Nuoro, riaperta la mostra sulle relazioni tra Sardegna e Piemonte dal 1720 agli anni Sessanta


Al MAN di Nuoro riapre la mostra “Il regno segreto. Sardegna-Piemonte: una visione postcoloniale”, con proroga fino al 15 novembre.

Doveva aprire dal 13 marzo al 14 giugno, ma l’emergenza Covid-19 ha costretto il Museo d’Arte di Nuoro a sospenderla. Stiamo parlando della mostra Il regno segreto. Sardegna-Piemonte: una visione postcoloniale che riapre dal 29 maggio al 15 novembre.

Attraverso il lavoro di artisti, musicisti e intellettuali, la rassegna rappresenta un’ampia e articolata indagine storiografica e culturale che rivela la relazione tra Sardegna e Piemonte, dal 1720 agli anni Sessanta del Novecento, raccogliendo una varietà di opere d’arte, documenti, manufatti, testi letterari, illustrazioni, ceramiche, fotografie e spartiti musicali, provenienti da prestigiose istituzioni italiane.

Completa la mostra una sezione dedicata all’animazione curata da Fondazione Sardegna Film Commission che, in collaborazione con il MAN, ha sviluppato quattro format sperimentali di corti d’animazione dedicati agli illustratori sardi attivi in Piemonte nel Novecento.

La mostra svela un volto inedito del Regno di Sardegna, un regno segreto, ricco di storie non ancora esplorate e fatto di prolifici incontri e grande mobilità, narrato per lo più in termini polemici dalla storiografia sarda e con numerosi equivoci da quella piemontese.

La relazione tra le due regioni iniziò infatti nel 1720, quando l’isola divenne sabauda, e da allora gli scambi e le transazioni culturali tra i due territori si intensificarono sempre più, determinando un’epoca di movimenti di persone, oggetti e idee che cambiò profondamente il destino di Sardegna e Piemonte e avrebbe contribuito alla costituzione del Regno d’Italia e allo sviluppo di una cultura nazionale. Adottando una prospettiva postcoloniale, il percorso espositivo illustra il processo di acculturazione e influenza reciproca tra Sardegna e Piemonte, sino ad annullare lo stereotipo della formula “dominati e dominanti” per dare spazio alla libera reinvenzione di segni e stili protrattasi per oltre due secoli.

Luca Scarlini, curatore della mostra, scrive nel testo in catalogo: “La mostra esplora, per tramite di profili artistici, di microstorie, di fatti di costume, di vicende ufficiali, di situazioni politiche, di aneddoti biografici, di storie d’amore e guerra, di documenti, di illustrazioni, di legami spesso dimenticati, o mai chiariti, la costruzione di un mondo di segni tra Piemonte e Sardegna, senza una visione preconcetta, né tesi da dimostrare. Nelle sale del MAN di Nuoro va in scena lo spettacolo di un luogo reale e immaginario a un tempo, di cui vengono fornite le mappe, forse per la prima volta, in modo organico, ricostruendo allo stesso tempo un episodio capitale, e ancora in larga parte da esplorare, della recente storia italiana”.

La mostra è corredata da un ampio catalogo monografico edito da Ilisso che raccoglie saggi inediti appositamente commissionati a importanti autori e scrittori sardi e piemontesi quali Marcello Fois, scrittore, commediografo e sceneggiatore, Gianni Farinetti, giallista, sceneggiatore e regista, Maria Paola Dettori, storica dell’arte, Luciano Marrocu, storico e scrittore, e Luigi Fassi, direttore del MAN.

Per tutte le informazioni potete visitare il sito ufficiale del MAN di Nuoro.

Nell’immagine: Vittorio Accornero per Gucci, Foulard Costumi italiani (anni Sessanta, seta, 87 x 87 cm) Courtesy Federico Spano

Nuoro, riaperta la mostra sulle relazioni tra Sardegna e Piemonte dal 1720 agli anni Sessanta
Nuoro, riaperta la mostra sulle relazioni tra Sardegna e Piemonte dal 1720 agli anni Sessanta


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