La Madonna Diotallevi, capolavoro giovanile di Raffaello, in mostra a Rimini al Museo della Città


Da Berlino arriva a Rimini un capolavoro giovanile di Raffaello: la Madonna Diotallevi. L’opera, appartenuta a un nobile riminese nell’Ottocento, è in mostra al Museo della Città.

Una delle più affascinanti Madonne di Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 - Roma, 1520) è in mostra a Rimini, dove è tornata dopo 178 anni. Si tratta della Madonna Diotallevi, che è tornata ieri in Romagna per le celebrazioni del cinquecentenario della scomparsa dell’artista urbinate: l’opera, che prende il nome dal suo ultimo proprietario privato, il marchese riminese Audiface Diotallevi, arriva in prestito dai Musei Statali di Berlino e potrà essere ammirata al Museo della Città di Rimini fino al 10 gennaio 2021. La mostra ha l’obiettivo di contestualizzare il capolavoro nell’ambito della storia del collezionismo e al contempo di approfondire l’attività giovanile di Raffaello, nell’ambito della quale va collocata la Madonna Diotallevi.

L’opera, databile al 1504 circa, è a Berlino dal 1842, quando Audiface Diotallevi vendette l’opera a Gustav Friederich Waagen, funzionario dei musei berlinesi che fu il primo a riconoscere il dipinto come un’opera di Raffaello, dal momento che fino ad allora era considerata dipinta dal Perugino: così, Waagen raccomandò l’acquisto al direttore generale Ignaz von Olfers, che dispose di comperare l’opera, ceduta per la somma di 150 talleri luigini (“poiché questo dipinto”, prevedeva il museo, “sarà uno dei più richiesti del mondo”). Da allora dinnanzi alla Madonna Diotallevi si sono avvicendati i più grandi critici, da Passavant a Bode, da Cavalcaselle a Morelli, da Fischel a Venturi, da Berenson a Longhi, restituendo una serie di suggestioni e letture. Tuttavia, come per tante Madonne di Raffaello, anche questa ha conservato il nome dell’ultimo proprietario privato. Non si hanno invece notizie sulla sua vicenda precedente, né conosciamo la provenienza originaria.

La tavola del giovane Raffaello, oltre a consentire di ammirare un frutto ancora acerbo ma già carico di promesse della sua arte, si rivela un mezzo tramite il quale il Museo intende raccontare la Rimini dell’Ottocento, i suoi più eminenti personaggi, le collezioni che svelano una ricchezza artistica finora insospettata che apre idealmente all’Europa e poi al mondo.

La Madonna Diotallevi sarà, come detto, inquadrata nell’ambito del collezionismo di Audiface Diotallevi, che nella propria raccolta vantava opere attribuite a Leonardo da Vinci, a Bellini, al Correggio, a Benvenuto Tisi detto il Garofalo, poi finite in alcuni dei più importanti musei mondiali. A questi si aggiungono il Crocifisso di Giovanni da Rimini, donato da Adauto Diotallevi al museo cittadino nel 1936, e l’Incoronazione della Vergine di Giuliano da Rimini (meglio nota come “polittico del duca di Norfolk”) appartenuta allo stesso Audiface, che è stata restituita alla città nel 1998 grazie all’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. Sono tavole presenti oggi al Museo della Città, che dialogheranno con la Madonna di Raffaello nel percorso espositivo.

“Un incontro”, afferma il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, “tra innovazione e tradizione, come spesso è capitato nel corso della storia di Rimini quando si sono incrociati momenti cruciali per la storia e lo sviluppo della città, negli anni legati a quest’opera, nella prima metà dell’800, in cui una borghesia illuminata, tra stabilimenti dei bagni e nuovo teatro, fu al centro di un cambiamento epocale, ed anche in questi anni in cui la città sta vivendo un radicale cambiamento scegliendo per il proprio futuro l’arte e la sua potenza straordinaria”.

La mostra, intitolata Raffaello a Rimini, e curata da Giulio Zavatta, storico dell’arte dell’Università di Venezia, autore del recente volume sulla Madonna Diotallevi, è promossa dai Musei Comunali di Rimini. Il catalogo, sempre a cura di Giulio Zavatta, è edito da NFC Edizioni. Lo studio riminese Cumo Mori Roversi architetti ha realizzato il progetto allestitivo che valorizza il capolavoro di Raffaello e assicura la maggiore sicurezza in relazione alle norme anti-Covid. Gli orari d’apertura: dal martedì al venerdì dalle 9:30 alle 13 e dalle 16 alle 19, il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 19, i lunedì non festivi chiuso. La visita può avvenire esclusivamente previa prenotazione, collegandosi al sito del Festival del Mondo Antico oppure al sito dei Musei Comunali di Rimini. Biglietto intero euro 8; ridotto euro 6; biglietto speciale famiglia euro 20; gratuito fino a 6 anni. Il biglietto dà diritto all’ingresso e alla visita, della durata di circa 30 minuti, con l’accompagnamento di un operatore museale. È possibile concordare visite riservate, condotte da una guida, telefonando allo 0541.704421-26 al costo di euro 50 per l’intero gruppo più biglietto di ingresso ridotto per ogni partecipante. L’ingresso è consentito a gruppi di massimo 14 persone.

Previsti anche biglietti cumulati: biglietto di ingresso mostra Raffaello a Rimini e Museo della città con Domus del Chirurgo (10 euro intero 8 ridotto); biglietto di ingresso mostra Raffaello a Rimini e PART Palazzi dell’Arte Rimini (10 euro intero, 8 ridotto); biglietto di ingresso mostra Raffaello a Rimini e Musei comunali (Museo, Domus, PART) 15 intero, 9 ridotto; visita guidata mostra Raffaello a Rimini e Teatro Amintore Galli 10 euro.

Raffaello, Madonna Diotallevi (1504 circa; olio su tavola, 69 x 50 cm; Berlino, Bode Museum)
Raffaello, Madonna Diotallevi (1504 circa; olio su tavola, 69 x 50 cm; Berlino, Bode Museum)


La Madonna Diotallevi nell'allestimento al Museo della Città di Rimini
La Madonna Diotallevi nell’allestimento al Museo della Città di Rimini


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