Gely Korzhev torna a Venezia dopo la Biennale del 1962


Ca’ Foscari Esposizioni accoglie il pittore russo Gely Korzhev dedicandogli una rassegna. Torna così a Venezia dopo la Biennale del 1962.

Dopo 57 anni dalla sua partecipazione alla XXXI Biennale di Venezia, uno dei pittori più eminenti russi della seconda metà del Novecento torna nella laguna: Gely Korzhev

L’esposizione Gely Korzhev. Back to Venice, realizzata grazie alla collaborazione tra Galleria Tret’jakov, the Institute of Russian Realist Art e il Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) di Ca’ Foscari, con il sostegno di IntesaSanpaolo, intende restituire attraverso documenti, fotografie, proiezioni e con il ricorso alle Information and Communication Technologies, la concretezza del trittico del pittore russo, la sala Korzhev e altri segni importanti presenti nel Padiglione dell’URSS del 1962.

La mostra, che si terrà dal 10 maggio al 3 novembre 2019 presso Ca’ Foscari Esposizioni, presenterà al pubblico una consistente selezione di opere dell’artista, oltre cinquanta dipinti. Non intende essere una mostra antologica, ma una rassegna suddivisa per temi ben definiti: i monumentali nudi dell’artista, le sue nature morte, alcuni altri esempi particolarmente riusciti della sua originale declinazione della pittura realista sovietica; il centro essenziale del percorso si concentra tuttavia sulle immagini della memoria degli anni della Grande Guerra Patriottica, la seconda guerra mondiale. Tra queste, Tracce di guerra realizzato tra il 1963 e il 1964. Concluderanno la mostra le meditazioni visive del pittore sul collasso del sistema sovietico: dipinti a volte di accorato coinvolgimento, altre volte di recisa denuncia sociale, altre ancora grottesche, come nelle degenerazioni ibride dei cosiddetti Tyurlikis e negli scheletri dell’URSS.

L’esposizione è anche l’occasione per rileggere l’esordio veneziano dell’artista, alla Biennale del 1962. Qui Korzhev espose una sorta di autoritratto in movimento (L’artista inginocchiato del 1961, che sta realizzando un piccolo nudo di donna a gessetti sul ciglio di un marciapiede, e tiene accanto a sé un basco con qualche moneta offerta dai passanti) e soprattutto il trittico Comunisti (1957-1960), ora al Museo Russo di Stato di San Pietroburgo. Tre grandi tele, di cui due verticali e una orizzontale: la prima, intitolata Internazionale, è dominata da due figure in piedi, due soldati dell’Armata Rossa su un campo di battaglia, una che suona il corno, l’altra, di spalle, che regge virilmente il vessillo del reggimento; la seconda, quella orizzontale, dal titolo Alzando la bandiera, mostra un civile inginocchiato che prende in mano la bandiera rossa abbandonata da un compagno caduto; la terza, Omero: lo studio, ha come protagonista uno scultore, in abiti militari, intento a modellare un busto del poeta greco.

La rassegna è a cura di Faina Balachovskaja, Giuseppe Barbieri, Silvia Burini e Nadezhda Stepanova. 

Per info: www.unive.it/esposizioni

Orari: Da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Chiuso il lunedì. 

Ingresso libero

Immagine: Gely Korzhev, Alzando la bandiera. Parte centrale del trittico Comunisti (1960; olio su tela)

 

Gely Korzhev torna a Venezia dopo la Biennale del 1962
Gely Korzhev torna a Venezia dopo la Biennale del 1962


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