Per Piero Manzoni un'importante mostra monografica a New York che per la prima volta ricostruisce i suoi ambienti


Dal 25 aprile al 26 luglio 2019, la galleria Hauser & Wirth di New York ospita la mostra Piero Manzoni. “Materials of His Time” and “Lines”.

S’intitola Piero Manzoni. “Materials of His Time” and “Lines” l’importante mostra che la Galleria Hauser & Wirth di New York dedica a Piero Manzoni (Soncino, 1933 - Milano, 1963), dal 25 aprile al 26 luglio 2019. Piero Manzoni è una delle più importanti figure dell’arte italiana del dopoguerra ed è considerato uno dei padri dell’arte concettuale: la sua carriera durò pochissimo (l’artista scomparve a soli trent’anni), ma ciò non impedì a Manzoni di diventare uno degli artisti più influenti del suo tempo. La rassegna newyorkese, curata da Rosalia Pasqualino di Marineo, direttore della Fondazione Piero Manzoni di Milano, si sviluppa su due piani e si focalizza su due tra i più importanti filoni della produzione di Manzoni: gli Achromes e le Linee. Intento dell’esposizione è quello di presentare Manzoni come uno dei più grandi del suo tempo ponendolo al livello di maestri come Lucio Fontana e Yves Klein, i cui esperimenti ancora influenzano l’arte di oggi.

Manzoni diede vita a un importante punto di svolta nell’ambito della funzione dell’opera d’arte, eliminando dalla sua pratica, nel 1957, l’utilizzo dei materiali tradizionali, e cominciando la serie nota come Achrome: il termine, letteralmente “senza colore”, veniva attribuito a opere bianche, del tutto prive di colori, prodotte tra il 1957 e il 1963. Con questo ciclo, l’artista voleva indicare che i tradizionali problemi della pittura erano morti da tempo, e che l’arte avrebbe parlato un nuovo linguaggio, consentendo agli artisti di adoperare i materiali propri del loro tempo. Manzoni produsse circa ottocento Achrome, e in mostra ne sono presenti settanta, per testimoniare l’approccio rivoluzionario dell’artista nei confronti dei materiali (per i suoi Achrome, utilizzò stoffe, cotone, fibre, pagnotte, pellicce sintetiche e naturali, paglia, pietre, polistirene e molti altri materiali insoliti). Nella sua ricerca, Manzoni rifiutava l’idea di arte come rappresentazione o espressione: piuttosto, sottolineò il valore dell’opera d’arte come uno spazio totale, capace di comprendere anche materiali grezzi e assenza di colore (riteneva che anche due colori fossero troppi, dal momento che avrebbero distratto da un coinvolgimento puro e immediato con la superficie e le forme).

La rassegna presenta anche, per la prima volta a New York, gli oggetti che Manzoni indicò in una sorta di singolare wish list descritta in una lettera che inviò nel 1961 al suo amico Henk Peeters: una stanza in pelliccia bianca e un’altra ricoperta di vernice fluo. Nella sua convinzione che l’opera d’arte dovesse essere uno spazio totale, Manzoni infatti concepì l’idea di ambienti risultanti da minimi interventi su stanze: durante l’arco della sua breve vita, gli spazi immersivi da lui immaginati non furono mai creati, ma per la prima volta Hauser & Wirth daranno corpo al “sogno” di Manzoni più di mezzo secolo dopo il suo concepimento, grazie anche al supporto della Fondazione Piero Manzoni.

Nella seconda sezione di Piero Manzoni. “Materials of His Time” and “Lines”, sono invece esposti trentacinque lavori dal filone delle Linee, che Manzoni cominciò a sviluppare nel 1959 in parallelo agli Achrome: si tratta di semplici linee che attraversano fogli di carta rettangolare, e tracce create con rulli sopra strisce di carta. Per Manzoni, la linea poteva essere tracciata senza limiti di lunghezza e senza che comportasse problemi relativi alla composizione o alle dimensioni. L’artista in totale produsse novanta Linee di varie dimensioni, che venivano poi inserite in contenitori di forma cilindrica. La serie conobbe il suo apice nel 1960 con la Linea lunga 7.200 metri, realizzata ad Herning, in Danimarca. Inoltre, Manzoni realizzò, sempre nel 1960, anche una scultura di legno intitolata Lina di lunghezza infinita, un lavoro puramente concettuale, che in mostra viene presentato in una ricostruzione della mostra in cui Manzoni espose nel 1959 per l’apertura della celeberrima galleria Azimut di Milano (dove furono esposti dodici lavori della serie delle Linee). E ancora, nell’esposizione di New York viene esposto il corto Le lunghe linee, presentato per la prima volta con una nuova colonna sonora.

La rassegna si completa con una presentazione del materiale d’archivio della collezione Guido e Gabriella Pautasso: libri, documenti, manoscritti battuti a macchina da Manzoni consentiranno un approfondimento sul suo metodo di lavoro. La sezione, curata da Guido Pautasso e Irene Stucchi, permette di tracciare una biografia dell’artista riportando in vita il suo viaggio tutto personale nell’arte, presentato con dovizia al pubblico contemporaneo. E ancora, in occasione di Piero Manzoni. “Materials of His Time” and “Lines”, Hauser & Wirth presenterà due nuovi cataloghi che forniscono una completa analisi storica e critica dei due principali filoni dell’arte di Manzoni.

La mostra si tiene presso la sede di Hauser & Wirth della 22nd Street di New York. Apertura dal martedì al sabato dalle 10 alle 18, chiuso il lunedì e la domenica, ingresso gratuito. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito di Hauser & Wirth.

Nell’immagine, una sala della mostra Piero Manzoni. “Materials of His Time” and “Lines”. Ph. Credit Thomas Barratt. © Fondazione Piero Manzoni, Milano

Per Piero Manzoni un'importante mostra monografica a New York che per la prima volta ricostruisce i suoi ambienti
Per Piero Manzoni un'importante mostra monografica a New York che per la prima volta ricostruisce i suoi ambienti


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