Era un'artista di talento, ma fu costretta a fare la moglie e madre borghese. Una mostra riscopre Carla Maria Maggi


Dall’8 marzo al 3 maggio 2020, la Villa Borromeo d’Adda di Arcore ospita la mostra ’Carla Maria Maggi, l’artista ritrovata’.

La città di Arcore celebra l’8 marzo riscoprendo un’artista di talento di cui s’era persa memoria, perché malgrado le sue abilità si trovò a dover recitare una parte non sua: parliamo di Carla Maria Maggi (1913 - 2004), protagonista della mostra Carla Maria Maggi, l’artista ritrovata, in programma dall’8 marzo al 3 maggio 2020 alla Villa Borromeo d’Adda di Arcore (provincia di Monza-Brianza). Carla Maria Maggi ha dipinto per un periodo molto breve della sua vita, malgrado le sue opere avessero rivelato un talento promettente. Infatti, come molte altre artiste del suo tempo, la pittrice, figlia della buona società milanese degli anni Trenta, dopo il matrimonio ha dovuto mettere da parte il proprio talento pittorico e vestire i panni della moglie e madre perfetta, secondo i canoni del benpensantismo borghese del tempo. Prima di dimenticare il suo essere artista, però, la Maggi ha lasciato diverse opere che raccontano un’epoca, ritraendo con sensibilità il mondo che lei frequentava.

Allieva di Giuseppe Palanti, Carla Maria Maggi smise di dipingere per seguire le regole sociali alle quali il marito la richiamava, e le sue opere furono riscoperte dal figlio, per caso, nascoste nel solaio della casa di campagna della famiglia. Dopo la riscoperta, della sua opera si sono occupati storici e critici d’arte come Rossana Bossaglia, Vittorio Sgarbi e Elena Pontiggia. Le opere della Maggi sono state così esposte a Milano, a Londra e, con straordinario successo, al National Museum of Women in the Arts di Washington (dove La Sigaretta, capolavoro della pittrice, è rimasta esposta, in prestito temporaneo, per qualche anno) e sono diventate motivo di riflessione e studio della condizione delle donne artiste fino a tempi molto recenti, ma anche ragione di riscoperta della poco nota, ma interessante, pittura borghese della Milano degli anni Trenta.

Il corpus dell’opera della Maggi è composto da una quarantina di opere che comprendono ritratti, nature morte e (cosa molto rara per una donna artista del tempo) nudi femminili ritratti dal vero. Carla Maria Maggi ha rappresentato magistralmente nella sua opera la società che frequentava e rappresentava: da una parte il bel mondo dell’alta borghesia milanese, divisa tra la città e i luoghi di villeggiatura, dall’altra la bohème degli ambienti di Brera e della Scala, liberi e pieni di stimoli per chi, come lei, volevano vivere nell’arte. Quella di Carla Maria Maggi, artista interrotta, è una storia che vale la pena di essere raccontata, tanto quanto la sua pittura è degna di essere osservata con attenzione.

La riscoperta è relativamente recente: si può citare come base il lavoro della storica dell’arte Simona Bartolena che, incaricata dagli eredi della pittrice, nel 2007 ha scritto un volume dedicato alla Maggi, pubblicato dalla casa editrice Skira. L’anno successivo Palazzo Reale di Milano ha ospitato una mostra, curata dalla Pontiggia con un contributo della stessa Bartolena, interamente dedicata all’opera della pittrice messa in relazione con gli altri grandi ritrattisti del suo tempo. Ora, a dodici anni dalla mostra a Palazzo Reale di Milano, l’opera della Maggi torna a essere esposta pubblicamente, in un evento d’eccezione curato proprio da Simona Bartolena.

La mostra, realizzata con la collaborazione con gli eredi dell’artista, è raccontata attraverso il corpus pressoché completo delle opere della pittrice e mediante pannelli didattici che ne narrano la vicenda personale. Per l’occasione sarà esposta anche una tela inedita, recentemente trovata in una collezione privata. Il catalogo dell’esposizione sarà disponibile in mostra.

Orari d’apertura: giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 14 alle 18:30. Biglietti: intero 5 euro, ridotto 3 euro. Visite guidate ogni prime domeniche del mese dalle 15:00 alle 18:00. Per informazioni per visite guidate per gruppi in altre date (anche fuori orario di apertura): info@associazioneheart.it. La mostra è patrocinata da Regione Lombardia e Italy Committee - National Museum of Women in the Arts. L’evento è inserito nel calendario di MuseoCity 2020.

Immagine: Carla Maria Maggi, La sigaretta (1934; olio su tela, 80 x 59 cm)

Era un'artista di talento, ma fu costretta a fare la moglie e madre borghese. Una mostra riscopre Carla Maria Maggi
Era un'artista di talento, ma fu costretta a fare la moglie e madre borghese. Una mostra riscopre Carla Maria Maggi


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