Vicenza, Museo Diocesano

Musei d'Italia

2013, Decima puntata

Quest'oggi Ilaria ci porta in una delle città più belle d'Italia, Vicenza, per farci scoprire un museo poco conosciuto ma molto interessante: il Museo Diocesano di Vicenza, nato da poco (è stato infatti fondato nel 2005). Al suo interno il visitatore, in un preciso e sobrio allestimento che procede in ordine cronologico (ma con alcune sale tematiche, come quella dedicata alla collezione della Fondazione Pietro Nonis), potrà trovare significative testimonianze dell'arte sacra prodotta a Vicenza nel corso dei secoli, tra reperti archeologici, paramenti sacri, dipinti e sculture realizzati da importanti maestri come Francesco Maffei, Alessandro Maganza e altri. Da non perdere inoltre il "Gioiello di Vicenza", riproduzione in legno e argento della città cinquecentesca riconsegnato alla città il 7 settembre 2013, dopo che il Gioiello antico venne distrutto dalle truppe napoleoniche in transito da Vicenza.

Non a caso è stata nominata Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e infatti Vicenza è una bellissima città, forse non troppo presa in considerazione quando si deve scegliere la meta del nostro prossimo viaggio, sbagliando.

Vicenza è la città del Palladio, un ragazzo il cui vero nome era Andrea di Pietro e che si fece strada nell’architettura partendo dall’umile lavoro di scalpellino e tagliatore di pietra, per poi diventare quel grande architetto del Cinquecento riconosciuto da tutti per le sue meravigliose opere. Se vi interessa approfondire il suo percorso artistico ammirando i suoi disegni originali e i modelli delle sue “creazioni”, potete visitare il museo interamente dedicato a lui, il Palladio Museum. Il nome di Palladio gli venne dato da Giangiorgio Trissino, il famoso umanista che lo introdusse nella sua cerchia e che gli fece scoprire lo splendore del classicismo, soprattutto in un viaggio con lui a Roma.

Vicenza è organizzata in modo molto efficiente dal punto di vista museale, non solo perché ospita molti musei, nonostante la sua non grande estensione, ma anche perché lungo le sue vie troviamo numerosissimi pannelli esplicativi dei monumenti e dei palazzi più importanti. Inoltre, come in alcune altre città che abbiamo visitato, è possibile fare il biglietto unico dei musei civici e privati, permettendoci di ammirare tutte le bellezze di Vicenza a un prezzo molto ridotto. Si parte dal Teatro Olimpico, capolavoro del Palladio ispirato a teatri greci e romani dell’antichità, lasciato incompiuto alla sua morte nel 1580 e ultimato da Vincenzo Scamozzi con le scenografie raffiguranti le vie di Tebe, seguendo alla perfezione la prospettiva; si prosegue con il Palazzo Leoni Montanari, che contiene al piano nobile una raccolta di pittura veneta del XVIII secolo, mentre il piano superiore è interamente dedicato alle icone russe, il Museo Naturalistico Archeologico e la Pinacoteca Civica di Palazzo Chiericati, purtroppo ancora chiusa per lavori di restauro e riallestimento.

In questa puntata di Musei d’Italia, però, andiamo a scoprire meglio il Museo Diocesano, che occupa parte del palazzo vescovile, costruito intorno al XII secolo, ma poi ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Ilaria davanti all'ingresso del Museo Diocesano di Vicenza
Ilaria davanti all'ingresso del Museo Diocesano di Vicenza

Il percorso espositivo inizia con la sezione archeologica del primo Cristianesimo, con frammenti lapidei, arredi liturgici e la grande vasca battesimale in marmo proveniente dalla Cattedrale. Interessante è la presenza di croci etiopi nella sezione etnografica della Fondazione Pietro Nonis, una collezione di oggetti e manufatti di varie civiltà, soprattutto quella africana. Si prosegue con una raccolta di paramenti sacri, tra cui significativo è il piviale dei Pappagalli, tra i più antichi d’Europa. Di recentissima introduzione è il Gioiello di Vicenza: il modello in argento della città riconsegnato alla cittadinanza il 7 settembre 2013 durante la tradizionale processione verso il Santuario di Monte Berico; fu offerto come ex-voto alla Madonna di Monte Berico nel 1578 per scongiurare il pericolo della peste, ma sfortunatamente durante il periodo napoleonico venne distrutto dalle truppe francesi e recentemente è stato ricostruito per poter riconsegnare alla città, in maniera simbolica, il Gioiello.

Al primo piano sono esposti seguendo un ordine cronologico dipinti che testimoniano la produzione artistica vicentina nei secoli: partendo dal Quattrocento e Cinquecento possiamo ammirare una tavoletta con san Bernardino da Siena, Madonna e santi di Alessandro Maganza e l'Orazione nell'orto di Gerolamo Bassano. Nel Seicento occupa un posto di primo piano Francesco Maffei, che presenta bellissime opere come san Vincenzo con il modellino della città di Vicenza e l'Ultima Cena. Il Settecento si caratterizza per l'influsso del modello veneziano, che segna l'arte di Bartolomeo Litterini (suo è lo Sposalizio mistico di santa Caterina) e di Gerolamo Brusaferro, che realizzò il ciclo con le Storie di Cristo. Altri artisti che dominano la scena locale sono Costantino Pasqualotto e Antonio De Pieri.

Oltre alla pinacoteca, il museo ospita, nella loggia Zeno, una raccolta di oreficeria sacra, tra cui di grande importanza è il reliquiario della Sacra Spina, proveniente dalla chiesa di Santa Corona, chiesa vicentina assolutamente da visitare anche per il Battesimo di Cristo di Giovanni Bellini che si trova al suo interno; dipinto di enorme bellezza e particolare per lo sguardo di Cristo che ci segue da qualunque punto lo si osservi.

Un museo tutto da visitare per scoprire l'arte vicentina, in una città che merita di essere ammirata in ogni sua parte.



Informazioni utili



Il Museo Diocesano di Vicenza si trova nel centro storico della città veneta, in una zona chiusa al traffico privato (anche se nei dintorni, ovvero in quasi tutte le strade a ridosso della ZTL, è possibile trovare parcheggi, benché a pagamento: per trovarne di liberi, bisogna lasciare l'auto molto distante dal centro monumentale, per esempio nelle traverse di viale Bartolomeo d'Alviano). Per chi arriva in treno, dalla stazione ferroviaria il percorso è di circa 10-15 minuti: si prende viale Roma e si attraversa corso Palladio fino all'incrocio con il vicolo che conduce al Duomo, vicino al quale si trova il palazzo vescovile, sede del Museo. Dalla stazione partono anche diversi autobus che conducono al centro storico. Per info su orari e biglietti, il sito ufficiale è www.museodiocesanovicenza.it, dove potrete trovare anche la presentazione delle collezioni, un percorso virtuale e ampie informazioni sui servizi offerti.


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Ilaria Baratta