che su nuovi importanti sostenitori, come Barcella Elettroforniture e Italgen, il cui contributo è andato ad aggiungersi a quello consolidato di Fondazione UBI, Bonaldi Motori e Carvico”.

Esponente di spicco dell’Institutional Critique, la tendenza all’interrogazione critica delle istituzioni artistiche emersa intorno alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, Daniel Buren ha utilizzato per la prima volta nel 1965, come supporto per la propria pittura ridotta al grado 0, una tenda da sole, il cui motivo a bande verticali bianche e colorate di 8.7 cm è divenuto, da quel momento in avanti, un dispositivo visivo utilizzato dall’artista in tutti i propri lavori, dalle mostre alle commissioni pubbliche. Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati nasce dall’incontro tra questi fondamentali orientamenti della ricerca dell’artista e l’interesse più recente per la luce, e in particolare per le qualità e il potenziale estetico e costruttivo della fibra ottica.

La mostra sarà visitabile, a ingresso gratuito, dal martedì al venerdì dalle 16 alle 20 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 22.

Nella foto: Daniel Buren, Fibres optiques tissées, installation view alla mostra Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati, GAMeC, Palazzo della Ragione, Bergamo, 2013 - 2020. Copyright Daniel Buren by SIAE 2020. Foto di Lorenzo Palmieri

I tessuti di luce di Daniel Buren illuminano Bergamo, per la prima volta in Italia
I tessuti di luce di Daniel Buren illuminano Bergamo, per la prima volta in Italia


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