I musei statali generano 117mila posti di lavoro e 27 miliardi di euro sul PIL. Ecco lo studio di BCG


Il ministro dei beni culturali Dario Franceschini ha presentato ieri a Roma, presso la sede del Ministero dei Beni Culturali, il rapporto Cultura: leva strategica per la crescita del Paese, elaborato dalla società Boston Consulting Group (BCG) per il ministero: si tratta di uno studio sulla rilevanza dei musei statali per l’economia e la società italiane. L’analisi è stata condotta in tre fasi: la prima ha riguardato l’analisi e la raccolta dei dati per fotografare la realtà odierna dei musei, la seconda è stata lo sviluppo di una metodologia per stimare l’impatto dei musei statali (considerando quattro ambiti: economico, sociale, culturale, ambientale), e la terza è stata la stima del potenziale del settore per il paese, alla luce di un’analisi di confronto internazionale su 30 musei e delle nostre esperienze nel settore museale e in settori affini.

L’analisi ha riguardato 358 musei statali: i 32 musei autonomi (dagli Uffizi al Parco del Colosseo, dalla Pinacoteca di Brera alle Gallerie Estensi e altri) e 326 musei afferenti ai 17 Poli Museali Regionali (il tutto su un totale di circa 5mila musei esistenti in Italia, tra musei pubblici, privati, ecclesiastici e altro). L’analisi ha rilevato che i 32 musei autonomi attraggono il 58% dei visitatori e generano l’87% dei proventi dei musei statali: circa metà dei musei analizzati è distribuita su cinque regioni (il Lazio, con 56, è la regione che ne conta di più, seguita da Toscana, 55, Campania, 35, Emilia Romagna, 29, e Veneto, 21) mentre l’83% dei visitatori si concentra su tre regioni (Lazio, 24,7 milioni, Campania, 11,6 milioni e Toscana, 7,5 milioni sono le prime tre regioni).

Per quanto riguarda i quattro ambiti d’impatto sono stati studiati diversi fattori. Per l’ambito culturale: la ricerca (il 56% dei musei hanno svolto ricerca o pubblicazioni), le audioguide (offerte dall’11% dei musei), la percentuale di opere esposte al pubblico (mediamente il 6%), i restauri (il 49% dei musei ha restaurato opere). Per l’impatto sociale: i partecipanti ad attività didattiche (3 milioni), gli studenti in visita scolastica (7 milioni), i posti di lavoro generati (117mila tra diretti e indiretti) e i visitatori complessivi (53 milioni). Per l’impatto economico: i ricavi da visitatori (278 milioni di euro), l’impatto sul Prodotto Interno Lordo (27 miliardi di euro, l’1,6% del PIL), i contributi raccolti dai privati (3 milioni di euro). Infine, per l’impatto ambientale, è stato calcolato l’impatti di Co2 (73 kt). I dati sono riferiti al 2017.

La ricerca ha inoltre rilevato che 2 turisti su 10 arrivano in Italia per visitare im usei statali: dei 123 milioni di turisti arrivati in Italia nel 2017, 42 milioni sono giunti nel paese per fare una vacanza culturale, e di questi 24 milioni sono arrivati in Italia apposta per visitare un museo statale.

BCG ha poi rilevato che i musei italiani hanno un grande potenziale inespresso, soprattutto se messi in paragone con i musei stranieri: i contributi dei privati sul totale dei proventi dei musei statali italiani raggiungono a stento l’1% (contro circa il 20% dei musei internazionali esaminati), la percentuale dei visitatori sul potenziale bacino d’utenza è stimata tra il 6 e il 24% (contro il 20-50% dei musei stranieri), e i ricavi per visitatore da biglietteria e servizi aggiuntivi vanno dai 2 ai 7 euro (contro i 10-20 dell’estero). BCG ha infine stimato che i proventi dei musei potrebbero aumentare fino a raggiungere gli 800 milioni-1 miliardo di euro (di cui il 20% da privati), l’impatto sul PIL (tra effetti diretti ed effetti indiretti) potrebbe aumentare fino ai 35-40 miliardi, si potrebbe arrivare a 60-80 milioni di visitatori (di cui 10% studenti e 5 milioni di partecipanti ad attività didattiche) e, infine, si potrebbero attivare tra i 150 e i 200mila posti di lavoro diretti e indiretti.

Il ministro Franceschini ha così commentato i dati: “oggi più che mai è fondamentale che alla cultura sia data una grandissima attenzione, sia perché è un veicolo per nutrire lo spirito e le menti delle persone sia perché è una grande opportunità di crescita economica. Questo studio lo dimostra. Il governo rafforzerà gli investimenti in cultura sia per il dovere costituzionale di tutelare il patrimonio culturale sia per supportare le imprese dei beni culturali che operano nel nostro paese, ma anche per tutti coloro che lavorano quotidianamente nei musei, nei parchi archeologici, nelle biblioteche, negli archivi e nelle strutture periferiche del Ministero”.

Secondo Giuseppe Falco, amministratore delegato di BCG Italia, Grecia, Turchia e Israele, il ruolo della cultura e dell’arte “è fondamentale e strategico per il paese. Lo è da un punto di vista sociale, culturale ed economico, per il contributo diretto e indiretto allo sviluppo che può garantire. Lo dimostrano i numeri, elaborati dalla ricerca BCG sui musei statali: investire in cultura si rivela una scelta chiave per stimolare la crescita della nostra economia. Vediamo una grande opportunità da cogliere: gli impatti positivi di tale investimento possono abilitare un circolo virtuoso e creare ulteriori risorse necessarie a migliorare accessibilità e fruibilità dei musei, preservare le opere e potenziare la ricerca”.

I musei statali generano 117mila posti di lavoro e 27 miliardi di euro sul PIL. Ecco lo studio di BCG
I musei statali generano 117mila posti di lavoro e 27 miliardi di euro sul PIL. Ecco lo studio di BCG


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Novecento     Cinquecento     Ottocento     Quattrocento     Firenze     Barocco     Toscana     Roma    

NEWSLETTER