Prorogata la grande mostra a Forlì dedicata al mito di Ulisse nell'arte


La mostra Ulisse. L’arte e il mito, allestita nei Musei San Domenico di Forlì, riapre al pubblico. Prorogata fino al 31 ottobre 2020. 

Dopo la chiusura forzata, la mostra ai Musei San Domenico di Forlì dedicata alla figura di Ulisse riapre le sue porte al pubblico dal 19 maggio e sarà prorogata fino al 31 ottobre 2020. È stato possibile visitare virtualmente Ulisse. L’arte e il mito, attraverso i canali social e le molte iniziative digitali, ma adesso torna accessibile dal vivo, permettendo al pubblico di ammirare da vicino le opere esposte, nel rispetto delle misure sanitarie e di sicurezza previste (distanziamento tra i visitatatori, entrate contingentate, sanificazione degli spazi comuni, dispositivi di protezione personale). 

L’esposizione sarà visitabile negli orari già previsti, preferibilmente mediante prenotazione dei biglietti, telefonando al numero 199.15.11.34 o scrivendo a mostraforli@civita.it o con l’acquisto online dei biglietti tramite il circuito TicketOne.

Esposte oltre duecento opere, dall’antico al Novecento, suddivise in sedici sezioni, per approndire il mito di Ulisse nell’arte, tra dipinti, sculture, miniature, mosaici, ceramiche, arazzi e opere grafiche. 

Partendo dall’Ulisse di Sperlonga, opera marmorea risalente al I sec d.C.e dalla Afrodite Callipige dell’antichità, si snoderà un suggestivo percorso espositivo. Tra le opere più significative, il Concilio degli dei di Rubens, la Penelope del Beccafumi, la Circe invidiosa di Waterhouse in prestito dall’Australia, Le muse inquietanti di De Chirico, l’Ulisse di Arturo Martini e il cavallo statuario di Mimmo Paladino.  

La rassegna conta collaborazioni con i più importanti musei nazionali e internazionali, tra cui il Musée d’Orsay di Parigi, la Royal Academy di Londra, l’Hermitage di San Pietroburgo, il Metropolitan Museum of Art di New York, i Musei Vaticani, le Gallerie degli Uffizi e l’Università di Ginevra.

Ad aprire il viaggio è la nave greca arcaica di Gela, tra le più antiche del mondo, di cui è presente l’ossatura portante, databile tra il VI e il V secolo a.C., rinvenuta nel 1988 nel mare di Contrada Bulala, al largo di Gela, a cinque metri di profondità. Costituisce uno dei più emblematici ritrovamenti subacquei del patrimonio archeologico del Mediterraneo antico, che permette di conoscere non solo le caratteristiche dell’imbarcazione, ma la storia stessa della navigazione e le tecniche di costruzione navale impiegate dalle maestranze greche. Della nave greca ne avevamo parlato qui.

A questo link è possibile leggere l’intervista a Francesco Leone, curatore della mostra.

Per maggiori info: mostraulisse.it

Nell’immagine, la nave greca di Gela 

Prorogata la grande mostra a Forlì dedicata al mito di Ulisse nell'arte
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