Sta per aprire un “museo galleggiante” sul lago d'Iseo, con un intervento di Daniel Buren


Aprirà il 24 aprile il nuovo Mirad’Or di Pisogne, uno spazio espositivo dentro una palafitta sul lago d’Iseo. L’inaugurazione con un intervento di Daniel Buren.

La data fissata per l’inaugurazione è il 24 aprile, dopodiché, quando scatteranno le zone gialle, potrà aprire al pubblico: parliamo di Mirad’Or, quello che da molti viene definito il primo “museo galleggiante” sul lago d’Iseo, uno spazio espositivo sorto su di una palafitta sulle acque del lago, nel borgo di Pisogne. L’edificio, fortemente voluto dal Comune di Pisogne, nasce da un’idea di Gigi Barcella, pubblicitario, già direttore creativo di Lowe Italia, ed è stato realizzato dall’architetto Mauro Piantelli dello Studio De8 di Bergamo, che si è ispirato ai celeberrimi Floating Piers di Christo. Al progetto, in qualità di finanziatore, ha partecipato anche l’azienda ISEO Serrature.

Il nome, Mirad’Or, fa riferimento a diversi elementi: si tratterà, anzitutto, di un “belvedere” sulle mostre d’arte contemporanea, dato che questa sarà la finalità della galleria galleggiante. Sarà poi un belvedere sul lago e sul suo paesaggio, con riferimento alla sua storia: il logo di Mirad’Or richiama infatti l’antico lavatoio attorno al quale la piattaforma si sviluppa.

“A Pisogne, borgo che s’affaccia sul lato bresciano del lago d’Iseo”, afferma Piantelli, “l’amministrazione comunale ci ha chiamati a riflettere sulla possibilità di realizzare un piccolo Belvedere, palafittato sul lago; questo scenario ci dà la possibilità di ampliare la riflessione sul rapporto tra landscape ed arte urbana. Il piccolo belvedere, Mirad’Or, diviene anche luogo d’installazioni d’arte. Nello scritto Sur quelques thèmes baudelaireiens, Walter Benjamin definisce il concetto di choc che l’uomo riceve dall’uso delle tecnologie nell’ambiente urbano. Riprendendo Freud, il filosofo tedesco sottolinea come l’uomo sia dotato di barriere per proteggersi dalle sovraeccitazioni esterne, dalle energie troppo intense. E’ compito della coscienza il proteggersi dell’uomo contro l’effetto traumatizzante dello choc, che rende rara la creazione e inabituale l’innovazione. L’arte è prima di tutto un modo di vedere, di ri-mirare, le cose del mondo. Prima dell’opera materiale abbiamo bisogno di ri-scoprire l’immateriale, di utilizzare appieno anche gli altri sensi. Il Mirad’Or non è una correzione artificiale dello choc, ma piuttosto la reale possibilità di una percezione, del mondo, protetta e intima. È un belvedere pubblico, una sorta di camera oscura e spazio rassicurante da cui scrutare le onde del lago che s’increspano ed il paesaggio che si ibrida nell’acqua, in quell’istante indefinito in cui la terra e il cielo s’incontrano. E’ una questione di luce, di riverberi e di visuali. Dal Mirad’Or saranno privilegiate le 2 visuali più significative di questo luogo: l’Accademia Tadini sul fronte contrapposto, per creare un legame fisico tra la pinacoteca ottocentesca ed il nuovo spazio per l’arte contemporanea, oltre alla vista verso sud-ovest, verso Toline, dove il lago viene perfettamente inquadrato dai due promontori sui lati opposti in un’immagine di perfetta transizione tra acqua–terra-cielo”.

La direzione artistica della galleria è stata affidata a Massimo Minini, titolare dell’omonima galleria di Brescia, che sarà affiancato da un gruppo di esperti dell’arte moderna. Per la prima esposizione è stato scelto l’artista francese Daniel Buren che ha pensato a un intervento con quattro grandi opere che dialogano con il contesto paesaggistico: strisce di tessuto i cui colori vivranno grazie alla luce del giorno che illuminerà le opere, mentre di notte queste ultime brilleranno grazie all’azione della luce della luna. Vi rimarranno esposte fino al 30 settembre.

Nella foto, il Mirad’Or. Credit Comune di Pisogne

Sta per aprire un “museo galleggiante” sul lago d'Iseo, con un intervento di Daniel Buren
Sta per aprire un “museo galleggiante” sul lago d'Iseo, con un intervento di Daniel Buren


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