Inhuman, una mostra per riflettere sull'universalitÓ del degrado umano e della violenza


Dal 18 luglio il Castello di Barletta ospiterà la mostra Inhuman che rientra nel Circuito  del Contemporaneo.

Nel Castello di Barletta sarà inaugurata il 18 luglio la mostra Inhuman, curata da Giusy Caroppo. La rassegna rientra nel Circuito del Contemporaneo, progetto con cui la Regione Puglia, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, intende creare una rete per la produzione e la fruizione dell’arte contemporanea.

La mostra si svilupperà nei sotterranei del maniero e intende sollecitare una riflessione sull’universalità del degrado umano, della violenza esercitata dal singolo o dal potere. 

Il tema sarà interpretato da interventi site specific e opere di alcune famose serie di tre artisti internazionali: Kendell Geers, Oleg Kulik e Andres Serrano.

Kendell Geers, nato in una famiglia afrikaans bianca della classe operaia durante il periodo dell’apartheid, ha abbracciato fin da ragazzo il movimento anti-apartheid. In Inhuman declina, attraverso diversi mezzi, quali neon, opere ad acrilico, sculture inedite o reinventate, il suo impegno di artista militante volto a denunciare ogni abuso di potere e a ritrovare una nuova spiritualità. Nel percorso, incentrato su uno stretto dialogo con le opere di Oleg Kulik, Geers interviene con installazioni che concentrano l’uso della forza; centrale è soprattutto il simbolo religioso cristiano o animista e la scelta di comunicare al pubblico anche attraverso l’uso più diretto della parola.

Il racconto si intreccia con i contributi, tra fotografia, video e installazioni site specific, del russo Oleg Kulik, artista visivo, performer e attivista politico a favore della salvaguardia dell’ambiente e delle specie animali. Da performance storiche e visionarie testimoniate da videoinstallazioni, a quelle più strettamente connesse alla sua simbiosi con il mondo animale fino a messaggi contro la falsa morale, la violenza delle guerre, le sperimentazioni ai danni degli esseri viventi.

La forza esplicita delle immagini caratterizza la sequenza di otto opere selezionate dalla serie Torture di Andres Serrano, realizzata nel 2015 ed esposta in una delle sale cannoniere del Castello. Anonime vittime di torture incappucciate, insanguinate, inginocchiate e costrette a reggere posizioni innaturali ed estreme, per chiudere con l’essenza dell’assenza d’aria, sintetizzata  dall’emblematico interno, stretto e lungo, del carcere di sicurezza a Buchenwald.

Immagine: Kendell Geers, Crocifisso (1994; nastro chevron, 95x69x16 cm) Courtesy Kendell Geers

 

Inhuman, una mostra per riflettere sull'universalitÓ del degrado umano e della violenza
Inhuman, una mostra per riflettere sull'universalitÓ del degrado umano e della violenza


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Ottocento     Novecento     Cinquecento     Firenze     Quattrocento     Barocco     Genova     Toscana    

NEWSLETTER